In vita mia ho conosciuto molte persone, alcune molte valide, altre un po' meno, quelle non molto valide avevano un minimo comune denominatore, ossia, quello di copiare le battute; non necessariamente le mie, ma anche quelle degli altri, il che mi indispettisce altamente. Spiego anche il motivo:
Il senso dell'umorismo è sintomo d'intelligenza, perché chi riesce a creare delle battute spiritose laddove una conversazione potrebbe non avere spunti d'ilarità, significa che ha un cervello svelto e brillante, mette di buon umore l'interlocutore e sicuramente spicca su chi non è in grado di farne; come dire: è un dono.
La scopiazzatura di battute che hanno avuto successo è una vigliaccata, poiché si cavalca il vanto di una cosa non propria, prendendosene indebitamente il merito e fa passare colui/colei che l'ha creata in secondo piano. Addirittura si potrebbe pensare che colui/colei, che ha avuto per primo/a l'intuizione spiritosa o geniale, sia egli/ella stesso/a il copione/la copiona, qualora si riproponesse la battuta per affermare la paternità o la maternità della creazione (certo che essere paritario tra i sessi fa diventare la scrittura molto complicata)
C'è una regola fondamentale che evita questo disguido: la battuta una volta usata non va ripetuta, a prescindere da chi l'abbia usata.
A proposito di ciò, ci sono invece personaggi talmente spudorati che non osservano per nulla questa regola e di continuo propinano la stessa battuta più e più volte all'interno di una conversazione dove questa è stata già enunciata. Se i primi sono meschini, i secondi sono davvero idioti e posso assicurare di averne conosciuti parecchi di questi personaggi che per lo più sono maschi, anzi, sono solo maschi. Sì perché l'umorismo femminile è molto diverso da quello maschile ed è difficile che un uomo copi la battuta di una donna e viceversa, sono due canali che non si incontrano, o meglio, non avvengono nella stessa maniera, cioè, un uomo può risultare simpatico per quello che dice, mentre una donna per come lo dice; credo che la differenza sostanziale sia questa grosso modo. A onor del gentil sesso, non ho mai sentito una donna che copiasse una battuta, né di un uomo né di un'altra donna, e comunque le battute vengono fatte anche da costoro però sempre con qualche differenza di fondo dall'uomo, magari sono più sottili, il che significa maggior intelligenza nel crearle.
Ne conosco parecchi di copioni delle battute e quando posso li sbugiardo pubblicamente rivelando la vera paternità di chi l'ha creata. Io personalmente se cito una battuta non mia, sempre e dico sempre, comunico chi l'ha creata; la mia è una questione d'onore. Non si può far ridere con le battute degli altri "Non è vero Luttazzi?"
Sembrerà un paradosso ma sulle battute non si scherza.
martedì 13 settembre 2016
lunedì 12 settembre 2016
DOPO LA FINE, LO STESSO INIZIO
Devo mettermi a piangere? Devo fare come quella della pubblicità della Costa Crociere che è depressa davanti alla cassa? Qual è il modo migliore per passare indenni alla fine delle ferie?
Qualunque esso sia, non ce la posso fare.
Rieccomi qui, stesso ufficio, stesso orario penoso, stessa mansione svilente. Per poco più di due settimane avevo accantonato certi gesti divenuti ormai rituali, avevo rimosso le password per accedere ai programmi del mio lavoro, avevo liberato la mente da tutte quelle situazioni che mi hanno fatto quasi impazzire prima delle vacanze, e oggi magicamente, tutto è tornato come prima, come se non avessi fatto nemmeno un giorno di vacanza. Questa è la magia del lavoro, che tutte le cose belle fa sparire, mentre ogni cosa brutta fa apparire come d'incanto.
Mi chiedo spesso a che serve lavorare in primis, ma soprattutto a che cosa servono le ferie se poi si torna più avviliti di quando si parte?
La società funziona in questa maniera e una volta entrati, bisogna sottostare a certe regole ferree anche qualora sembrino assurde.
Ma sì dai, chi se ne frega! Quello che conta è il tempo speso con la famiglia in totale serenità e spensieratezza mentre si lascia casa per partire all'avventura, è questo lo spirito che si deve adottare, prima, durante e dopo le ferie. Io sono stato bene, la mia famiglia anche e ci porteremo il ricordo di queste vacanze per sempre nel cuore. Ciò che accade alla fine delle ferie è il pretesto per farne di nuove l'anno prossimo.
L'inizio è duro per tutti, d'altronde anche i miei figli ritorneranno a scuola fra poche ore e mia moglie avrà sulle sue spalle la gestione totale di ogni cosa che gravita alla vita quotidiana di tutti noi, insomma, è un bel daffare per tutti; però così è se vi pare.
Qualunque esso sia, non ce la posso fare.
Rieccomi qui, stesso ufficio, stesso orario penoso, stessa mansione svilente. Per poco più di due settimane avevo accantonato certi gesti divenuti ormai rituali, avevo rimosso le password per accedere ai programmi del mio lavoro, avevo liberato la mente da tutte quelle situazioni che mi hanno fatto quasi impazzire prima delle vacanze, e oggi magicamente, tutto è tornato come prima, come se non avessi fatto nemmeno un giorno di vacanza. Questa è la magia del lavoro, che tutte le cose belle fa sparire, mentre ogni cosa brutta fa apparire come d'incanto.
Mi chiedo spesso a che serve lavorare in primis, ma soprattutto a che cosa servono le ferie se poi si torna più avviliti di quando si parte?
La società funziona in questa maniera e una volta entrati, bisogna sottostare a certe regole ferree anche qualora sembrino assurde.
Ma sì dai, chi se ne frega! Quello che conta è il tempo speso con la famiglia in totale serenità e spensieratezza mentre si lascia casa per partire all'avventura, è questo lo spirito che si deve adottare, prima, durante e dopo le ferie. Io sono stato bene, la mia famiglia anche e ci porteremo il ricordo di queste vacanze per sempre nel cuore. Ciò che accade alla fine delle ferie è il pretesto per farne di nuove l'anno prossimo.
L'inizio è duro per tutti, d'altronde anche i miei figli ritorneranno a scuola fra poche ore e mia moglie avrà sulle sue spalle la gestione totale di ogni cosa che gravita alla vita quotidiana di tutti noi, insomma, è un bel daffare per tutti; però così è se vi pare.
venerdì 9 settembre 2016
ROMA E I ROMANI
La sfida l'ha vinta poi la città capitolina ed è stato un bene, perché credo non avremmo avuto un'occasione tanto favorevole per visitarla. Il soggiorno però non è stato tutto rose e fiori, anzi, posso dire di aver fatto fare un tour de force molto impegnativo e stancante alla mia famigliola. Probabilmente Roma si porta dietro, oltre ai monumenti, la cristianità e la storia che la contraddistingue, anche una marea di gente talmente numerosa da renderne impossibile la visita.
Ero perfettamente consapevole di trovare molti turisti e che la città sarebbe stata affollata, ma tra tutte le città che ho visto nella mia vita, non ne ho mai incontrata una tanto disordinata. Ho come l'impressione che Roma non sappia gestire l'affluenza gigante di persone che vi soggiornano per brevi periodi e mi chiedo come facciano a non impazzire i residenti. Per prima cosa il traffico: è qualcosa di indemoniato, tanto che il Papa dovrebbe fare qualcosa con i sui super poteri, magari con l'aiuto del suo principale, potrebbero eliminare un centinaio di auto al giorno con il solo schiocco delle dita; dubito fortemente...
Seconda cosa: i ristoranti sono presi letteralmente d'assalto e i prezzi si aggirano tra Orione e Cassiopea, (nel senso che sono alle stelle eheheheh) e forse, ma dico forse, la qualità del cibo non rispetta molto le aspettative. Magari un americano che mangia per la prima volta un cibo italiano di media qualità rimarrà sicuramente colpito, ma per un italiano che sa quello che va a mangiare; beh, in questo caso bisognerebbe alzare la qualità e non solo i prezzi.
Sul centro di Roma non ho nulla da obiettare, è stupendo esattamente come me lo ricordavo, a dire il vero ho visto anche altri monumenti e zone che non vidi la prima volta, per cui sono davvero soddisfatto della visione di queste meravigliose opere d'arte. Quello che lamento è l'organizzazione della città che penso si possa migliorare parecchio.
Ci siamo imbattuti in un sightseen bus per riuscire a vedere il maggior numero di cose senza però diventare matti, ebbene, oltre alla cifra sempre molto alta, in verità non abbiamo visto granché, cioè per riuscire a completare il giro in maniera corretta, saremmo dovuti scendere ad ogni fermata e guardare il tutto con la giusta calma. L'avremmo sicuramente fatto, ma purtroppo prendere il bus è stata un'impresa degna degli eroi romani, perciò per non perdere il posto, ci siamo seduti e rialzati solo dopo due ore.
La cosa che davvero ci ha fatto andare di traverso la nostra gita, è stata la casa che abbiamo affittato per due notti: uno schifo tremendo. Leggendo le recensioni su Booking ci siamo fidati ma vorrei proprio conoscere chi è andato in quella casa per sapere dove risiede abitualmente; no, perché era sporca da fare senso. Ora non scendo in particolari raccapriccianti ma il solo fatto di averla lasciata un giorno prima spiega molte cose. Anche l'arrivo della ragazza dell'agenzia che ci ha consegnato le chiavi è stata un'agonia, l'attesa è durata oltre un'ora e mezza di ritardo dall'orario pattuito, per non parlare delle centinaia di chiamate fatte al numero segnato sul web, che non sono state minimamente calcolate, ma tralasciamo. Comunque vedendo il traffico che congestiona la città a tutte le ore posso anche capire la lunga attesa, però dopo un viaggio di tre ore per arrivare fino lì e con tre bambini e una moglie incinta, la comprensione dopo un po', si va a far benedire pure lei. Altro fiore all'occhiello della casa, sono i 75 euro in più per le pulizie non segnalate al momento della prenotazione. Visto lo stato in cui ho trovato la casa, i 75 euro avrebbero dovuto darmeli per far disinfettare tutta la famiglia. Oltre a tutto ciò, aggiungo pure il posto infelice dove era collocata questa casa da incubo, ovvero, in una zona così colma di auto che per fare una manovra assurda, ho danneggiato il paraurti del mio Scudone; poverino!
Più che una gita spensierata alla capitale d'Italia, è stata una vera prova di forza che ci ha insegnato moltissimo, prima lezione fra tutte: non fidarsi delle recensioni sul web di case di dubbio gusto. Poi che le città poco family friendly vanno affrontate con un sacco di oggetti utili per aggirare le difficoltà che questa presentano ad ogni angolo, da questo partirà in futuro una grande idea innovativa, ma tutto a tempo debito.
In conclusione:
"Roma è una città unica, un museo a cielo aperto che offre tanto a livello storico e artistico, ma per nulla al mondo ci abiterei mai, neppure se avessi un attico con vista sul Colosseo. Mi spiace dirlo cari romani ma bisogna che vi aggiorniate un po' sulle nuove strategie della gestione della vostra città, cioè bisogna fare un passo avanti e non rimanere ancorati ai tempi di Numa Pompilio." Ipse dixit (un milanese a Roma)
Ero perfettamente consapevole di trovare molti turisti e che la città sarebbe stata affollata, ma tra tutte le città che ho visto nella mia vita, non ne ho mai incontrata una tanto disordinata. Ho come l'impressione che Roma non sappia gestire l'affluenza gigante di persone che vi soggiornano per brevi periodi e mi chiedo come facciano a non impazzire i residenti. Per prima cosa il traffico: è qualcosa di indemoniato, tanto che il Papa dovrebbe fare qualcosa con i sui super poteri, magari con l'aiuto del suo principale, potrebbero eliminare un centinaio di auto al giorno con il solo schiocco delle dita; dubito fortemente...
Seconda cosa: i ristoranti sono presi letteralmente d'assalto e i prezzi si aggirano tra Orione e Cassiopea, (nel senso che sono alle stelle eheheheh) e forse, ma dico forse, la qualità del cibo non rispetta molto le aspettative. Magari un americano che mangia per la prima volta un cibo italiano di media qualità rimarrà sicuramente colpito, ma per un italiano che sa quello che va a mangiare; beh, in questo caso bisognerebbe alzare la qualità e non solo i prezzi.
Sul centro di Roma non ho nulla da obiettare, è stupendo esattamente come me lo ricordavo, a dire il vero ho visto anche altri monumenti e zone che non vidi la prima volta, per cui sono davvero soddisfatto della visione di queste meravigliose opere d'arte. Quello che lamento è l'organizzazione della città che penso si possa migliorare parecchio.
Ci siamo imbattuti in un sightseen bus per riuscire a vedere il maggior numero di cose senza però diventare matti, ebbene, oltre alla cifra sempre molto alta, in verità non abbiamo visto granché, cioè per riuscire a completare il giro in maniera corretta, saremmo dovuti scendere ad ogni fermata e guardare il tutto con la giusta calma. L'avremmo sicuramente fatto, ma purtroppo prendere il bus è stata un'impresa degna degli eroi romani, perciò per non perdere il posto, ci siamo seduti e rialzati solo dopo due ore.
La cosa che davvero ci ha fatto andare di traverso la nostra gita, è stata la casa che abbiamo affittato per due notti: uno schifo tremendo. Leggendo le recensioni su Booking ci siamo fidati ma vorrei proprio conoscere chi è andato in quella casa per sapere dove risiede abitualmente; no, perché era sporca da fare senso. Ora non scendo in particolari raccapriccianti ma il solo fatto di averla lasciata un giorno prima spiega molte cose. Anche l'arrivo della ragazza dell'agenzia che ci ha consegnato le chiavi è stata un'agonia, l'attesa è durata oltre un'ora e mezza di ritardo dall'orario pattuito, per non parlare delle centinaia di chiamate fatte al numero segnato sul web, che non sono state minimamente calcolate, ma tralasciamo. Comunque vedendo il traffico che congestiona la città a tutte le ore posso anche capire la lunga attesa, però dopo un viaggio di tre ore per arrivare fino lì e con tre bambini e una moglie incinta, la comprensione dopo un po', si va a far benedire pure lei. Altro fiore all'occhiello della casa, sono i 75 euro in più per le pulizie non segnalate al momento della prenotazione. Visto lo stato in cui ho trovato la casa, i 75 euro avrebbero dovuto darmeli per far disinfettare tutta la famiglia. Oltre a tutto ciò, aggiungo pure il posto infelice dove era collocata questa casa da incubo, ovvero, in una zona così colma di auto che per fare una manovra assurda, ho danneggiato il paraurti del mio Scudone; poverino!
Più che una gita spensierata alla capitale d'Italia, è stata una vera prova di forza che ci ha insegnato moltissimo, prima lezione fra tutte: non fidarsi delle recensioni sul web di case di dubbio gusto. Poi che le città poco family friendly vanno affrontate con un sacco di oggetti utili per aggirare le difficoltà che questa presentano ad ogni angolo, da questo partirà in futuro una grande idea innovativa, ma tutto a tempo debito.
In conclusione:
"Roma è una città unica, un museo a cielo aperto che offre tanto a livello storico e artistico, ma per nulla al mondo ci abiterei mai, neppure se avessi un attico con vista sul Colosseo. Mi spiace dirlo cari romani ma bisogna che vi aggiorniate un po' sulle nuove strategie della gestione della vostra città, cioè bisogna fare un passo avanti e non rimanere ancorati ai tempi di Numa Pompilio." Ipse dixit (un milanese a Roma)
lunedì 5 settembre 2016
FINE DELLE BELLE GIORNATE
Ebbene sì, è finita per noi questa serie di splendide giornate nelle quali abbiamo avuto la possibilità di andare al mare e trascorrere del tempo baciati dal sole, da oggi fino a venerdì è prevista pioggia ininterrotta; che jella! A questo punto scatta il piano B.
Ovviamente restare al mare ma non poterci andare non ha molto senso, specialmente in questa zona dove oltre all'Adriatico non offre alcun che, perciò le opzioni sono due: Città Eterna o Culla del Rinascimento?
A livello di distanze è preferibile Roma dato che dista due ore e mezza, certo poi al ritorno sarebbe lunga uguale che partire da qui, invece Firenze sarebbe lunga ad arrivarci ma poi quando dovremo tornare a Milano, la distanza sarebbe più breve.
E' una bella lotta ma io patteggio per la capitale, dato che sono passati la bellezza di 27 anni dall'unica volta che ci andai, mentre Firenze la vidi a sedici anni e se proprio vogliamo dirla tutta, potrebbe essere più semplice andare nel capoluogo toscano in giornata che non a Roma, se volessimo fare una gita con tutta la famiglia durante quest'anno.
L'ago della bilancia però penderà su quello che costa di meno, anche se dubito ci possano essere molte differenze di prezzo tra le due città, osserveremo le offerte in giro per il web e poi decideremo.
La sfida continua...
Ovviamente restare al mare ma non poterci andare non ha molto senso, specialmente in questa zona dove oltre all'Adriatico non offre alcun che, perciò le opzioni sono due: Città Eterna o Culla del Rinascimento?
A livello di distanze è preferibile Roma dato che dista due ore e mezza, certo poi al ritorno sarebbe lunga uguale che partire da qui, invece Firenze sarebbe lunga ad arrivarci ma poi quando dovremo tornare a Milano, la distanza sarebbe più breve.
E' una bella lotta ma io patteggio per la capitale, dato che sono passati la bellezza di 27 anni dall'unica volta che ci andai, mentre Firenze la vidi a sedici anni e se proprio vogliamo dirla tutta, potrebbe essere più semplice andare nel capoluogo toscano in giornata che non a Roma, se volessimo fare una gita con tutta la famiglia durante quest'anno.
L'ago della bilancia però penderà su quello che costa di meno, anche se dubito ci possano essere molte differenze di prezzo tra le due città, osserveremo le offerte in giro per il web e poi decideremo.
La sfida continua...
sabato 3 settembre 2016
LA SECONDA ONDATA DI RIENTRI
Oggi praticamente tutti i vacanzieri del nostro campeggio se ne ritornano a casa, mentre noi siamo ancora qui per una settimana. Probabilmente saremo gli unici, a meno che, non arrivi uno squadrone di stranieri pronti a soggiornare insieme a noi. Il rientro verso la propria normalità è inesorabile, ognuno riprende le rispettive attività e si lascia alle spalle tutti i benefici di una vacanza, tuffandosi a capofitto nella solita routine. Purtroppo non si può fare come Irene Grandi che "vive in vacanza da una vita", almeno, io non posso permettermelo questo lusso, anzi, per farmi del male ho aperto la casella di posta del mio lavoro, aggiornandomi su tutto ciò che riguardano le informazioni nuove e sulle modifiche di alcune procedure da attuare mentre la gente ci chiama. Nell'aprire la casella di posta ho avuto il mancamento di un paio di battiti cardiaci.
Quest'anno più che mai non ho assolutamente voglia di tornare in ufficio, anzi se potessi non lavorerei più lì, porterei avanti fin da subito il progetto con mia moglie e chi si è visto, si è visto. Sono sicuro che riusciremo ma ogni cosa a suo tempo.
Stamattina mi sono svegliato veramente presto, ogni volta che vado in vacanza è così, sarà che dormo talmente profondamente che mi bastano poche ore di sonno per stare bene, o forse, l'idea di dover ricominciare mi assilla anche durante la notte e così cerco di non pensarci alzandomi all'alba.
A volte penso che per non subire traumi non si dovrebbe mai andare in vacanza, in questo modo non si spezzerebbe la catena che ci lega al sistema lavorativo e non avremmo illusioni sulla qualità della vita, forse poi si schiatterebbe dopo un paio di anni, ma chi lo sa, potrebbe anche funzionare.
A pensarci bene è una follia.
Quest'anno ho desiderato davvero tanto fare una pausa dal lavoro, erano passati quindici mesi dallo scorso stop, per cui ne sentivo la necessità come qualcosa di vitale. Se lavorassi ininterrottamente per tutta la vita sicuramente mi ammalerei o peggio, mi ammazzerei.
C'è chi dice che se si ama il proprio lavoro, non si lavora un giorno nella vita, sono d'accordissimo, però chi è che ama il proprio lavoro?
Forse se facessi il musicista di professione o lo scrittore, beh, allora la questione cambierebbe notevolmente, ma ahimè sono uno dei tanti che lavora per sopravvivere in questo mondo malato.
Fra poco si sveglierà anche la mia famiglia, perciò sarà meglio far trovare tutto pronto per la colazione, dato che i miei figli non avranno più amici con i quali giocare durante questa settimana, potrebbe essere meno doloroso affrontare un addio con la Nutella sul tavolo.
Quest'anno più che mai non ho assolutamente voglia di tornare in ufficio, anzi se potessi non lavorerei più lì, porterei avanti fin da subito il progetto con mia moglie e chi si è visto, si è visto. Sono sicuro che riusciremo ma ogni cosa a suo tempo.
Stamattina mi sono svegliato veramente presto, ogni volta che vado in vacanza è così, sarà che dormo talmente profondamente che mi bastano poche ore di sonno per stare bene, o forse, l'idea di dover ricominciare mi assilla anche durante la notte e così cerco di non pensarci alzandomi all'alba.
A volte penso che per non subire traumi non si dovrebbe mai andare in vacanza, in questo modo non si spezzerebbe la catena che ci lega al sistema lavorativo e non avremmo illusioni sulla qualità della vita, forse poi si schiatterebbe dopo un paio di anni, ma chi lo sa, potrebbe anche funzionare.
A pensarci bene è una follia.
Quest'anno ho desiderato davvero tanto fare una pausa dal lavoro, erano passati quindici mesi dallo scorso stop, per cui ne sentivo la necessità come qualcosa di vitale. Se lavorassi ininterrottamente per tutta la vita sicuramente mi ammalerei o peggio, mi ammazzerei.
C'è chi dice che se si ama il proprio lavoro, non si lavora un giorno nella vita, sono d'accordissimo, però chi è che ama il proprio lavoro?
Forse se facessi il musicista di professione o lo scrittore, beh, allora la questione cambierebbe notevolmente, ma ahimè sono uno dei tanti che lavora per sopravvivere in questo mondo malato.
Fra poco si sveglierà anche la mia famiglia, perciò sarà meglio far trovare tutto pronto per la colazione, dato che i miei figli non avranno più amici con i quali giocare durante questa settimana, potrebbe essere meno doloroso affrontare un addio con la Nutella sul tavolo.
venerdì 2 settembre 2016
GENTE DEL SUD
Provengo da una famiglia di meridionali, sia da parte di madre che da parte di padre. Io, mio fratello e i miei cugini, facciamo parte della prima generazione nata a Milano. Alcuni dei miei parenti hanno ancora un legame molto forte con le proprie origini, io invece, non ci trovo alcuna affinità. Mi sento un milanese fatto e finito, ho l'orologio biologico regolato sulla "Madunina de Milan" non tanto per un fattore religioso; non sia mai! Ma per un fatto di orgoglio e di appartenenza simbolica alla ma città.
Fin da piccolo ho frequentato meridionali e tutte le mie vacanze le ho passate al sud Italia, tra la Campania, Puglia, Calabria e Sicilia, mi manca solo la Basilicata e ho fatto l'en plein.
Questa premessa è per dire che ho ritenuto molto poco incline al mio carattere il modo di fare tipico meridionale, specialmente quando sono nel loro territorio. Penso di essere in grado di sostenere la mia tesi dopo una lunga analisi durata anni, non solo guardando dall'esterno, ma vivendo ogni momento della mia gioventù con la gente del sud.
Credo che per capire meglio ciò che sto scrivendo dovrei sfatare alcuni miti legati ai meridionali; come:
Il calore umano che è un po' il vessillo del loro modo di fare, lo modificherei in invadenza.
La devozione ai santi, lo chiamerei bigottismo.
L'arte di arrangiarsi, è un altro modo di dire gran furboni.
La giovialità ha un confine molto sottile con la maleducazione.
Lo spirito di accoglienza è pura apparenza.
Come si evince da quanto ho scritto finora, non vado molto d'accordo con i meridionali soprattutto quando io mi trovo ad avere a che fare nella loro terra; sì perché la maggior parte di quelli che stanno a Milano sono diversi, forse non l'ammetterebbero mai ma costoro sono stati modificati dalle abitudini del nord.
Non sto dicendo che i milanesi siano migliori degli altri, assolutamente no. Sto solo dicendo che mi trovo meglio con la gente che proviene dalle mie parti.
L'esempio è presto fatto: i nostri vicini di ombrellone sono del nord, ora non saprei dire da dove arrivano perché non glie l'ho chiesto, dato che entrambi manteniamo una certa riservatezza tipica settentrionale che mi fa sentire a mio agio.
Di noi milanesi si dice che siamo freddi, può essere sicuramente vero chi lo sa, però come ho sempre sostenuto nella mia vita, il freddo è ciò che più mi fa stare bene degli elementi naturali.
Fin da piccolo ho frequentato meridionali e tutte le mie vacanze le ho passate al sud Italia, tra la Campania, Puglia, Calabria e Sicilia, mi manca solo la Basilicata e ho fatto l'en plein.
Questa premessa è per dire che ho ritenuto molto poco incline al mio carattere il modo di fare tipico meridionale, specialmente quando sono nel loro territorio. Penso di essere in grado di sostenere la mia tesi dopo una lunga analisi durata anni, non solo guardando dall'esterno, ma vivendo ogni momento della mia gioventù con la gente del sud.
Credo che per capire meglio ciò che sto scrivendo dovrei sfatare alcuni miti legati ai meridionali; come:
Il calore umano che è un po' il vessillo del loro modo di fare, lo modificherei in invadenza.
La devozione ai santi, lo chiamerei bigottismo.
L'arte di arrangiarsi, è un altro modo di dire gran furboni.
La giovialità ha un confine molto sottile con la maleducazione.
Lo spirito di accoglienza è pura apparenza.
Come si evince da quanto ho scritto finora, non vado molto d'accordo con i meridionali soprattutto quando io mi trovo ad avere a che fare nella loro terra; sì perché la maggior parte di quelli che stanno a Milano sono diversi, forse non l'ammetterebbero mai ma costoro sono stati modificati dalle abitudini del nord.
Non sto dicendo che i milanesi siano migliori degli altri, assolutamente no. Sto solo dicendo che mi trovo meglio con la gente che proviene dalle mie parti.
L'esempio è presto fatto: i nostri vicini di ombrellone sono del nord, ora non saprei dire da dove arrivano perché non glie l'ho chiesto, dato che entrambi manteniamo una certa riservatezza tipica settentrionale che mi fa sentire a mio agio.
Di noi milanesi si dice che siamo freddi, può essere sicuramente vero chi lo sa, però come ho sempre sostenuto nella mia vita, il freddo è ciò che più mi fa stare bene degli elementi naturali.
giovedì 1 settembre 2016
OLTRE AL MARE IL NULLA
Ieri è stato l'unico giorno di brutto tempo da quando siamo in viaggio e per ammazzare un po' il tempo abbiamo fatto una gita nei dintorni. Il paese più vicino a Torino di Sangro è Fossacesia e fino a qualche giorno fa eravamo sicuri fosse una cittadina piccola ma vivace, specialmente il lungomare, ebbene, ieri non c'era nessuno. L'attenuante può essere il cattivo tempo, però non c'è alcuna struttura che possa far credere ci sia della vita lungo quel tratto di strada, a dire la verità, forse l'unica attrazione del posto eravamo noi, poiché siamo una piccola carovana di persone.
Non ci siamo persi d'animo, dopo neanche dieci minuti dal nostro arrivo, siamo ripartiti alla volta di Torino di Sangro, d'altronde dove siamo noi è la frazione marittima del comune, ci è sembrato doveroso visitare la parte principale della cittadina. E' da premettere che il centro del paese o meglio del "baese" come viene definito qui, si trova molto in alto e le strade tutte curve e tornanti sono un po' antipatiche da praticare, però non è di certo come andare a Saint Vincent, è molto più semplice.
Mia moglie si è documentata prima sulle attrattive del luogo ed è venuta a conoscenza di un rinomato cimitero britannico, che pare sia una delle opere più belle del mondo (leggendo i commenti di chi l'ha visitato) poi un ponte particolare di cui ora non ricordo il nome, il lungomare.
La cosa dopo aver visto Fossacesia puzzava un po' di bufala.
Fatto sta, che ci inerpichiamo fino al centro del "baese" sulla strada individuiamo il cimitero britannico, ma avendo un panfilo al posto di una semplice auto, ci è stato difficile fermarsi, per cui proseguiamo. Le strade verso il centro si fanno sempre più strette e gli automobilisti del posto comunque sia, si piazzano noncuranti del passaggio di noi forestieri, al centro della carreggiata per scambiare quattro chiacchiere. Dopo alcune prodezze ginniche con lo Scudone, finalmente si arriva a Torino di Sangro centro. Una desolazione pari solo alle città fantasma dei film western, case tutt'intorno vecchie e fatiscenti, file ad intermittenza di anziani seduti fuori ai portoncini, piuttosto che a qualche timido esercizio commerciale e poi salite a non finire. Per poter dare uno sguardo più approfondito ci siamo fermati davanti ad un altro cimitero, al che sono giunto alla conclusione che a Torino di Sangro ci sono più morti che vivi.
Siamo riusciti a fare un buco nell'acqua e uno sui monti perciò, niente di fatto, in questa zona ci sono solo desolazione e brutture architettoniche stop.
Mi chiedo ma un giovane che abita da queste parti come trascorre le sue giornate? Mia moglie ha ipotizzato che qui i giovani si fanno di eroina per tutte le carte stagnole buttate a terra e devo essere sincero, non fatico a crederlo.
Non ci siamo persi d'animo, dopo neanche dieci minuti dal nostro arrivo, siamo ripartiti alla volta di Torino di Sangro, d'altronde dove siamo noi è la frazione marittima del comune, ci è sembrato doveroso visitare la parte principale della cittadina. E' da premettere che il centro del paese o meglio del "baese" come viene definito qui, si trova molto in alto e le strade tutte curve e tornanti sono un po' antipatiche da praticare, però non è di certo come andare a Saint Vincent, è molto più semplice.
Mia moglie si è documentata prima sulle attrattive del luogo ed è venuta a conoscenza di un rinomato cimitero britannico, che pare sia una delle opere più belle del mondo (leggendo i commenti di chi l'ha visitato) poi un ponte particolare di cui ora non ricordo il nome, il lungomare.
La cosa dopo aver visto Fossacesia puzzava un po' di bufala.
Fatto sta, che ci inerpichiamo fino al centro del "baese" sulla strada individuiamo il cimitero britannico, ma avendo un panfilo al posto di una semplice auto, ci è stato difficile fermarsi, per cui proseguiamo. Le strade verso il centro si fanno sempre più strette e gli automobilisti del posto comunque sia, si piazzano noncuranti del passaggio di noi forestieri, al centro della carreggiata per scambiare quattro chiacchiere. Dopo alcune prodezze ginniche con lo Scudone, finalmente si arriva a Torino di Sangro centro. Una desolazione pari solo alle città fantasma dei film western, case tutt'intorno vecchie e fatiscenti, file ad intermittenza di anziani seduti fuori ai portoncini, piuttosto che a qualche timido esercizio commerciale e poi salite a non finire. Per poter dare uno sguardo più approfondito ci siamo fermati davanti ad un altro cimitero, al che sono giunto alla conclusione che a Torino di Sangro ci sono più morti che vivi.
Siamo riusciti a fare un buco nell'acqua e uno sui monti perciò, niente di fatto, in questa zona ci sono solo desolazione e brutture architettoniche stop.
Mi chiedo ma un giovane che abita da queste parti come trascorre le sue giornate? Mia moglie ha ipotizzato che qui i giovani si fanno di eroina per tutte le carte stagnole buttate a terra e devo essere sincero, non fatico a crederlo.
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