Quando ho vissuto per due anni al mare si parlava già di Expo a Milano, questo accadeva nel 2007. In quel periodo credevo di non poterne far parte, in quanto la mia dimora non era più meneghina, perciò mi sentivo escluso dalla crescita della mia città. Due anni dopo ho fatto ritorno a casa e me ne sono quasi dimenticato. Si certo, se ne parlava spesso dei disagi che avrebbe procurato l'invasione della gente di tutto il mondo, dei cantieri che avrebbero spaccato la città e tutto quel vociare su cose che ancora non si sapevano sull'evento, ma era ancora tutto così lontano. Di fatto però, nel corso degli anni, ciò che è stato eseguito per dare vita all'Expo, non ha ostacolato la mia vita quotidiana in modo significativo, non mi ha procurato fastidi enormi, posso anche sostenere che l'evento in sé, sia passato un po' in sordina, da parte mia.
Non sembra vero, ma domani sarà il giorno di apertura della grande manifestazione tanto attesa e tanto discussa. Capita in un giorno, il 1° maggio, che ha dietro una storia particolarmente rossa, quindi un evento mondiale, suscita sempre del malcontento in certe frange, di conseguenza sono previste, oltre alla tipica manifestazione del primo maggio, anche altri cortei NoExpo, più il concerto in Piazza Duomo. Questo per dire che domani la mia città, sarà congestionata in ogni via e si temono scontri e focolai di gente pronta allo scontro. La cosa non è molto rassicurante e nemmeno evitabile, dato che prima in sala prove, ho sentito persone che si preparano alla lotta, a prescindere dall'esito che avrà la sommossa prevista. Credo che questo tipo di azioni non portano davvero da nessuna parte, anzi, creano solo delle grosse incomprensioni e danni a gente che nel circuito delle grandi opere, non centra niente.
Va bhé l'Expo inizia domani e finirà tra sei mesi, vedremo cosa porterà questo super evento e quanto la mia città ne verrà beneficiata o contrario, penalizzata.
Io spero di fare un salto comunque.
venerdì 1 maggio 2015
mercoledì 29 aprile 2015
NATO NEGLI U.S.A.
Gli Stati Uniti sono un paese controverso, sotto molti aspetti spiccano praticamente su tutti i fronti, ma hanno delle politiche non propriamente felici sulla gestione del loro paese e soprattutto per quelli esteri. C'è da tenere presente, che per quel che riguarda le arti contemporanee sono una spanna sopra tutto il resto del mondo, perché investono molto sul capitale umano fatto di artisti e musicisti. Non credo vengano spinti da un grande senso artistico, penso siano consapevoli che portino nelle tasche degli stati un sacco di soldi, e poi sanno di farlo bene, perciò, ecco qui gli ingenti investimenti.
A volte mi chiedo, ma se fossi nato negli States, sarebbe cambiato qualcosa nella mia vita? Nulla togliendo a ciò che ho ora, per carità non cambierei una virgola; la mia è una curiosità prettamente artistico-musicale. Mi chiedo se avessi frequentato una scuola, o un'accademia, piuttosto che un gruppo di musicisti underground, cosa sarebbe venuto fuori? Magari nulla, però mi piace pensare, che in una vita parallela sarei potuto diventare un altro personaggio di spicco proveniente dall'America e che avrebbe potuto influenzare il mondo intero.
Perché no l'Italia?
Per il semplice motivo, che nel mio paese non c'è alcun interesse a far emergere nuovi artisti, ragion per cui anche in questo campo avviene la fuga di cervelli, ammessi che ce ne siano ancora.
Bye Bye.
A volte mi chiedo, ma se fossi nato negli States, sarebbe cambiato qualcosa nella mia vita? Nulla togliendo a ciò che ho ora, per carità non cambierei una virgola; la mia è una curiosità prettamente artistico-musicale. Mi chiedo se avessi frequentato una scuola, o un'accademia, piuttosto che un gruppo di musicisti underground, cosa sarebbe venuto fuori? Magari nulla, però mi piace pensare, che in una vita parallela sarei potuto diventare un altro personaggio di spicco proveniente dall'America e che avrebbe potuto influenzare il mondo intero.
Perché no l'Italia?
Per il semplice motivo, che nel mio paese non c'è alcun interesse a far emergere nuovi artisti, ragion per cui anche in questo campo avviene la fuga di cervelli, ammessi che ce ne siano ancora.
Bye Bye.
martedì 28 aprile 2015
DIMMI COSA SOGNI E FINIRAI NEI GUAI.
Una nota principessa Disney cantava "I sogni son desideri" e su questo verte il problema di oggi.
Stamattina mi sono svegliato con un senso di colpa grande quanto un campo da golf, perché, durante la notte, il mio cervello ha dato libero sfogo alla proiezione di scene piuttosto spinte che avevano come protagonista me e una donna, non corrispondente a mia moglie. Si potrebbe pensare, che prendendo alla lettera le note disneyane, io desideri un'avventura extraconiugale. Oltre alla cara Cenerentola, si deve aggiungere anche l'interpretazione medico-scientifica del dott. Freud, che nell'interpretazione dei sogni ci riferisce: sia il subconscio ad dettare le immagini visionate durante la notte, perciò, a conti fatti, è ancora peggio di un desiderio.
Il danno poteva rimanere nei miei pensieri e tutto sarebbe passato inosservato, ma avendo appunto un grosso senso di colpa, ne ho parlato con la mia dolce metà, premettendo, che nel sogno ho rifiutato le attenzioni di questa donna immaginaria, prima che arrivassimo ad un punto di non ritorno. Ecco, io non ne ho parlato con lei per lavarmi la coscienza, bensì, per dimostrarle il mio grande amore, avendo rifiutato le avance di un'altra donna, persino in sogno. A lei non è importato nulla del mio atto eroico, anzi, si è inviperita come se fosse stato tutto vero e si è offesa a morte. Ovviamente mi ha citato le tesi freudiane e la hit di Cenerentola, quindi, nel rivelarle la mia devozione, mi sono tirato la zappa sui piedi da solo.
Vorrei che fosse chiaro a tutti: "Non ho nessun bisogno di avere relazioni con altre donne, che non siamo sposate con me". Detta così sembra che aspiri alla poligamia. Riprovo.
"Le donne dei miei sogni non centrano nulla con mia moglie." Così è pure peggio.
"L'unica donna che desidero ardentemente è quella che sta sempre al mio fianco." In questo modo, si potrebbe pensare che mi piaccia la mia vicina di casa. Ci ritento.
"Amo e voglio solo te!." Questo è a scanso di equivoci.
Stamattina mi sono svegliato con un senso di colpa grande quanto un campo da golf, perché, durante la notte, il mio cervello ha dato libero sfogo alla proiezione di scene piuttosto spinte che avevano come protagonista me e una donna, non corrispondente a mia moglie. Si potrebbe pensare, che prendendo alla lettera le note disneyane, io desideri un'avventura extraconiugale. Oltre alla cara Cenerentola, si deve aggiungere anche l'interpretazione medico-scientifica del dott. Freud, che nell'interpretazione dei sogni ci riferisce: sia il subconscio ad dettare le immagini visionate durante la notte, perciò, a conti fatti, è ancora peggio di un desiderio.
Il danno poteva rimanere nei miei pensieri e tutto sarebbe passato inosservato, ma avendo appunto un grosso senso di colpa, ne ho parlato con la mia dolce metà, premettendo, che nel sogno ho rifiutato le attenzioni di questa donna immaginaria, prima che arrivassimo ad un punto di non ritorno. Ecco, io non ne ho parlato con lei per lavarmi la coscienza, bensì, per dimostrarle il mio grande amore, avendo rifiutato le avance di un'altra donna, persino in sogno. A lei non è importato nulla del mio atto eroico, anzi, si è inviperita come se fosse stato tutto vero e si è offesa a morte. Ovviamente mi ha citato le tesi freudiane e la hit di Cenerentola, quindi, nel rivelarle la mia devozione, mi sono tirato la zappa sui piedi da solo.
Vorrei che fosse chiaro a tutti: "Non ho nessun bisogno di avere relazioni con altre donne, che non siamo sposate con me". Detta così sembra che aspiri alla poligamia. Riprovo.
"Le donne dei miei sogni non centrano nulla con mia moglie." Così è pure peggio.
"L'unica donna che desidero ardentemente è quella che sta sempre al mio fianco." In questo modo, si potrebbe pensare che mi piaccia la mia vicina di casa. Ci ritento.
"Amo e voglio solo te!." Questo è a scanso di equivoci.
lunedì 27 aprile 2015
BULLI SENZA PUPE
Avendo vissuto da ragazzino in periferia, ho avuto modo di incontrare diversi elementi poco raccomandabili sul mio cammino. In date occasioni solo due possibilità si potevano attuare:
Sono arrivato ad alzare le mani fondamentalmente per difendermi dai bulli che gravitavano intorno alla scuola, o nei luoghi di aggregazione giovanile. Di mio, non sono mai stato un'attaccabrighe, anzi, mi sono sempre reputato un tipo di persona contrario alla violenza in ogni circostanza, ma per sopravvivere in certi ambienti, bisogna anche andare contro i propri principi.
A volte sono riuscito ad avere la meglio, altre invece ho capito quando era necessario darsela a gambe per non finire male.
C'è stato un momento nella mia vita in cui ho attirato su di me, le cattive intenzioni di molti imbecilli di Rozzano. Non ho mai fatto nulla per causare problemi a personaggi noti come "quelli da evitare", eppure, sono stato un facile bersaglio per diverso tempo. In quel periodo uscire di casa era una sfida che dovevo affrontare spesso, poiché non potevo starmene rintanato nelle mura domestiche, evitando all'infinito i potenziali scontri, e poi, non era giusto che non facessi della vita sociale a causa della paura. Uscire era una di quelle cose che mi imponevo di fare, anche a costo di dover affrontare ogni cento metri qualche malintenzionato e picchiarmi con lui. Però mi costava una nutrita dose di coraggio che spesso veniva a mancarmi. Mi ricordo che tenevo in tasca un coltello Opinel, per poi passare al Butterfly, in caso di estrema necessità. Non li ho mai usati per paura che qualcuno potesse avere in tasca un oggetto peggiore del mio, ma soprattutto per non incappare nei guai con la giustizia. Chi poi mi puntò alla gola il suo di coltello, non si era fatto i miei stessi scrupoli.
Uno dei miei incubi ricorrenti era di finire in riformatorio e dover affrontare ogni giorno una sfida mortale. Per fortuna non ho mai fatto niente di illecito che mi portasse nelle patrie galere, però, in un ambito malsano, tutto era possibile.
A distanza di tempo ho provato ad intuire la motivazione per la quale i ragazzi cercassero uno scontro con me. Il motivo era: per la mia faccia da bravo ragazzo, sopra un fisico, direi atletico, per la mia età dell'epoca. Quindi i teppisti si battevano con me perché, l'esito della lotta non era così scontato come contro un tipetto gracile. Almeno è ciò che ho ritenuto fosse più vicino alla realtà.
I personaggi che vivono nelle periferie sono spesso ai margini della società, esattamente come le case in cui abitano. In queste zone le regole sono più aspre rispetto a chi vive nel centro, poiché il tenore di vita è differente, la cultura anche, le famiglie non sono quelle appartenenti alle alte sfere; insomma tutto viene declassato, perciò si tende a prevaricare sul più debole come affermazione sociale. E' una giungla e come tale, vigono regole animalesche. Certamente le persone non sono tutte così per fortuna, ma di sicuro si ha la possibilità di incappare in qualche tipo rissoso in periferia piuttosto che nelle zone chic; e in futuro la separazione sarà sempre più netta.
Quando penso al futuro dei miei figli, immagino agli scontri che dovranno affrontare con personaggi come quelli incontrati da me, e mi auguro con tutto il cuore che non succeda nulla di irreparabile. Purtroppo il mondo è popolato da persone stupide e si sa, che la mamma degli scemi è sempre incinta. Perciò si dovranno armare di coraggio (sperando serva solo quello) e andare avanti per la loro strada.
Se un domani le città diventassero dei nuovi Far West, cosa dovrei insegnare ai miei figli? A evitare finché è possibile, o a colpire per primo?
Non ho idea, però nel frattempo sarebbe meglio carpire tutti i segreti di Bruce Lee, mal che vada, sapranno tenere a bada qualche idiota, tanto i numeri sono destinati ad aumentare, dannazione!
- menare le mani come se non ci fosse un domani,
- prenderle di santa ragione.
Sono arrivato ad alzare le mani fondamentalmente per difendermi dai bulli che gravitavano intorno alla scuola, o nei luoghi di aggregazione giovanile. Di mio, non sono mai stato un'attaccabrighe, anzi, mi sono sempre reputato un tipo di persona contrario alla violenza in ogni circostanza, ma per sopravvivere in certi ambienti, bisogna anche andare contro i propri principi.
A volte sono riuscito ad avere la meglio, altre invece ho capito quando era necessario darsela a gambe per non finire male.
C'è stato un momento nella mia vita in cui ho attirato su di me, le cattive intenzioni di molti imbecilli di Rozzano. Non ho mai fatto nulla per causare problemi a personaggi noti come "quelli da evitare", eppure, sono stato un facile bersaglio per diverso tempo. In quel periodo uscire di casa era una sfida che dovevo affrontare spesso, poiché non potevo starmene rintanato nelle mura domestiche, evitando all'infinito i potenziali scontri, e poi, non era giusto che non facessi della vita sociale a causa della paura. Uscire era una di quelle cose che mi imponevo di fare, anche a costo di dover affrontare ogni cento metri qualche malintenzionato e picchiarmi con lui. Però mi costava una nutrita dose di coraggio che spesso veniva a mancarmi. Mi ricordo che tenevo in tasca un coltello Opinel, per poi passare al Butterfly, in caso di estrema necessità. Non li ho mai usati per paura che qualcuno potesse avere in tasca un oggetto peggiore del mio, ma soprattutto per non incappare nei guai con la giustizia. Chi poi mi puntò alla gola il suo di coltello, non si era fatto i miei stessi scrupoli.
Uno dei miei incubi ricorrenti era di finire in riformatorio e dover affrontare ogni giorno una sfida mortale. Per fortuna non ho mai fatto niente di illecito che mi portasse nelle patrie galere, però, in un ambito malsano, tutto era possibile.
A distanza di tempo ho provato ad intuire la motivazione per la quale i ragazzi cercassero uno scontro con me. Il motivo era: per la mia faccia da bravo ragazzo, sopra un fisico, direi atletico, per la mia età dell'epoca. Quindi i teppisti si battevano con me perché, l'esito della lotta non era così scontato come contro un tipetto gracile. Almeno è ciò che ho ritenuto fosse più vicino alla realtà.
I personaggi che vivono nelle periferie sono spesso ai margini della società, esattamente come le case in cui abitano. In queste zone le regole sono più aspre rispetto a chi vive nel centro, poiché il tenore di vita è differente, la cultura anche, le famiglie non sono quelle appartenenti alle alte sfere; insomma tutto viene declassato, perciò si tende a prevaricare sul più debole come affermazione sociale. E' una giungla e come tale, vigono regole animalesche. Certamente le persone non sono tutte così per fortuna, ma di sicuro si ha la possibilità di incappare in qualche tipo rissoso in periferia piuttosto che nelle zone chic; e in futuro la separazione sarà sempre più netta.
Quando penso al futuro dei miei figli, immagino agli scontri che dovranno affrontare con personaggi come quelli incontrati da me, e mi auguro con tutto il cuore che non succeda nulla di irreparabile. Purtroppo il mondo è popolato da persone stupide e si sa, che la mamma degli scemi è sempre incinta. Perciò si dovranno armare di coraggio (sperando serva solo quello) e andare avanti per la loro strada.
Se un domani le città diventassero dei nuovi Far West, cosa dovrei insegnare ai miei figli? A evitare finché è possibile, o a colpire per primo?
Non ho idea, però nel frattempo sarebbe meglio carpire tutti i segreti di Bruce Lee, mal che vada, sapranno tenere a bada qualche idiota, tanto i numeri sono destinati ad aumentare, dannazione!
sabato 25 aprile 2015
VECCHIE CANZONI TORNANO
Sono a lavoro e non riesco a scrivere nulla, perché, pur essendo un giorno di festa, il lavoro non ha festività qui da me. Per alleviare un po' la tensione lavorativa, posto un video dei LIT che stavo ascoltando prima nel mio iPod, ma è stata troncata la track per una registrazione pessima. Comunque il video ha come protagonista la bellona degli anni '90 che già in quel periodo aveva dato tanto al chirurgo estetico.
venerdì 24 aprile 2015
PICCOLI AMORI
Quando arriva la primavera, è ormai noto, che si risvegliano i sensi, (in tutti i sensi). Credevo, a torto, che i bambini fossero esenti dalla "fioritura sensoriale", ma mi sbagliavo. Per il secondo anno di seguito, mio figlio ha manifestato dentro di sé, quel fattore dell'infatuazione, riconducibile alla bella stagione. L'anno scorso si era manifestato in piena estate, questa volta a primavera inoltrata. Sarà che con le belle giornate i bambini escono di più, giocano insieme, hanno più occasioni per socializzare meglio. Proprio per questo, mio figlio si è innamorato di una bambina, che a detta sua, ha sempre il faccino triste. Non passa un minuto senza che pronunci il suo nome almeno una ventina di volte al giorno, o che abbia per lei qualche pensiero romantico, oppure che pensi di invitarla a casa e magari, fare anche un regalino. La questione dell'oggetto da regalare, poi, è divenuta per lui una vera e propria missione. Ieri il tentativo non è andato a buon fine, perché, come mi ha spiegato, non è riuscito a cogliere l'attimo in cui erano nel giardino dell'asilo a giocare. Oggi l'ha pure dimenticato a casa e davanti al suo armadietto, l'ho visto un po' turbato; domani le sue maestre aderiranno allo sciopero nazionale, perciò sara un fine settimana di tattiche da escogitare, piuttosto che metodi da attuare.
Da quando si è innamorato, non ci sono più i continui solleciti nella preparazione mattutina, anzi, alle 08.00 precise, si presenta davanti alla porta di casa lavato, vestito e pronto per uscire, a differenza delle scorse settimane in cui mi dovevo sgolare per fargli indossare un solo calzino. L'amore cambia le persone, è una verità incontrovertibile e spesso vengono migliorati da questo aulico sentimento.
Questa sua nuova infatuazione mi fa sorridere parecchio, perché i bambini come lui, vanno davvero fuori di testa quando si scontrano con ciò che provano; non sono ancora abili nel gestire le emozioni, quindi si destabilizzano e vengono meno tutte le sicurezze finora apprese. Sentono i primi ardori per individui estranei alla propria famiglia e sono del tutto inesperti nel campo degli atteggiamenti da seguire. La cosa che credo sia la più bella di tutte, è vedere che ciò che sentono sia un sentimento ingenuo ma allo stesso tempo purissimo, non sanno cosa sia di preciso, ma è reale tanto quanto un gelato delizioso. Si rimane sempre inermi difronte alle parole dettate dal cuore, che il più delle volte, non coincidono con quelle del cervello. Con il tempo si impara a separare le due voci, attribuendo a quelle del cuore, però, sempre più valore, Il rischio di incorrere alle famose scottature è una conseguenza con il quale si deve prima o poi fare i conti, poiché l'amore è un fuoco con il quale è facile bruciarsi.
Da quando si è innamorato, non ci sono più i continui solleciti nella preparazione mattutina, anzi, alle 08.00 precise, si presenta davanti alla porta di casa lavato, vestito e pronto per uscire, a differenza delle scorse settimane in cui mi dovevo sgolare per fargli indossare un solo calzino. L'amore cambia le persone, è una verità incontrovertibile e spesso vengono migliorati da questo aulico sentimento.
Questa sua nuova infatuazione mi fa sorridere parecchio, perché i bambini come lui, vanno davvero fuori di testa quando si scontrano con ciò che provano; non sono ancora abili nel gestire le emozioni, quindi si destabilizzano e vengono meno tutte le sicurezze finora apprese. Sentono i primi ardori per individui estranei alla propria famiglia e sono del tutto inesperti nel campo degli atteggiamenti da seguire. La cosa che credo sia la più bella di tutte, è vedere che ciò che sentono sia un sentimento ingenuo ma allo stesso tempo purissimo, non sanno cosa sia di preciso, ma è reale tanto quanto un gelato delizioso. Si rimane sempre inermi difronte alle parole dettate dal cuore, che il più delle volte, non coincidono con quelle del cervello. Con il tempo si impara a separare le due voci, attribuendo a quelle del cuore, però, sempre più valore, Il rischio di incorrere alle famose scottature è una conseguenza con il quale si deve prima o poi fare i conti, poiché l'amore è un fuoco con il quale è facile bruciarsi.
mercoledì 22 aprile 2015
IL LATO FORTUNATO DEL MONDO
Il mondo è impazzito, gli uomini sono impazziti, le istituzioni, i criminali, i migranti; tutti. La notizia dei profughi annegati nello stretto di Sicilia mi ha letteralmente scioccato, non credevo potesse succedere un tale disastro, perché? Per il semplice motivo, che non vivendo in quelle zone apocalittiche, non mi rendo conto di una moltitudine inesauribile di drammi che affliggono certe zone del pianeta. Eppure ogni giorno c'è qualcuno che si arma di una speranza, o meglio, di un'illusione pur di fuggire dal paese natio ed approdare in luoghi dove verranno sfruttati e discriminati, sempre se riescono ad arrivare interi. Basta, non è più ammissibile vedere ecatombe di queste dimensioni, restando inermi davanti ai televisori, anche se non è mai stato accettato che qualcuno morisse in nome dell'indifferenza. Sì, rimaniamo indifferenti difronte alle morti di questo tipo, come anche di altri, perché non ci appartengono in quanto le vediamo lontani dal nostro ceppo razziale caucasico e soprattutto le vediamo lontani in termini geografici. Quando a morire sono persone europee, piuttosto che statunitensi, ci indigniamo molto di più, per carità, ogni morte va contestata fino alla fine. Ma quando a perdere la vita sono persone che provengono da luoghi nei quali ci sono guerre, povertà, epidemie e tanto altro, giriamo la testa dall'altra parte per non vedere, tanto sappiamo che ce ne saranno altri come loro che faranno la stessa fine, al prossimo turno di disperati. E' abitudine ormai, quasi fosse un gioco d'azzardo, svolto nel casinò di fiducia.
Aiutare, soccorrere, prevenire i disastri e una volta per tutte: punire chi si arricchisce sulla pelle di gente pronta a scarificarsi pur di migliorare la loro condizione. E' incredibile che tutto ciò che avviene, sia in nome del denaro. E' quello l'unico vero motivo per il quale centinaia di persone muoiono ogni giorno. La morte è un business e noi siamo i manager dirigenti di questo tragico scambio: morte = denaro, semplice nella sua atrocità. Cambiamo l'epilogo, cambiamo per davvero questo schifo di mondo.
Aiutare, soccorrere, prevenire i disastri e una volta per tutte: punire chi si arricchisce sulla pelle di gente pronta a scarificarsi pur di migliorare la loro condizione. E' incredibile che tutto ciò che avviene, sia in nome del denaro. E' quello l'unico vero motivo per il quale centinaia di persone muoiono ogni giorno. La morte è un business e noi siamo i manager dirigenti di questo tragico scambio: morte = denaro, semplice nella sua atrocità. Cambiamo l'epilogo, cambiamo per davvero questo schifo di mondo.
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