Mi sono appena svegliato dal turno di notte, ho teso l'orecchio per sentire se in casa ci fosse qualcuno; niente, nemmeno la musica. Fuori non è molto diverso dalle mura casalinghe, non c'è assolutamente nessuno in giro, neppure i piccioni, neanche il gatto che di solito si aggira per il quartiere che ho chiamato Prosciutto, sicuramente sarà andato a buscare del cibo in zone più turistiche. Qui nella via sono da solo con la "Signora in Blu" ossia una donna che veste sempre con una camicia blu e incontro ogni qualvolta metto il naso fuori di casa. Milano è desolata, silenziosa, senza vita ed è uno di quei momenti nel quale si può davvero apprezzare la bellezza della metropoli. Se fosse sempre così sarebbe una pacchia, niente stress per il parcheggio, niente code, nessuna attesa. C'è da dire che in città sono rimasti solo i casi umani, quelli che di solito se ne stanno in sordina in qualche angolo nascosto senza palesarsi, senza sapere della loro esistenza e forse c'è qualcosa in comune con loro quando ci si incontra...
Per rimanere in tema con la giornata di desolazione, anche il frigo si presenta vuoto e io comincio a sentire la fame, oddio, stare un po' a stecchetto mi fa sicuramente bene, però è decisamente triste sapere di essere da solo in quasi tutta la zona con lo stomaco vuoto.
Un deserto di cemento è così che la mia città si sente in questo breve periodo, forse riprende fiato per poi correre di nuovo per tutto l'anno a venire. Qua e là ci sono cantieri aperti per la risistemazione delle strade cittadine in modo che i milanesi possano ritrovare la città pronta e in ordine, con qualche disagio per chi come me, rimane qui in attesa della partenza, ebbene sì, settimana prossima anche noi ce ne andremo in vacanza, dopo la lunga permanenza in città.
Fortunatamente il clima nei giorni scorsi è stato clemente, non si è morti di caldo, anzi, è stato piuttosto gradevole e ha permesso di poter andare in giro senza boccheggiare come quelli che necessitano dell'ossigeno terapia. Milano mi piaci così, però ora sento il bisogno di staccare, di vedere un diverso tipo di paesaggio, di fare delle lunghe sessioni in spiaggia con i miei figli, perché neppure loro resistono a questa forzata astensione dall'euforia vacanziera, sentono la necessità di fare dei bagni lunghi e spensierati, eppure nonostante l'infinita attesa, sono stati bravi e pazienti, non si sono lamentati e tengono duro insieme a noi.
Fra una settima sarà tutto diverso finalmente.
lunedì 15 agosto 2016
sabato 13 agosto 2016
giovedì 11 agosto 2016
QUANDO INCONTRAI L'UOMO KIWI NULLA HA AVUTO PIU' SENSO DOPO
Era un giorno qualsiasi di una mattina imprecisata di fine inverno, l'aria era frizzante, il cielo terso ed il sole si risvegliava dal torpore invernale inviando sulla Terra i suoi primi timidi raggi.
Ero con la mia famiglia ai giardinetti sotto casa per approfittare della bella giornata e consumare un'oretta di gioco e spensieratezza in attesa di tornare nella nostra piccola dimora e gustarci un pranzetto tutti insieme. Intorno a noi bambini di ogni età accompagnati dai genitori o dai nonni, anche loro avevano la stessa nostra idea.
Tra le tante persone che affollavano il parcchetto, spunta un personaggio curioso, sulla quarantina, accompagnato dalla moglie e dai due figli. Ho incrociato per un secondo il suo sguardo poiché il suo aspetto aveva qualcosa di strano, di inconsueto, una nota stonata che l'ha fatto spiccare sopra tutti. Mi sono reso conto che aveva l'aspetto di un frutto esotico, lontano, dal sapore aspro, esattamente come credevo fosse anche lui di carattere. Costui sulla testa aveva un kiwi, nient'altro che un kiwi e questo frutto era dato dalla sua testa molto rada di capelli, tenuti insieme dalla codardia di tagliarli, uniti da un lontano ricordo di giovinezza. Avrei potuto persino contarli e a occhio e croce penso di averne visti meno di un centinaio, incredibilmente ingellati e fin troppo pettinati per essere quelli che erano.
La prima domanda che mi sono posto è stata: perché?
Questa bizzarra acconciatura non aveva e continua a non avere, alcun tipo di senso per me, cioè, forse costui crede di nascondere una calvizie molto avanzata con quattro peli in testa? Oppure si tiene cari quelli che ha finché non cadranno come le foglie d'autunno? La cosa più probabile credo sia la paura di vedersi completamente calvo dopo il passaggio di una macchinetta elettrica; lo posso capire, ci vuole del coraggio per fare una scelta radicale come questa, ma sicuramente paga di più che non avere sulla testa un kiwi gigante. C'è anche una remota possibilità che abbia comprato un barile di 100 chili di gel da mettere in testa e per non sprecare quella quintalata di brillantina, se la spalmi in testa ogni giorno in attesa che finisca per sempre, sia il cosmetico che la crescita di quei peli.
Il personaggio ha scosso completamente la mia curiosità e l'ho osservato mentre era alle prese con il figlio più grande, ebbene, aveva la stessa vitalità della sua strampalata acconciatura.
Parliamoci chiaro, anch'io non ho più i capelli di un tempo e me ne rammarico, però appena ho un attimo di tempo, regolo la misura della mia capigliatura con un'altezza pari allo zero assoluto. Vorrei tanto che la mia chioma tornasse folta come una volta, ma ahimè so benissimo che non tornerà, per cui sono sceso a patti con questa cosa e mi raso per evitare di sembrare un nostalgico capellone.
Quel giorno ho dovuto far vedere anche a mia moglie l'uomo kiwi, perché lì per lì, non mi sembrava reale una cosa del genere. Ma all'improvviso mi sono guardato intorno e ho scovato altri uomini kiwi che spuntavano come... kiwi appunto, e non credevo fosse vero ciò che i miei occhi stavano guadando. Mi sono detto che forse era l'inizio di una nuova stirpe di uomini, un'invasione come quella dei Tommyknokers, aiuto!
Appena giunto a casa quel giorno, mi sono precipitato a rasarmi la chioma, poiché dopo essermi visto allo specchio, mi sono reso conto di star diventando uno di loro.
TUTTO INIZIA COSI'
Ero con la mia famiglia ai giardinetti sotto casa per approfittare della bella giornata e consumare un'oretta di gioco e spensieratezza in attesa di tornare nella nostra piccola dimora e gustarci un pranzetto tutti insieme. Intorno a noi bambini di ogni età accompagnati dai genitori o dai nonni, anche loro avevano la stessa nostra idea.
Tra le tante persone che affollavano il parcchetto, spunta un personaggio curioso, sulla quarantina, accompagnato dalla moglie e dai due figli. Ho incrociato per un secondo il suo sguardo poiché il suo aspetto aveva qualcosa di strano, di inconsueto, una nota stonata che l'ha fatto spiccare sopra tutti. Mi sono reso conto che aveva l'aspetto di un frutto esotico, lontano, dal sapore aspro, esattamente come credevo fosse anche lui di carattere. Costui sulla testa aveva un kiwi, nient'altro che un kiwi e questo frutto era dato dalla sua testa molto rada di capelli, tenuti insieme dalla codardia di tagliarli, uniti da un lontano ricordo di giovinezza. Avrei potuto persino contarli e a occhio e croce penso di averne visti meno di un centinaio, incredibilmente ingellati e fin troppo pettinati per essere quelli che erano.
La prima domanda che mi sono posto è stata: perché?
Questa bizzarra acconciatura non aveva e continua a non avere, alcun tipo di senso per me, cioè, forse costui crede di nascondere una calvizie molto avanzata con quattro peli in testa? Oppure si tiene cari quelli che ha finché non cadranno come le foglie d'autunno? La cosa più probabile credo sia la paura di vedersi completamente calvo dopo il passaggio di una macchinetta elettrica; lo posso capire, ci vuole del coraggio per fare una scelta radicale come questa, ma sicuramente paga di più che non avere sulla testa un kiwi gigante. C'è anche una remota possibilità che abbia comprato un barile di 100 chili di gel da mettere in testa e per non sprecare quella quintalata di brillantina, se la spalmi in testa ogni giorno in attesa che finisca per sempre, sia il cosmetico che la crescita di quei peli.
Il personaggio ha scosso completamente la mia curiosità e l'ho osservato mentre era alle prese con il figlio più grande, ebbene, aveva la stessa vitalità della sua strampalata acconciatura.
Parliamoci chiaro, anch'io non ho più i capelli di un tempo e me ne rammarico, però appena ho un attimo di tempo, regolo la misura della mia capigliatura con un'altezza pari allo zero assoluto. Vorrei tanto che la mia chioma tornasse folta come una volta, ma ahimè so benissimo che non tornerà, per cui sono sceso a patti con questa cosa e mi raso per evitare di sembrare un nostalgico capellone.
Quel giorno ho dovuto far vedere anche a mia moglie l'uomo kiwi, perché lì per lì, non mi sembrava reale una cosa del genere. Ma all'improvviso mi sono guardato intorno e ho scovato altri uomini kiwi che spuntavano come... kiwi appunto, e non credevo fosse vero ciò che i miei occhi stavano guadando. Mi sono detto che forse era l'inizio di una nuova stirpe di uomini, un'invasione come quella dei Tommyknokers, aiuto!
Appena giunto a casa quel giorno, mi sono precipitato a rasarmi la chioma, poiché dopo essermi visto allo specchio, mi sono reso conto di star diventando uno di loro.
TUTTO INIZIA COSI'
mercoledì 10 agosto 2016
LA MISANTROPIA MI DIVORA
Non ho mai avuto una grande considerazione delle persone, anzi, posso dire apertamente di nutrire una forte avversione per tutti coloro che vedo andare in giro per strada a piedi o stipate dentro le antipatiche vetture. Ultimamente però questa repulsione si è acuita a dismisura, sarà che trovo solo gente maleducata sul mio percorso, e dato che faccio sempre strade diverse a orari differenti, il fattore comune è quello di trovare persone indisponenti ed educate secondo le maniere dei barbari, tradotto significa: Milano è piena di gentaglia.
Ho una mia personale black list di tutti quegli individui che non reggo nemmeno quel pochino che basta per il quieto vivere; no, per me è impossibile.
L'apripista di questo elenco è una donna tremendamente sciatta, sporca e maleducata che fa fare i bisogni del proprio cane in ogni dove, senza raccoglierla poi dopo; certo. Ieri ha avuto la bella pensata di far scaricare quella bestia appena fuori dal portone di casa mia, con una bella scia liquame puzzolente. Accortasi della sua mancanza di rispetto, ha millantato un colpevole inesistente, imprecando a destra e a manca per scagionarsi dal guaio combinato dal suo cane, in verità da lei. Non l'ho colta sul fatto altrimenti ora sarei in questura.
Il vecchio con la Seat Arosa. Costui è un personaggio che ha l'orto accanto al mio palazzo, fa avanti e indietro con questa vettura risalente al secolo scorso ed è totalmente incapace a guidarla. Per parcheggiare urta tutte le macchine nei pressi del raggio d'azione, la mette sempre storta e occupa spazio inutilmente, vista l'estrema vicinanza di casa sua al luogo ricreativo dove viene ogni momento della giornata. Potrebbe fare un favore all'umanità lasciando l'auto a casa per recarsi all'orto a piedi, ma, essendo costui una specie di mezzo busto, il sedere non lo alza nemmeno per grattarsi quelle chiappone flaccide.
Lo sconosciuto che parcheggia mettendo la sua Audi di traverso sul marciapiede. Non ho ancora scoperto se il fenomeno sia un uomo o una donna, ma dalla prepotenza con il quale si impone sul marciapiede mi fa credere sia un uomo. Ebbene, non so per quale motivo, ma sto tizio ha deciso che bloccare il passaggio dei pedoni è diventata la sua nuova missione. Il marciapiede che percorriamo quotidianamente è molto lungo e dissestato, sempre sporco e costruito con un criterio del tutto particolare, ossia, inclinato verso il basso. Quando l'auto del pistola patentato blocca il passaggio, tutti quelli con il passeggino o la sedia a rotelle, si vedono costretti a trovare un varco per oltrepassare la barriera architettonica, che non sempre si trova accanto alla macchina, a volte capita che si debba tornare indietro di qualche metro prima di andare pericolosamente sulla strada.
Una volta è stata rimossa dai vigili ma nonostante ciò, ripetutamente mette l'auto nello stesso punto. Se non è maleducazione questa...
I postini della cooperativa. Sarà pressapoco un paio di anni che questa cooperativa postale lavora sotto casa mia, ci saranno una decina di motorini che sfrecciano a tutte le ore e posteggiano ovunque ci sia un buco per mettere questi aggeggi roboanti con un notevole disagio per tutti noi. Attenzione oltre ai ciclomotori dobbiamo aggirare anche le auto dei dirigenti e il megafurgonegalattico di proprietà della stessa; una vera rottura!
I conversatori notturni al telefono. Non sono sempre gli stessi avventori notturni quelli che si mettono a chiacchierare sotto la mia finestra di notte, però c'è una strana abitudine che serpeggia tra tutti coloro che si sento ispirati parlando con le famiglie lontane di notte, ne ho sentiti diversi e mi chiedo cosa spinga a parlare ad alta voce al calar delle tenebre, proprio sotto le finestre di gente che vorrebbe chiudere gli occhi per riposare. Ma riattacca e va a durmì!
Gli operai stradali. Costoro hanno fatto un casino mondiale per tutto il periodo estivo, cominciando la mattina alle 8.00 e finendo alle 18.00, ovviamente sotto il mio balcone, e dove sennò. Ci hanno graziato in questi giorni di agosto, ma a settembre ricominceranno come se non ci fosse un domani. Devo tenermi preparato al peggio.
La figlia della mia vicina. Per questa donna non ci sono motivi particolari, non la sopporto a prescindere punto e basta.
Lo so cosa si penserà dopo aver letto questo post: Mr.D è diventato un vecchio rompipalle. E' assolutamente vero, non ne posso più di tutto e di tutti e ora comincio perfino a comprendere il motivo per il quale gli anziani sono così inaciditi, perché la vita li ha messi a dura prova con tutti i maleducati incontrati nel corso degli anni.
Ora dirò addirittura una blasfemia, cioè si comprende anche il motivo per cui c'è gente che ad un certo punto sbrocca e comincia a sparare dal balcone, ovviamente è un'azione deplorevole, ma credo che d'istinto venga spontaneo pensarlo a tutti coloro i quali incontrano persone estremamente maleducate.
Non capisco, per quanto mi riguarda quando vado in giro cerco di arrecare il minor disturbo possibile e insegno ai miei figli di aver rispetto delle persone e dei beni pubblici, in quanto non essendo di proprietà privata, si deve avere l'accortezza di tenerle sempre in ordine. Perché un sacco di gente si comporta diversamente? Hanno bisogno davvero dei proiettili in testa per capirlo?
Credo di no, ma la convivenza con questi individui è molto, molto difficile.
Ho una mia personale black list di tutti quegli individui che non reggo nemmeno quel pochino che basta per il quieto vivere; no, per me è impossibile.
L'apripista di questo elenco è una donna tremendamente sciatta, sporca e maleducata che fa fare i bisogni del proprio cane in ogni dove, senza raccoglierla poi dopo; certo. Ieri ha avuto la bella pensata di far scaricare quella bestia appena fuori dal portone di casa mia, con una bella scia liquame puzzolente. Accortasi della sua mancanza di rispetto, ha millantato un colpevole inesistente, imprecando a destra e a manca per scagionarsi dal guaio combinato dal suo cane, in verità da lei. Non l'ho colta sul fatto altrimenti ora sarei in questura.
Il vecchio con la Seat Arosa. Costui è un personaggio che ha l'orto accanto al mio palazzo, fa avanti e indietro con questa vettura risalente al secolo scorso ed è totalmente incapace a guidarla. Per parcheggiare urta tutte le macchine nei pressi del raggio d'azione, la mette sempre storta e occupa spazio inutilmente, vista l'estrema vicinanza di casa sua al luogo ricreativo dove viene ogni momento della giornata. Potrebbe fare un favore all'umanità lasciando l'auto a casa per recarsi all'orto a piedi, ma, essendo costui una specie di mezzo busto, il sedere non lo alza nemmeno per grattarsi quelle chiappone flaccide.
Lo sconosciuto che parcheggia mettendo la sua Audi di traverso sul marciapiede. Non ho ancora scoperto se il fenomeno sia un uomo o una donna, ma dalla prepotenza con il quale si impone sul marciapiede mi fa credere sia un uomo. Ebbene, non so per quale motivo, ma sto tizio ha deciso che bloccare il passaggio dei pedoni è diventata la sua nuova missione. Il marciapiede che percorriamo quotidianamente è molto lungo e dissestato, sempre sporco e costruito con un criterio del tutto particolare, ossia, inclinato verso il basso. Quando l'auto del pistola patentato blocca il passaggio, tutti quelli con il passeggino o la sedia a rotelle, si vedono costretti a trovare un varco per oltrepassare la barriera architettonica, che non sempre si trova accanto alla macchina, a volte capita che si debba tornare indietro di qualche metro prima di andare pericolosamente sulla strada.
Una volta è stata rimossa dai vigili ma nonostante ciò, ripetutamente mette l'auto nello stesso punto. Se non è maleducazione questa...
I postini della cooperativa. Sarà pressapoco un paio di anni che questa cooperativa postale lavora sotto casa mia, ci saranno una decina di motorini che sfrecciano a tutte le ore e posteggiano ovunque ci sia un buco per mettere questi aggeggi roboanti con un notevole disagio per tutti noi. Attenzione oltre ai ciclomotori dobbiamo aggirare anche le auto dei dirigenti e il megafurgonegalattico di proprietà della stessa; una vera rottura!
I conversatori notturni al telefono. Non sono sempre gli stessi avventori notturni quelli che si mettono a chiacchierare sotto la mia finestra di notte, però c'è una strana abitudine che serpeggia tra tutti coloro che si sento ispirati parlando con le famiglie lontane di notte, ne ho sentiti diversi e mi chiedo cosa spinga a parlare ad alta voce al calar delle tenebre, proprio sotto le finestre di gente che vorrebbe chiudere gli occhi per riposare. Ma riattacca e va a durmì!
Gli operai stradali. Costoro hanno fatto un casino mondiale per tutto il periodo estivo, cominciando la mattina alle 8.00 e finendo alle 18.00, ovviamente sotto il mio balcone, e dove sennò. Ci hanno graziato in questi giorni di agosto, ma a settembre ricominceranno come se non ci fosse un domani. Devo tenermi preparato al peggio.
La figlia della mia vicina. Per questa donna non ci sono motivi particolari, non la sopporto a prescindere punto e basta.
Lo so cosa si penserà dopo aver letto questo post: Mr.D è diventato un vecchio rompipalle. E' assolutamente vero, non ne posso più di tutto e di tutti e ora comincio perfino a comprendere il motivo per il quale gli anziani sono così inaciditi, perché la vita li ha messi a dura prova con tutti i maleducati incontrati nel corso degli anni.
Ora dirò addirittura una blasfemia, cioè si comprende anche il motivo per cui c'è gente che ad un certo punto sbrocca e comincia a sparare dal balcone, ovviamente è un'azione deplorevole, ma credo che d'istinto venga spontaneo pensarlo a tutti coloro i quali incontrano persone estremamente maleducate.
Non capisco, per quanto mi riguarda quando vado in giro cerco di arrecare il minor disturbo possibile e insegno ai miei figli di aver rispetto delle persone e dei beni pubblici, in quanto non essendo di proprietà privata, si deve avere l'accortezza di tenerle sempre in ordine. Perché un sacco di gente si comporta diversamente? Hanno bisogno davvero dei proiettili in testa per capirlo?
Credo di no, ma la convivenza con questi individui è molto, molto difficile.
sabato 6 agosto 2016
NOI CRESCIUTI CON I TELEFILM
C'è una differenza sostanziale nella generazione dei miei genitori e la mia, quella della: elaborazione dei rapporti sentimentali familiari.
Dalle storie di vita vissuta che mio padre mi ha raccontato da piccolo, ho assimilato un certo modo di comportamento usato a quel tempo dalle famiglie, ossia, vigeva un certo timore reverenziale nei confronti del capofamiglia, della madre, dei nonni e dei parenti in genere, quindi c'era poca bontà nei sentimenti. Nella società di allora i bambini erano considerati come degli individui soltanto più piccoli di statura ma a tutto per tutto uguali agli uomini o alle donne, per cui veniva poco calcolata l'età infantile e tutto ciò relativo ai bisogni nelle varie fasi della crescita. Questa è una mia opinione, ma come la storia ci insegna, credo di centrare bene il punto.
Se Mike Bongiorno ha insegnato la lingua italiana più di Dante Alighieri (già menzionato in un altro post) possiamo dire, che i telefilm hanno insegnato ai genitori come comportarsi all'interno del nucleo familiare. Il perbenismo americano, l'educazione dettata dalla media borghesia a stelle e strisce, la situazione politica che richiedeva un certo tipo di etichetta, hanno dato modo di adottare questi comportamenti e usufruirli a piacimento anche nelle case italiane. Quello che secondo me è stato rivoluzionario, penso siano stati i colloqui padre-figlio che spesso si tenevano a fine puntata, così facendo si è potuto apprendere un approccio differente da tenere con i figli. Nei telefilm il genitore veniva rappresentato come un saggio e benevole individuo che elargisce consigli e abbracci a profusione, piuttosto che il solito padre padrone in cui l'unico mezzo conosciuto erano le mani a cui veniva associato nella società del passato.
Ecco io sono cresciuto guardando questo tipo di realtà, seppur edulcorata, fittizia e molto preconfezionata, ho comunque assimilato che con i figli bisogna poter esprimere liberamente i propri pensieri e ascoltare sempre quello che hanno da dire.
Sembrerà una cosa stupida, però "quella scatola" dovrà pur aver avuto dei meriti in tutti questi anni, d'accordo l'informazione, va bene gli eventi sportivi ma anche l'intrattenimento deve aver avuto un po' di spessore, giusto quel tanto da non buttare all'aria quei pochi valori che ancora restano in famiglia.
Dalle storie di vita vissuta che mio padre mi ha raccontato da piccolo, ho assimilato un certo modo di comportamento usato a quel tempo dalle famiglie, ossia, vigeva un certo timore reverenziale nei confronti del capofamiglia, della madre, dei nonni e dei parenti in genere, quindi c'era poca bontà nei sentimenti. Nella società di allora i bambini erano considerati come degli individui soltanto più piccoli di statura ma a tutto per tutto uguali agli uomini o alle donne, per cui veniva poco calcolata l'età infantile e tutto ciò relativo ai bisogni nelle varie fasi della crescita. Questa è una mia opinione, ma come la storia ci insegna, credo di centrare bene il punto.
Se Mike Bongiorno ha insegnato la lingua italiana più di Dante Alighieri (già menzionato in un altro post) possiamo dire, che i telefilm hanno insegnato ai genitori come comportarsi all'interno del nucleo familiare. Il perbenismo americano, l'educazione dettata dalla media borghesia a stelle e strisce, la situazione politica che richiedeva un certo tipo di etichetta, hanno dato modo di adottare questi comportamenti e usufruirli a piacimento anche nelle case italiane. Quello che secondo me è stato rivoluzionario, penso siano stati i colloqui padre-figlio che spesso si tenevano a fine puntata, così facendo si è potuto apprendere un approccio differente da tenere con i figli. Nei telefilm il genitore veniva rappresentato come un saggio e benevole individuo che elargisce consigli e abbracci a profusione, piuttosto che il solito padre padrone in cui l'unico mezzo conosciuto erano le mani a cui veniva associato nella società del passato.
Ecco io sono cresciuto guardando questo tipo di realtà, seppur edulcorata, fittizia e molto preconfezionata, ho comunque assimilato che con i figli bisogna poter esprimere liberamente i propri pensieri e ascoltare sempre quello che hanno da dire.
Sembrerà una cosa stupida, però "quella scatola" dovrà pur aver avuto dei meriti in tutti questi anni, d'accordo l'informazione, va bene gli eventi sportivi ma anche l'intrattenimento deve aver avuto un po' di spessore, giusto quel tanto da non buttare all'aria quei pochi valori che ancora restano in famiglia.
venerdì 5 agosto 2016
I GIARDINETTI COME PRIMO CAMPO DI ADDESTRAMENTO
Il parchetto giochi dei bambini, è il luogo che più rappresenta la vita nelle sue mille sfumature. Il bimbo in questo posto prova le prime emozioni forti, come: la scoperta di nuovi giochi, il brivido dell'adrenalina, il dolore per le cadute, la rabbia nei duelli con altri bambini, la voglia di superare gli ostacoli e le paure, il distacco dai genitori per correre all'avventura ed il piacere di stare con gli altri.
Il giardinetto è un punto d'incontro nel quale si trovano tanti tipi di pargoli, dal più timido al più espansivo, da quello morigerato al futuro teppista e a ben vedere, ci sono così tanti futuri teppisti che tremo un po' per gli anni venturi.
Il problema verte su una semplice questione ed è sempre la stessa, ovvero: l'educazione. Il parco giochi viene visto come una valvola di sfogo per i bambini e al tempo stesso, un momento di libertà per i genitori, è vero è anche così, tuttavia lo sfogo ed il relax, non significano prepotenza dei bambini scalmanati ed il menefreghismo di genitori che se la chiacchierano tra di loro, che trascorrono tutto il tempo al telefono o che tra una sigaretta e l'altra, si ricordano di passare al tabaccaio per prendere un pacchetto nuovo. Bisogna rimanere sempre vigili anche quando la presenza di un genitore non è richiesta cioè quando i bambini sono già grandicelli.
L'incontro/scontro con i bambini maleducati è un passo obbligato, qui il bambino piccolo capisce la differenza che passa tra un suo pari tranquillo e un pazzo sfrenato, cioè si creano le simpatie e da qui le amicizie, poi a volte si è chiamati addirittura alla "lotta" per la supremazia o semplice difesa.
In questa fase l'apprendimento è al massimo, la vita presenta i primi individui con i quali bisogna per forza litigare, se ne riconoscono gli elementi e si attuano quei meccanismi che verranno poi adottati in futuro, insomma, la vita fa conoscere ai piccoli chi sono i rompi palle.
Ce ne sono così tanti che andare al giardinetto diventa una prova di forza, un campo di addestramento per marines pronti alla guerra, una sfida tra gladiatori, un incontro tra pugili.
E' difficile mantenere quella calma che eviterebbe un litigio ben più grande, ossia, quello tra genitori, tuttavia bisogna dare il buon esempio al proprio figlio e risolvere le dispute con calma ed intelligenza, anche se a volte ci vorrebbe una mazzata in testa degna di Negan di "The Walkin Dead"
Ok, ok, sto esagerando, ma non nego di aver voluto giocare a baseball solo per la mazza di legno.
Il giardinetto è un punto d'incontro nel quale si trovano tanti tipi di pargoli, dal più timido al più espansivo, da quello morigerato al futuro teppista e a ben vedere, ci sono così tanti futuri teppisti che tremo un po' per gli anni venturi.
Il problema verte su una semplice questione ed è sempre la stessa, ovvero: l'educazione. Il parco giochi viene visto come una valvola di sfogo per i bambini e al tempo stesso, un momento di libertà per i genitori, è vero è anche così, tuttavia lo sfogo ed il relax, non significano prepotenza dei bambini scalmanati ed il menefreghismo di genitori che se la chiacchierano tra di loro, che trascorrono tutto il tempo al telefono o che tra una sigaretta e l'altra, si ricordano di passare al tabaccaio per prendere un pacchetto nuovo. Bisogna rimanere sempre vigili anche quando la presenza di un genitore non è richiesta cioè quando i bambini sono già grandicelli.
L'incontro/scontro con i bambini maleducati è un passo obbligato, qui il bambino piccolo capisce la differenza che passa tra un suo pari tranquillo e un pazzo sfrenato, cioè si creano le simpatie e da qui le amicizie, poi a volte si è chiamati addirittura alla "lotta" per la supremazia o semplice difesa.
In questa fase l'apprendimento è al massimo, la vita presenta i primi individui con i quali bisogna per forza litigare, se ne riconoscono gli elementi e si attuano quei meccanismi che verranno poi adottati in futuro, insomma, la vita fa conoscere ai piccoli chi sono i rompi palle.
Ce ne sono così tanti che andare al giardinetto diventa una prova di forza, un campo di addestramento per marines pronti alla guerra, una sfida tra gladiatori, un incontro tra pugili.
E' difficile mantenere quella calma che eviterebbe un litigio ben più grande, ossia, quello tra genitori, tuttavia bisogna dare il buon esempio al proprio figlio e risolvere le dispute con calma ed intelligenza, anche se a volte ci vorrebbe una mazzata in testa degna di Negan di "The Walkin Dead"
Ok, ok, sto esagerando, ma non nego di aver voluto giocare a baseball solo per la mazza di legno.
Muore il soldato, muore il cammello.
Muore l'autista ed il pipistrello.
Muore la gente piena di guai,
ma i rompi palle non muoiono mai.
mercoledì 3 agosto 2016
AFRICA, AFRICA A-F-R-I-C-A
Ieri sera mi sono detto: ma perché non mi faccio un giro in Africa? (Un po' come fa la Pimpa di punto in bianco che prende e vola via.)
Eh perché, perché... perché è impossibile arrivarci senza incorrere in conseguenze piuttosto drammatiche. Non è una cosa direttamente conseguenziale, cioè un sacco persone viaggiano in Africa e tornano belle felici di esserci state, però il continente nero è molto grande e in alcuni paesi bisogna stare attenti. Per rifarmi gli occhi sono andato su Google Maps e ho visto foto di posti davvero incredibili, sia in nord Africa che in tutto il resto e mi sono meravigliato di quanto siano belle certi paesi. Purtroppo però credo che difficilmente riuscirei a vederli dal vivo, innanzitutto per il costo del viaggio e poi per la difficoltà di trovarsi di fronte a scenari strazianti o di imbattersi in luoghi dove si rischia la vita. E' davvero un peccato non poter avere tra la rosa di scelte anche paesi di questa parte del mondo, ma il problema l'abbiamo creato noi occidentali sia chiaro, per cui, siamo costretti a leccarci le ferite.
Il nostro passato davvero non ci sorride per niente, anzi, dovremmo solo vergognarci di tutti gli scempi compiuti e ora ne paghiamo le conseguenze tutti sia chi ci vive; ahimè, che noi altri.
A parte pochissimi paesi che godono di un limitato benessere, l'Africa è flagellata dalla fame, dalle malattie e dalla violenza, questi elementi altamente sfavorevoli per un continente sono il prezzo che hanno pagato le popolazioni autoctone dei nostri saccheggi avvenuti nei secoli passati. Una terra così ricca di materie prime non poteva non fare gola all'occidente e così è stato. Non contenti in periodi decisamente più recenti, abbiamo armato e finanziato i regimi, per poi armare e finanziare i ribelli che li hanno fatti cadere, tutto secondo il piacimento dei paesi ricchi in vista di un enorme tornaconto; questa è la realtà dei fatti; detta in parole povere.
Quando sento dire che in Africa l'uomo bianco ha portato la cultura rabbrividisco, innanzitutto non è vero, cioè avremmo portato prima la religione, poi forse si sono costruite scuole fatiscenti per ripulirsi la coscienza, ma di cultura occidentale, penso che ne avrebbero fatto sicuramente a meno.
L'Africa poteva rimanere esattamente come è stata trovata, cioè con le sue tradizioni tribali, le sue usanze e le sue credenze, senza che questo incidesse minimamente sull'equilibrio mondiale, ma dato che di ricchezza non se ne ha mai abbastanza, ci siamo presi tutto ciò che la natura offriva alle popolazioni indigene senza permesso e soggiogato secondo delle regole non condivise, chi si regolava secondo ritmi più naturali. E' cultura anche questa, chi dice che solo la nostra sia quella corretta? Anzi a ben vedere, quante comunità stanziate nella parte del Nord del mondo, cercano di tornare a vivere a contatto con la natura senza essere inquinati dal denaro e dal profitto? Molte; basta fare una piccola ricerca e se ne trovano molte più di quel che si credere.
Se avessimo scelto un'esistenza meno evoluta magari ne avremmo giurato tutti; questo non è da escludere. Comunque non potremmo mai scoprirlo, quello che resta è l'impossibilità da parte mia, di poter visitare un continente affascinante e suggestivo come quello africano; è davvero un peccato.
Eh perché, perché... perché è impossibile arrivarci senza incorrere in conseguenze piuttosto drammatiche. Non è una cosa direttamente conseguenziale, cioè un sacco persone viaggiano in Africa e tornano belle felici di esserci state, però il continente nero è molto grande e in alcuni paesi bisogna stare attenti. Per rifarmi gli occhi sono andato su Google Maps e ho visto foto di posti davvero incredibili, sia in nord Africa che in tutto il resto e mi sono meravigliato di quanto siano belle certi paesi. Purtroppo però credo che difficilmente riuscirei a vederli dal vivo, innanzitutto per il costo del viaggio e poi per la difficoltà di trovarsi di fronte a scenari strazianti o di imbattersi in luoghi dove si rischia la vita. E' davvero un peccato non poter avere tra la rosa di scelte anche paesi di questa parte del mondo, ma il problema l'abbiamo creato noi occidentali sia chiaro, per cui, siamo costretti a leccarci le ferite.
Il nostro passato davvero non ci sorride per niente, anzi, dovremmo solo vergognarci di tutti gli scempi compiuti e ora ne paghiamo le conseguenze tutti sia chi ci vive; ahimè, che noi altri.
A parte pochissimi paesi che godono di un limitato benessere, l'Africa è flagellata dalla fame, dalle malattie e dalla violenza, questi elementi altamente sfavorevoli per un continente sono il prezzo che hanno pagato le popolazioni autoctone dei nostri saccheggi avvenuti nei secoli passati. Una terra così ricca di materie prime non poteva non fare gola all'occidente e così è stato. Non contenti in periodi decisamente più recenti, abbiamo armato e finanziato i regimi, per poi armare e finanziare i ribelli che li hanno fatti cadere, tutto secondo il piacimento dei paesi ricchi in vista di un enorme tornaconto; questa è la realtà dei fatti; detta in parole povere.
Quando sento dire che in Africa l'uomo bianco ha portato la cultura rabbrividisco, innanzitutto non è vero, cioè avremmo portato prima la religione, poi forse si sono costruite scuole fatiscenti per ripulirsi la coscienza, ma di cultura occidentale, penso che ne avrebbero fatto sicuramente a meno.
L'Africa poteva rimanere esattamente come è stata trovata, cioè con le sue tradizioni tribali, le sue usanze e le sue credenze, senza che questo incidesse minimamente sull'equilibrio mondiale, ma dato che di ricchezza non se ne ha mai abbastanza, ci siamo presi tutto ciò che la natura offriva alle popolazioni indigene senza permesso e soggiogato secondo delle regole non condivise, chi si regolava secondo ritmi più naturali. E' cultura anche questa, chi dice che solo la nostra sia quella corretta? Anzi a ben vedere, quante comunità stanziate nella parte del Nord del mondo, cercano di tornare a vivere a contatto con la natura senza essere inquinati dal denaro e dal profitto? Molte; basta fare una piccola ricerca e se ne trovano molte più di quel che si credere.
Se avessimo scelto un'esistenza meno evoluta magari ne avremmo giurato tutti; questo non è da escludere. Comunque non potremmo mai scoprirlo, quello che resta è l'impossibilità da parte mia, di poter visitare un continente affascinante e suggestivo come quello africano; è davvero un peccato.
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