Anno nuovo vecchi problemi. Ieri al mio arrivo in ufficio ho incontrato una mia collega che mi ha chiesto:
"Anche oggi in bici?"
"Sempre." Le ho risposto orgoglioso.
"Le gomme ancora integre?"
"Si spera." Ho scongiurato con un presagio nel cuore.
Detto, fatto. A ritorno dopo il turno, verso quasi metà strada, sento la ruota anteriore molto poco reattiva e rumorosa. Chiaramente ho bucato. Si è chiaro, come al solito ho imprecato tutti i santi, però questa volta il foro non mi ha colto impreparato, dato che da un po' di tempo tenevo nello zaino un prontuario per il gonfiaggio rapido. Mi sarebbe piaciuto non usarlo, ma conoscendomi, sapevo che prima o poi sarebbe arrivata l'occasione. Quindi mi accosto al lato della strada, supero una donnina allegra per non intralciarle gli affari, salgo sul marciapiede e tiro fuori la bomboletta. Sono stato piuttosto spavaldo questa volta, a torto per giunta. La maledetta bombola con la schiuma per riparare il foro, alla prima spruzzata mi è quasi esplosa in mano. La schiuma è finita ovunque tranne che nel buco della camera d'aria. Le mie mani erano piene di quella roba appiccicosa, ghiacciata e dopo qualche secondo anche dura come il legno. Mannaggia non è servito a niente, pur continuando a immettere nella gomma la schiuma con la speranza che la riparasse, questa, ha preferito imperterrita le mie mani. Il cestino di fianco l'ha vista arrivare con un tiro da tre tipo NBA, dopo la mia resa all'evidenza, che rabbia. Ho fatto la strada di ritorno a casa con la bici sospinta a mano e finalmente all'una meno dieci sono arrivato con le mani che sapevano di schifo. Oggi mi sono recato dal mio ciclista di fiducia per farla riparare e sorprendentemente lo trovo chiuso. Leggo il cartello in cui vi era scritto: 24,25,26 dicembre chiuso e ok ci sta, ma poi leggo sotto e vedo, dal 30 al 13 chiuso. Eh??? Ma quante vacanze si fanno 'sti qui? E'inammissibile! Devono solo ringraziarmi dato che la metà delle ferie glie le ho pagate io!
Secondo me per essere così tanto bersagliato dalla sfiga sulla bici, credo che in una vita passata devo aver intralciato i progetti di Karl Drais nel 1818 (fonte Ciclofficina) magari proprio bucandogli le gomme quando faceva le sue prove , non so.
mercoledì 8 gennaio 2014
martedì 7 gennaio 2014
NEGATIVITY L'ANTIEROINA.
Sarà capitato anche a voi, non di avere una musica intesta, ma di essere vittime involontarie di NEGATIVIY.
Chi è costei?
E' un'entità maligna.
Qual è il suo potere?
Ha la facoltà di rendere negativo qualsiasi cosa, solamente se rivolge su di essa la sua attenzione.
Dove la si può trovare?
In ogni ufficio purtroppo.
Ma non è un esemplare singolo?
Si, ma questo spirito può impadronirsi di diverse donne contemporaneamente, soprattutto se queste si trovano sul posto di lavoro.
Come si può riconoscere chi è posseduta?
C'è solo un modo per capire chi è stata colpita, la si sentirà parlare solo di cose negative e mentre le racconta, intorno a lei si sprigionerà un'aurea pessimista.
Come ci si può difendere?
Basta continuare cantare nella propria testa "Penso Positivo" di Jovanotti.
A chi non piace Jovanotti, come può sopravvivere?
Deve assolutamente ripeterlo come un mantra, è in gioco l'incolumità personale, non è uno scherzo.
Perché sceglie solo le donne?
Perché sono indifese e sensibili ai drammi, ma anche gli uomini posso essere colpiti nessuno rimane indenne da tale forza.
Sono terrorizzato, non sono sicuro di riuscire a respingerla.
Facciamo una prova io farò NEGATIVITY, intanto tu canta
-Io penso positivo perché son vivo, perché son vivo-
Sono appena tornata dalle vacanze,
Bene.
-Io penso positivo perché son vivo, perché son vivo-
Ma ché, uno schifo! Ho preso l'acqua per una settima. In torno al paese non c'era niente solo case diroccate e gente scorbutica.
-Io penso positivo perché son vivo, perché son vivo-
Prova a fare delle domande e continua a cantare nella tua testa.
Ok ci provo.
-Io penso positivo perché son vivo, perché son vivo-
Ma ti sei almeno riposta?
Lascia stare, l'albergo era una schifezza. I letti erano duri come il marmo, le lenzuola sporche, la moquette puzzava di fumo ed era piena di buchi di mozziconi in ogni dove. Il gabinetto non so da quanto tempo non lo pulivano, mi faceva senso anche solo guardarlo.
Davvero? Mi spiace.
No, non devi compatirla e non smettere di cantare!
-Io penso positivo perché son vivo, perché son vivo-
E sei rimasta lì per tutta la settimana?
-Io penso positivo perché son vivo, perché son vivo-
Ma no, ce ne siamo andati il giorno dopo, non si poteva restare. Abbiamo affittato l'auto, non ci crederai prima abbiamo bucato la gomma e poi ci hanno tamponato.
-Io penso positivo perché son vivo, perché son vivo-
Un dramma. A mio cognata è venuta la febbre e a me mi è venuta la gastrointerite, non molto forte ma per due giorni sono stata ko.
Qui devi cantare più forte.
-Io penso positivo perché son vivo, perché son vivo-
-Io penso positivo perché son vivo, perché son vivo-
Va beh dai per lo meno sei stata in compagnia.
-Io penso positivo perché son vivo, perché son vivo-
Non me ne parlare mio cognato è un idiota, non gli va bene mai niente. Voleva mangiare a mezzogiorno preciso e alle sette in punto, dico sei in vacanza divertiti.
-Io penso positivo perché son vivo, perché son vivo-
Dai però hai staccato un po'.
-Io penso positivo perché son vivo, perché son vivo-
Seee, guarda al ritorno mi sono dovuta pure beccare mia mamma a casa perché la badante è tornata al suo paese, Tutta la notte ha gridato come un'aquila perché ormai è matta da legare poverina.
-Io penso pos...no scusa non ce la faccio più vado a buttarmi dalla finestra.
Noooooo!!!!!
La forza di NEGATIVITY colpisce ancora. Impossibile resistere.
-Io penso positivo perché son vivo, perché son vivo-
Chi è costei?
E' un'entità maligna.
Qual è il suo potere?
Ha la facoltà di rendere negativo qualsiasi cosa, solamente se rivolge su di essa la sua attenzione.
Dove la si può trovare?
In ogni ufficio purtroppo.
Ma non è un esemplare singolo?
Si, ma questo spirito può impadronirsi di diverse donne contemporaneamente, soprattutto se queste si trovano sul posto di lavoro.
Come si può riconoscere chi è posseduta?
C'è solo un modo per capire chi è stata colpita, la si sentirà parlare solo di cose negative e mentre le racconta, intorno a lei si sprigionerà un'aurea pessimista.
Come ci si può difendere?
Basta continuare cantare nella propria testa "Penso Positivo" di Jovanotti.
A chi non piace Jovanotti, come può sopravvivere?
Deve assolutamente ripeterlo come un mantra, è in gioco l'incolumità personale, non è uno scherzo.
Perché sceglie solo le donne?
Perché sono indifese e sensibili ai drammi, ma anche gli uomini posso essere colpiti nessuno rimane indenne da tale forza.
Sono terrorizzato, non sono sicuro di riuscire a respingerla.
Facciamo una prova io farò NEGATIVITY, intanto tu canta
-Io penso positivo perché son vivo, perché son vivo-
Sono appena tornata dalle vacanze,
Bene.
-Io penso positivo perché son vivo, perché son vivo-
Ma ché, uno schifo! Ho preso l'acqua per una settima. In torno al paese non c'era niente solo case diroccate e gente scorbutica.
-Io penso positivo perché son vivo, perché son vivo-
Prova a fare delle domande e continua a cantare nella tua testa.
Ok ci provo.
-Io penso positivo perché son vivo, perché son vivo-
Ma ti sei almeno riposta?
Lascia stare, l'albergo era una schifezza. I letti erano duri come il marmo, le lenzuola sporche, la moquette puzzava di fumo ed era piena di buchi di mozziconi in ogni dove. Il gabinetto non so da quanto tempo non lo pulivano, mi faceva senso anche solo guardarlo.
Davvero? Mi spiace.
No, non devi compatirla e non smettere di cantare!
-Io penso positivo perché son vivo, perché son vivo-
E sei rimasta lì per tutta la settimana?
-Io penso positivo perché son vivo, perché son vivo-
Ma no, ce ne siamo andati il giorno dopo, non si poteva restare. Abbiamo affittato l'auto, non ci crederai prima abbiamo bucato la gomma e poi ci hanno tamponato.
-Io penso positivo perché son vivo, perché son vivo-
Un dramma. A mio cognata è venuta la febbre e a me mi è venuta la gastrointerite, non molto forte ma per due giorni sono stata ko.
Qui devi cantare più forte.
-Io penso positivo perché son vivo, perché son vivo-
-Io penso positivo perché son vivo, perché son vivo-
Va beh dai per lo meno sei stata in compagnia.
-Io penso positivo perché son vivo, perché son vivo-
Non me ne parlare mio cognato è un idiota, non gli va bene mai niente. Voleva mangiare a mezzogiorno preciso e alle sette in punto, dico sei in vacanza divertiti.
-Io penso positivo perché son vivo, perché son vivo-
Dai però hai staccato un po'.
-Io penso positivo perché son vivo, perché son vivo-
Seee, guarda al ritorno mi sono dovuta pure beccare mia mamma a casa perché la badante è tornata al suo paese, Tutta la notte ha gridato come un'aquila perché ormai è matta da legare poverina.
-Io penso pos...no scusa non ce la faccio più vado a buttarmi dalla finestra.
Noooooo!!!!!
La forza di NEGATIVITY colpisce ancora. Impossibile resistere.
-Io penso positivo perché son vivo, perché son vivo-
sabato 4 gennaio 2014
CUOR LEVANTE
La mia psicologa mi chiese al nostro ultimo incontro, come reagivo agli addii. Le risposi che mi lasciano dentro un po' di malinconia. Quello che mi capita quando penso al Giappone, è appunto un senso di nostalgia e malinconia però positiva, ovvero nulla di così struggente da farmi rattristare pensando al ricordo in sé. Sarà perché è stata un'esperienza formativa personale, ad dir poco stupenda, quindi è naturale pensarci in maniera felice. Ciclicamente con il pensiero torno a quando atterrai all'aeroporto di Narita e quando misi piede sul suolo nipponico la prima e unica volta, ebbene, mi si riempie il cuore di gioia. Il Giappone è stato da sempre il mio paese preferito fin da piccolo. L'interesse nacque, come molti degli appassionati conosciuti in passato, dagli anime trasmessi negli anni '80 e '90. Poi integrai le conoscenze della cultura del popolo giapponese, leggendo la loro letteratura e da lì capii che quel paese era una meta assolutamente da scoprire. Mi affacciai timidamente anche alla loro cucina andando per tentativi. Non fui propriamente soddisfatto la prima volta purtroppo, onestamente maledì quel giorno in cui mi cimentai a sfamarmi con l'ausilio di due ashi. (bacchette di legno) A onor del vero quello fu un mio errore, per due motivi. 1 non sapevo nulla del cibo e di come si dovesse mangiare correttamente per apprezzarlo a pieno. 2 il ristorante era davvero penso. Col passare del tempo mi istruii meglio sulla loro cucina tradizionale e sulla metodologia adeguata, divenne poi la mia cucina preferita, come giusto che fosse proprio perché è squisita. L'unica cosa che ancora mancava per una conoscenza completa era quella di imparare la lingua. Rimediai iscrivendomi al corso di Lingua Giapponese all'università di Milano. Divennero più comprensibili molte cose, dopo lo studio accurato dell'idioma nipponico, apprezzai molte sfumature linguistiche, fui in grado di leggere i kanji (ideogrammi), riuscì a collocare nel tempo e nello spazio ciò che leggevo, insomma la mia passione si era tramutata in un studio accurato, completo e applicato a qualcosa di concreto. Per mettere a frutto tutta questa teoria, servivano ancora due cose, le donne autoctone del Sol Levante, che arrivarono certo, ma ometto volutamente il discorso, e finalmente la visita del paese. Appena arrivai a Tokyo, ripartì il giorno seguente per spingermi fino a Hokinawa e poi ancor più in giù, esattamente a Ishigaki. Entrambe sono due località di mare, dove però solo a Ishigaki ho fatto una vita balneare ad Hoc. Non sto qui a dire per filo e per segno tutto quello che è stato il mio programma di viaggio, comunque ho visitato diverse città importanti come, Tokyo ovviamente, Kyoto due volte, Osaka, Nagano, Kobe (dove pensavo di non riuscire più a tornare in ostello perché mi sono perso amaramente per le strade della città) Hiroshima e sono andato anche sul Monte Fuji. Mi piacerebbe andare in Hokkaido e vagare per le foreste innevate e paesaggi mozzafiato, non è detto che non ci vada e se mai ci andrò mi porterò dietro tutta la mia bella famigliola, così riempirò il mio cuore di altri meravigliosi ricordi, chissà...
mercoledì 1 gennaio 2014
A PROPOSITO DEI BUONI PROPOSITI
Come ogni inizio dell'anno appena nato, gasati da un nuovo principio, scalpitanti di vedere cosa accadrà nei prossimi 365 giorni, si pensa preventivamente a concretizzare alcuni progetti. Spesso si punta ad un obiettivo di media lunghezza, si coglie l'occasione di raggiungere un traguardo prefissato da chissà quando, si fanno insomma, i famosi propositi per l'anno nuovo. Quello che mi sono proposto di fare nel 2013 non sono riuscito ad attuarlo, ma nemmeno lontanamente. Consisteva di fatto, nel riuscire a pubblicare almeno uno dei romanzi che ho scritto che a tutt'oggi stanno belli beati dentro il mio pc. Forse un giorno magari, le mie fatiche prenderanno la via della pubblicazione, intanto spero che magicamente questi, stufi di rimanere rinchiusi all'interno di un file, facciano la mossa decisiva per me. Dunque il 2013 ha portato alla mia famiglia e a me: una casa nuova, mia moglie ha raggiunto la sua conferma lavorativa, abbiamo fatto il primo viaggione all'estero con i bimbi, io ho ripreso a suonare, nonché ho finito di scrivere il secondo romanzo, ho perso 12 chili, mia figlia ha iniziato le elementari, mio figlio ha cambiato scuola e tanto altro. Mia moglie ed io abbiamo fatto il resoconto del vecchio anno, ieri di ritorno dal veglione/lavorativo, concludendo che è stato un 2013 decisamente ricco. Per quello che è iniziato oggi, non saprei cosa aspettarmi e nemmeno che tipo di buon proposito pormi. Auspico che non ci siano brutte sorprese dietro l'angolo e che tutti stiano bene, per il resto lo affronterò come conviene. Quello che arriverà nei prossimi mesi verrà fedelmente riportato sulle pagine di questo blog, perciò buttate via il mouse e restate collegati per scoprire "LE INCREDIBILI AVVENTURE DI MR.D" sempre su "LA TANA"
martedì 31 dicembre 2013
2013 ODISSEA NELL'UFFICIO
Come già preannunciato la fine dell'anno la passerò in ufficio, ma poco importa anche perché la mia famiglia mi raggiungerà per festeggiare tra le mura del lavoro in compagnia dei miei colleghi. Ma si il Capodanno è una serata come un'altra, dietro il quale ci sono un sacco di preparativi per quel secondo che fa scattare l'anno. Ok si è divertente, ma passato lo scoccare della mezzanotte tutto torna esattamente come prima. Gli anni passati quanti soldi ho speso per festeggiare nei locali, a pensarci dopo un sacco di tempo mi viene da sanguinare tra i denti. Attenzione lo comprendo pienamente, dato che bisogna pagare a peso d'oro tutti coloro che sgobbano come muli mentre tutto il resto del mondo è in preda ai coma etilici. I soldi che ricevevo a Natale mi scivolavano dalle mani per pagare la nottata più costosa dell'anno, che spreco. Quindi i miei amici ed io, una volta capito che non aveva senso spendere un sacco di denaro per due robe in croce da mangiare e una musica fin troppo commerciale, optammo per le feste in casa, che sono sempre state la cosa migliore in assoluto. Entrare nei locali dopo la mezzanotte costava decisamente meno, arrivarci poi, già pieni di alcol risultava essere un buon affare. Va beh comunque sia, il veglione dell'ultimo dell'anno è stato un pretesto per dare il massimo di me, in situazioni paradossali a volte. Una volta mi ricordo di essermi svegliato sotto una macchina parcheggiata, dopo essermi addormentato su un piccolo pendio innevato, che roba! Ero talmente pieno di alcol che per fortuna non mi congelai. Avrei altri aneddoti da raccontare da far rabbrividire chiunque, ma forse faccio prima a omettere alcuni particolari che potrebbero non farmi onore. Oggi qui in ufficio non corro nessun pericolo e dall'alto della mia postazione auguro a tutti buon anno, tanto domani sarò ancora qui.
sabato 28 dicembre 2013
CHEZ Mr.D
Mangiare è una necessità quotidiana che bisogna soddisfare almeno 4 volte al dì. Per i meno bisognosi anche tre volte bastano, ma per chi ha dei figli come me, c'è da mettere in conto anche la merenda, quindi il risultato è il doppio di due. In casa mia mia chi prepara da mangiare solitamente sono io e lo faccio con piacere perché ho scoperto che mi rilassa. Non posso cucinare senza la musica in filodiffusione a darmi al carica, e dato che mia moglie per Natale mi ha regalato un nuovo impianto stereo con i contro bit, d'ora in poi verranno fuori delle pietanze da tre forchette (ammesso che siano il massimo). Il primo pasto è la colazione. Ogni membro della famiglia ha i suoi gusti che è doveroso soddisfare a pieno, per partire con la giusta quantità di energie in vista di una giornata impegnativa. Mio figlio mangerebbe di tutto a colazione, cioè merendine a profusione o biscotti possibilmente al cioccolato e succo di frutta. Non è molto lontano da quello che avviene nella realtà. Mia figlia ha solo due alimenti preferiti, cocopops palline e bucaneve. Se mangia i biscotti, allora il latte deve essere non troppo caldo con il nesquik, se invece mangia i cereali, allora va bene il latte freddo senza nulla. Mia moglie preferisce la colazione salata. Di solito le preparo dei toast con burro e sale accompagnato da caffè americano o thè, qualche volta ci scappa latte caldo con il cacao. Per quel che mi riguarda mangio biscotti con marmellata o toast alla marmellata, ovviamente con nescaffè. Tutto questa varietà di pietanze vanno preparate e consumate in un tempo massimo di 15 minuti dalla sveglia, un bel lavoro non c'è che dire. A pranzo sono sempre da solo, dato che i miei figli mangiano a scuola e mia moglie a lavoro, quindi preparo per me ciò che l'estro suggerisce. Ci sono delle volte che mi porto avanti con la cena e la preparo per tutti con largo anticipo prima di andare a lavoro. Ad essere sinceri la cena è un tasto dolente. Ogni membro della famiglia, esattamente come a colazione, vorrebbe mangiare ciò che più gli aggrada e non è detto che poi non sia così. Mi sembra più un ristorante che una cucina di una famiglia normale. Cerco sempre di venire in contro ai gusti di tutti, ma non è semplice e forse nemmeno così educativo, nel senso che bisognerebbe mangiare quel che c'è punto e basta, proprio perché non siamo un ristorante. Però molto spesso chiudo un occhio e mi metto dietro ai fornelli a spadellare come un matto. Insomma la cucina è il mio posto preferito, il mio regno. Sono sempre lì a cucinare, a lavare piatti, a riempire e svuotare la lavastoviglie tutto il giorno, sarà anche faticoso ma la cosa mi piace. Ogni tanto poi, mi vengono anche dei manicaretti niente male e per fortuna che mia moglie gradisce la stragrande maggioranza delle volte che mi cimento nell'arte culinaria,(Culi in aria? Dove?) dandomi delle grosse soddisfazioni. Un vero chef che si rispetti, si deve anche procurare tutto l'occorrente per il proprio lavoro, questo ne consegue che sono io ad occuparmi della spesa al supermarket. Ci vado in bicicletta perché ho le mie fisime, ed ho escogitato un metodo per caricarmi tutto quanto, senza adoperare l'auto, che di fatto non ho nei giorni feriali. Riesco a fare la spesa della settimana comodamente e con i miei tempi. Un sacco di volte compro cose che credo servano, però poi mi accorgo di averle già, quindi mi metto subito a cucinarle per far spazio al resto delle compere. Una volta riempita la dispensa, butto la spazzatura, differenziata fino a quasi a dividere le particelle che compongono i vari oggetti e corro con gran piacere dritto ai fornelli a preparare quello che mi viene in testa. Come si evince dalle parole qui sopra scritte, la cucina di Mr.D è sempre aperta, approfittatene.
mercoledì 25 dicembre 2013
E ALLA FINE VENNE NATALE
Scrivo dall'ufficio durante la sera del 25, sarà triste ma questa è la nuda e cruda verità. Non sono qui a lamentarmi come al solito, anche perché sono riuscito comunque a fare tutto ciò che impone la tradizione; cenone della vigilia con la famiglia di mia moglie per cui, grandi abbuffate, grandi bevute, risate buon umore e alla fine l'immancabile scarto dei regali. Alle prime luci del giorno natalizio, i miei bimbi hanno aperto i regali lasciati sotto l'albero da Babbo Natale (l'unica volta all'anno che saltano giù dal letto senza storie) e poi il pranzo di Natale con i miei genitori ed altri regali scartati. Insomma non si è intaccata in alcun modo la tradizione e per l'appunto questa implica al sottoscritto, anche la presa di servizio della sera del 25. Si crede erroneamente che a Natale le cose siano tranquille, invece come la legge di Murphy insegna, tutte le sfighe succedono esattamente nei giorni di festa. Al mio arrivo in ufficio, sono stato accolto da i colleghi colti dal delirio e in preda a mille chiamate, sempre per le solite menate che accadono anche durante il resto dell'anno, niente di nuovo in effetti. Eppure quando gestiamo le rogne del nostro lavoro, oggi le si affrontano in modo diverso, più scocciati e mal disposti, proprio perché nessuno vorrebbe stare dove sta in questa giornata, a maggior ragione se si sente poi la gente che chiama perché richiede la soluzione ad ogni problema. Va beh ognuno svolge la mansione che si è scelto con tutti i pro e i contro. Che dire di più? Buon Natale a tutti e all'ultimo dell'anno, ma anche il primo giorno dell'anno nuovo, sarà uguale sempre qui a rispondere ovviamente alle stesse persone a risolvere le solite questioni. _______TUUUUUUUUUUU_______
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