I Twenty Euro For Love ieri sera hanno piantato un'altra bandierina, in quel di Seriate per l'esattezza. Il Circolo Al Bafo ci ha accolto bene, come se fossimo del posto senza nessun problema, l'atmosfera era calda e piacevole, gente tranquilla e famiglie che si riuniscono in luoghi differenti dai soliti. Anch'io ho portato parte della mia prole e il risultato è stato un po' diverso da quello che mi aspettavo, ma tutto sommato è andato discretamente nonostante la pioggia inclemente che ha versato tutta l'acqua che c'era a disposizione.
Comunque un estratto di ciò che abbiamo suonato proprio qui di sotto.
Buona visione.
https://www.facebook.com/Twentyeuroforlove/videos/2018850688390659/
domenica 18 marzo 2018
martedì 13 marzo 2018
UNA SERATA EPICA
Il giorno del concerto dei Twenty Euro For Love si è presentato con uno scroscio d'acqua infinito, pioggia a catinelle e brutto tempo per l'intera giornata. Prima di cominciare l'animo non era certo dei migliori anche perché lo sbattimento in queste situazioni così impervie, appesantisce ogni pensiero, si impreca ad ogni movimento e tutto diventa più difficile. Ma si sa la passione vince sopra ogni cosa e si va avanti nonostante le avversità.
Credo che avrei dovuto scrivere questo post a caldo, dopo aver smesso di suonare e poter comunicare così le mie emozioni, proprio come hanno fatto molti dei musicisti che hanno condiviso con noi la serata; però grazie a tale ritardo ho potuto assimilare meglio quello che ho provato in una situazione che definirei divisa da tutto il resto, a parte, come una bolla dentro la città. È proprio così che lo definirei come una parentesi dove è avvenuto un avvenimento strano lontano dalla routine domenicale, dove si è svolto una specie di rito tribale in cui erano ammessi solo chi era disposto a divertirsi.
Accade a volte mentre andiamo in giro per andare in chissà quale buco di posto, che i miei soci ed io ci chiediamo chi ce lo faccia fare, di caricare come dei muli strumenti pesantissimi, di smontare e rimontare tutto l'ambardan per una mezz'ora di esibizione, di ricevere quattro soldi a fronte di spese ben più grosse per raggiungere livelli tecnici comunque di livello medio, insomma di fare quello che facciamo; ebbene, domenica scorsa al mattinée del T28 ho avuto un piccolo assaggio di ciò di cui un musicista si nutre: del riscontro del pubblico. Sembra una banalità ma essere gli artefici del divertimento, dell'attenzione, della curiosità del pubblico che è lì pronto per ricevere quello che una band ha da offrire, è una sensazione davvero esaltante. Sapere che la gente ottiene la carica dalle note eseguite con impegno e concentrazione, ripaga di tanti sacrifici.
Nel corso degli anni passati a seguire band di amici, sono stato parte integrante del pubblico che si divertiva grazie a coloro che stavano suonando, dando il mio supporto al gruppo con tutto l'entusiasmo possibile, perché è giusto far vedere che ci si diverte. Con il passare del tempo il coinvolgimento fisico si è ridotto all'osso ma ho aumentato di più l'attenzione nell'esecuzione di chi si esibisce. Domenica ho potuto constatare che è molto più galvanizzante un pubblico che si dimena, partecipa ed urla come una folla inferocita, piuttosto che avere una platea che apprezza ma rimane ferma. Bella scoperta no?
In sostanza al T28 domenica si è creata una situazione davvero travolgente, tutti ballavano, alcuni venivano sollevati dagli amici, a turno un membro per ogni band è stato sollevato dal pubblico, sono stati fatti stage diving pur senza palco, c'è stata una partecipazione così sentita che mi ha quasi commosso. Era da tempo che non assistevo ad una serata così, certo c'erano un sacco di amici per cui era facile avere un riscontro ma è proprio per questo che si suona per far divertire tutti, gli amici per primi perché sono quelli che sostengono le fatiche di una band. Ora capisco cosa vuol dire per i grandi nomi della musica avere uno stuolo di fans che si accalca sotto palco in attesa di sentire i loro beniamini, perché hanno bisogno di ricevere quel calore di cui si parla spesso ma poche volte lo si sente per davvero. Il pubblico è la ragione principale delle fatiche di una band e quando un gruppo suona con la voglia di far ballare e divertire tutti coloro che sono venuti ad ascoltare ciò che hanno da proporre, si suona con uno scopo in più rispetto alle altre volte.
Grazie a tutti ragazzi siete stati fantastici.
PS. Sabato prossimo saremo a Seriate al circolo AL BAFO, con la speranza che si possa ripetere una serata come quella di domenica scorsa. Io ci vado 😏
Accade a volte mentre andiamo in giro per andare in chissà quale buco di posto, che i miei soci ed io ci chiediamo chi ce lo faccia fare, di caricare come dei muli strumenti pesantissimi, di smontare e rimontare tutto l'ambardan per una mezz'ora di esibizione, di ricevere quattro soldi a fronte di spese ben più grosse per raggiungere livelli tecnici comunque di livello medio, insomma di fare quello che facciamo; ebbene, domenica scorsa al mattinée del T28 ho avuto un piccolo assaggio di ciò di cui un musicista si nutre: del riscontro del pubblico. Sembra una banalità ma essere gli artefici del divertimento, dell'attenzione, della curiosità del pubblico che è lì pronto per ricevere quello che una band ha da offrire, è una sensazione davvero esaltante. Sapere che la gente ottiene la carica dalle note eseguite con impegno e concentrazione, ripaga di tanti sacrifici.
Nel corso degli anni passati a seguire band di amici, sono stato parte integrante del pubblico che si divertiva grazie a coloro che stavano suonando, dando il mio supporto al gruppo con tutto l'entusiasmo possibile, perché è giusto far vedere che ci si diverte. Con il passare del tempo il coinvolgimento fisico si è ridotto all'osso ma ho aumentato di più l'attenzione nell'esecuzione di chi si esibisce. Domenica ho potuto constatare che è molto più galvanizzante un pubblico che si dimena, partecipa ed urla come una folla inferocita, piuttosto che avere una platea che apprezza ma rimane ferma. Bella scoperta no?
In sostanza al T28 domenica si è creata una situazione davvero travolgente, tutti ballavano, alcuni venivano sollevati dagli amici, a turno un membro per ogni band è stato sollevato dal pubblico, sono stati fatti stage diving pur senza palco, c'è stata una partecipazione così sentita che mi ha quasi commosso. Era da tempo che non assistevo ad una serata così, certo c'erano un sacco di amici per cui era facile avere un riscontro ma è proprio per questo che si suona per far divertire tutti, gli amici per primi perché sono quelli che sostengono le fatiche di una band. Ora capisco cosa vuol dire per i grandi nomi della musica avere uno stuolo di fans che si accalca sotto palco in attesa di sentire i loro beniamini, perché hanno bisogno di ricevere quel calore di cui si parla spesso ma poche volte lo si sente per davvero. Il pubblico è la ragione principale delle fatiche di una band e quando un gruppo suona con la voglia di far ballare e divertire tutti coloro che sono venuti ad ascoltare ciò che hanno da proporre, si suona con uno scopo in più rispetto alle altre volte.
Grazie a tutti ragazzi siete stati fantastici.
PS. Sabato prossimo saremo a Seriate al circolo AL BAFO, con la speranza che si possa ripetere una serata come quella di domenica scorsa. Io ci vado 😏
sabato 10 marzo 2018
CHI MI FA I CONTI IN TASCA
Essere un padre di quattro figli è già un fatto eccezionale al giorno d'oggi, ma poi quando dico che sono il solo a percepire uno stipendio, la gente rimane esterrefatta. Ho precisato che sono l'unico a percepire uno stipendio perché di fatto, mia moglie lavora molto di più in casa rispetto a me in ufficio ma il nostro simpatico Stato italiano non prevede alcunché per coloro che restano a casa a badare alla famiglia.
Molte persone mi porgono sempre la stessa domanda:
"Ma come fai?"
Parecchi di questi insinuano che da qualche parte nascosta io abbia una rendita, tipo un vitalizio, che possa permettere di vivere serenamente tutta la famiglia, pur avendo anche la moglie a casa.
In effetti è vero, io lavoro solo per hobby.
Spesso sento dire che già è difficile mantenere una famiglia di quattro persone, di tre, di due, anche che è difficile mantenere una singola persona senza figli e moglie a carico, per cui si ritorna alla fatidica domanda: "Come fai ecc.."
Prima di rispondere a questa domanda, voglio raccontare un piccolo aneddoto riguardo sempre lo stesso tema, ma che mi ha riferito mia moglie.
La mia dolce metà ha letto su un forum, di una tizia che annunciava alle altre persone iscritte la sua volontà di avere un terzo figlio, però il suo timore più grande fosse quella di non poterselo permettere per paura di non arrivare a fine mese; quindi ha chiesto pubblicamente quanto bisognerebbe guadagnare per mantenere una famiglia di cinque persone. Sono arrivate cifre astronomiche, ma così alte da non credere alle mie orecchie, per cui ho riflettuto su quanto sia scorretta la percezione dei costi da parte della gente in generale riferendosi ad una famiglia normale.
Poi però mia moglie ed io abbiamo fatto un po' di conti e abbiamo dedotto che la stragrande maggioranza della gente sperpera fiumi di denaro solo per sopperire alla mancanza di tempo. Questo lo dico con cognizione di causa, avendo fatto parte di tale categoria per diverso tempo.
I conti alla mano più o meno sono questi.
Cibo inscatolato, precotto o surgelato, media di 60 euro a settimana.
Bevande analcoliche, alcoliche e zuccherate (succhi di frutta) 20 euro a settimana
Merendine, dolciumi, insaccati, salumi, e pane in cassetta 50 euro a settimana.
Uso dell'auto e benzina per due automobili (dipende dalle distanze) 80 euro cad.
Mangiare fuori una volta a settimana, o cibo in consegna una media di 100 euro a settimana.
I vari abbonamenti all'intrattenimento e ai telefoni cellulari che sono mensili ma dividendoli per settimana potrebbe essere mediamente 40 euro.
Bollette e mutui o affitto a settimana 300 euro.
A fine di questo piccolo elenco si va a spendere 730 euro a settimana di cose che si potrebbero limare parecchio, e forse sono anche stato stretto con i costi, quindi al mese si avrebbe un esborso pari a 2.9200 euro. (quasi 3.000)
Vedendola in quest'ottica, i conti delle tizie del forum hanno un senso, quindi guadagnare dai 4.000 ai 5.000 euro al mese permetterebbe ad una famiglia normale potrebbe sopravvivere degnamente, senza particolari problemi o grilli per la testa.
Io mi chiedo: "Ma chi li guadagna tutti questi soldi?"
La vera operazione di sopravvivenza per una famiglia numerosa è il risparmio; il che non significa non comprare, bensì, produrre maggiormente le cose fatte in casa che dimezzano notevolmente i costi. Purtroppo nella società odierna non è facile fare questo tipo di operazione poiché il tempo a disposizione è davvero esiguo, ed è in questa maniera che si cade nella trappola del prodotto comprato già pronto, che avrà anche una sua comodità a discapito però della salute di chi lo consuma.
Quando anche mia moglie era impiegata in ufficio e avevamo solo due figli, le uscite mensili erano fuori controllo e in tutta sincerità non ce ne accorgevamo nemmeno, visto che ai nostri occhi non facevamo nulla di eclatante. Dimezzando le uscite folli per i prodotti in scatola, autoproducendo la maggior parte del cibo in casa ed avere anche una maggior quantità di tempo a disposizione, si sono dimezzati i costi. Quindi tutti coloro che mi chiedono com'è possibile vivere in sei con un solo stipendio posso dire di riguardare le uscite senza senso che compiono settimanalmente e fare due conti con i veri bisogni, cioè non cadere nella tentazione di recuperare del tempo perché paradossalmente si accorcia la speranza di vita.
Poteri anche essere drastico, però è così, cioè ci ammaliamo sempre di più per quella convinzione di poter risparmiare il tempo, inoltre il risparmio del tempo lo si paga con tanto denaro, quindi da ogni punto di vista lo si guardi, c'è sempre da perderci.
La vogliamo chiamare decrescita felice?
Va bene chiamiamola anche così, l'importante è essere felici.
Molte persone mi porgono sempre la stessa domanda:
"Ma come fai?"
Parecchi di questi insinuano che da qualche parte nascosta io abbia una rendita, tipo un vitalizio, che possa permettere di vivere serenamente tutta la famiglia, pur avendo anche la moglie a casa.
In effetti è vero, io lavoro solo per hobby.
Spesso sento dire che già è difficile mantenere una famiglia di quattro persone, di tre, di due, anche che è difficile mantenere una singola persona senza figli e moglie a carico, per cui si ritorna alla fatidica domanda: "Come fai ecc.."
Prima di rispondere a questa domanda, voglio raccontare un piccolo aneddoto riguardo sempre lo stesso tema, ma che mi ha riferito mia moglie.
La mia dolce metà ha letto su un forum, di una tizia che annunciava alle altre persone iscritte la sua volontà di avere un terzo figlio, però il suo timore più grande fosse quella di non poterselo permettere per paura di non arrivare a fine mese; quindi ha chiesto pubblicamente quanto bisognerebbe guadagnare per mantenere una famiglia di cinque persone. Sono arrivate cifre astronomiche, ma così alte da non credere alle mie orecchie, per cui ho riflettuto su quanto sia scorretta la percezione dei costi da parte della gente in generale riferendosi ad una famiglia normale.
Poi però mia moglie ed io abbiamo fatto un po' di conti e abbiamo dedotto che la stragrande maggioranza della gente sperpera fiumi di denaro solo per sopperire alla mancanza di tempo. Questo lo dico con cognizione di causa, avendo fatto parte di tale categoria per diverso tempo.
I conti alla mano più o meno sono questi.
Cibo inscatolato, precotto o surgelato, media di 60 euro a settimana.
Bevande analcoliche, alcoliche e zuccherate (succhi di frutta) 20 euro a settimana
Merendine, dolciumi, insaccati, salumi, e pane in cassetta 50 euro a settimana.
Uso dell'auto e benzina per due automobili (dipende dalle distanze) 80 euro cad.
Mangiare fuori una volta a settimana, o cibo in consegna una media di 100 euro a settimana.
I vari abbonamenti all'intrattenimento e ai telefoni cellulari che sono mensili ma dividendoli per settimana potrebbe essere mediamente 40 euro.
Bollette e mutui o affitto a settimana 300 euro.
A fine di questo piccolo elenco si va a spendere 730 euro a settimana di cose che si potrebbero limare parecchio, e forse sono anche stato stretto con i costi, quindi al mese si avrebbe un esborso pari a 2.9200 euro. (quasi 3.000)
Vedendola in quest'ottica, i conti delle tizie del forum hanno un senso, quindi guadagnare dai 4.000 ai 5.000 euro al mese permetterebbe ad una famiglia normale potrebbe sopravvivere degnamente, senza particolari problemi o grilli per la testa.
Io mi chiedo: "Ma chi li guadagna tutti questi soldi?"
La vera operazione di sopravvivenza per una famiglia numerosa è il risparmio; il che non significa non comprare, bensì, produrre maggiormente le cose fatte in casa che dimezzano notevolmente i costi. Purtroppo nella società odierna non è facile fare questo tipo di operazione poiché il tempo a disposizione è davvero esiguo, ed è in questa maniera che si cade nella trappola del prodotto comprato già pronto, che avrà anche una sua comodità a discapito però della salute di chi lo consuma.
Quando anche mia moglie era impiegata in ufficio e avevamo solo due figli, le uscite mensili erano fuori controllo e in tutta sincerità non ce ne accorgevamo nemmeno, visto che ai nostri occhi non facevamo nulla di eclatante. Dimezzando le uscite folli per i prodotti in scatola, autoproducendo la maggior parte del cibo in casa ed avere anche una maggior quantità di tempo a disposizione, si sono dimezzati i costi. Quindi tutti coloro che mi chiedono com'è possibile vivere in sei con un solo stipendio posso dire di riguardare le uscite senza senso che compiono settimanalmente e fare due conti con i veri bisogni, cioè non cadere nella tentazione di recuperare del tempo perché paradossalmente si accorcia la speranza di vita.
Poteri anche essere drastico, però è così, cioè ci ammaliamo sempre di più per quella convinzione di poter risparmiare il tempo, inoltre il risparmio del tempo lo si paga con tanto denaro, quindi da ogni punto di vista lo si guardi, c'è sempre da perderci.
La vogliamo chiamare decrescita felice?
Va bene chiamiamola anche così, l'importante è essere felici.
sabato 3 marzo 2018
FIGLIO DELLE STELLE
Molte delle cose più strane che ho fatto, ma anche pensato e creduto con tutto me stesso, sono avvenute da bambino e questo perché i bambini hanno una mente più aperta a tutte una serie di eventualità e possibilità che da adulti ci precludiamo; ora, quello che sto per raccontare ha un po' dell'assurdo, eppure io ero convito che fosse davvero così.
Ho fatto parte di quella generazione per cui il catechismo fosse ne più ne meno, una sorta di succursale della scuola pomeridiana e di fatto, in quel luogo ameno, ho appreso mio malgrado, i rudimenti della religione cattolica.
La mia maestra mi illustrò quella figura un po' inquietante dell'angelo custode ed io a essere onesti non ci ho mai creduto abbastanza da farmi convincere (anche su tutto il resto, ovvio) perciò, ho pensato che fosse più plausibile e divertente credere di avere un legame con gli astri celesti. Già, ero convito di avere una stella come amica e confidente, per cui passavo le mie serate affacciato al balcone a chiacchierare con quei puntini luminosi e affascinanti che erano lì solo per ascoltarmi.
Il metodo era abbastanza facile: la loro luminosità ad intermittenza era una sorta di codice morse, per cui capivo le risposte date in base all'intermittenza. Mi confidavo con una stella in particolare che era posizionata in mezzo ai due palazzi di fronte al mio e con lei passavo dei bei momenti di pulizia di coscienza. Ero completamente affascinato dalle stelle per questo attendevo con trepidazione l'oroscopo sulla Rai con quella specie di santone che spiegava segno per segno tutto ciò che accadeva ai segni zodiacali, inoltre avrei voluto fare l'astronauta e poter perdere lo sguardo nello spazio infinito e magari incontrare la più da vicino la mia stella preferita.
La mia convinzione era talmente fervida che ne parlavo anche al mio migliore amico dell'epoca (R.I.P.) e lui, per finita o davvero, ci aveva creduto almeno quanto me.
Certo che era molto più bello credere nelle stelle che non in una figura asfissiante come l'angelo custode ed è per questo che sono andato avanti a conversare con gli astri per un po', alla fine ho perso la voglia di stare fuori al balcone a parlare da solo come un pistola, ma il fascino che subisco dai corpi celesti è rimasto immutato.
Ho fatto parte di quella generazione per cui il catechismo fosse ne più ne meno, una sorta di succursale della scuola pomeridiana e di fatto, in quel luogo ameno, ho appreso mio malgrado, i rudimenti della religione cattolica.
La mia maestra mi illustrò quella figura un po' inquietante dell'angelo custode ed io a essere onesti non ci ho mai creduto abbastanza da farmi convincere (anche su tutto il resto, ovvio) perciò, ho pensato che fosse più plausibile e divertente credere di avere un legame con gli astri celesti. Già, ero convito di avere una stella come amica e confidente, per cui passavo le mie serate affacciato al balcone a chiacchierare con quei puntini luminosi e affascinanti che erano lì solo per ascoltarmi.
Il metodo era abbastanza facile: la loro luminosità ad intermittenza era una sorta di codice morse, per cui capivo le risposte date in base all'intermittenza. Mi confidavo con una stella in particolare che era posizionata in mezzo ai due palazzi di fronte al mio e con lei passavo dei bei momenti di pulizia di coscienza. Ero completamente affascinato dalle stelle per questo attendevo con trepidazione l'oroscopo sulla Rai con quella specie di santone che spiegava segno per segno tutto ciò che accadeva ai segni zodiacali, inoltre avrei voluto fare l'astronauta e poter perdere lo sguardo nello spazio infinito e magari incontrare la più da vicino la mia stella preferita.
La mia convinzione era talmente fervida che ne parlavo anche al mio migliore amico dell'epoca (R.I.P.) e lui, per finita o davvero, ci aveva creduto almeno quanto me.
Certo che era molto più bello credere nelle stelle che non in una figura asfissiante come l'angelo custode ed è per questo che sono andato avanti a conversare con gli astri per un po', alla fine ho perso la voglia di stare fuori al balcone a parlare da solo come un pistola, ma il fascino che subisco dai corpi celesti è rimasto immutato.
Stella, stellina
la notte si avvicina
ed io sto sul balcone,
come un provolone.
giovedì 22 febbraio 2018
I TWENTY EURO FOR LOVE RITORNANO ON STAGE
Domenica 11 marzo i T.E.F.L. saranno di scena al T28 per un pomeriggio all'insegna del rock'n roll, insieme a tanti amici che condividono con noi il palco e non di meno, al centro di via dei Transiti 28 Milano dove orami siamo di casa.
La giornata si prospetta davvero divertente perché oltre alla voglia di suonare, c'è quel fillerouge che lega il genere delle band che si esibiranno e come dicevo, sono tutti gruppi con i quali abbiamo condiviso diversi palchi: Los Cabrones Profanos, The Boogie Spiders e Nuclears saranno insieme a noi per far smuovere i palazzi intorno e svegliare gli animi dei cittadini assopiti dal lungo inverno.
Insomma i Twenty Euro For Love vi aspettano.
iihttps://www.facebook.com/Twentyeuroforlove/photos/gm.153858205328018/2006029579672770/?type=3&theaterò
La giornata si prospetta davvero divertente perché oltre alla voglia di suonare, c'è quel fillerouge che lega il genere delle band che si esibiranno e come dicevo, sono tutti gruppi con i quali abbiamo condiviso diversi palchi: Los Cabrones Profanos, The Boogie Spiders e Nuclears saranno insieme a noi per far smuovere i palazzi intorno e svegliare gli animi dei cittadini assopiti dal lungo inverno.
Insomma i Twenty Euro For Love vi aspettano.
iihttps://www.facebook.com/Twentyeuroforlove/photos/gm.153858205328018/2006029579672770/?type=3&theaterò
martedì 20 febbraio 2018
NON SONO UN MITO, MA NEMMENO UN MITOMANE
Se la vita è un susseguirsi di coincidenze, posso dire averne vissute, viste o anche solo sfiorate alcune davvero interessanti; oddio, nulla di così eclatante, solo coincidenze appunto, però le ho vissute.
C'è una mia collega che mi reputa bonariamente un mitomane, solo perché quando mi racconta qualcosa, come per magia ho spesso un aneddoto che centra in qualche maniera con ciò che mi dice in quel momento. È assurdo, eppure è così.
Penso che nel mio passato ci siano stati avvenimenti che possano suscitare un qualche interesse, perché ho sempre girato tanto la sera fin da molto giovane per cui di cose ne ho fatte e di gente ne ho conosciuta parecchia, perciò qualche volta mi viene da raccontate piccoli avvenimenti di vita vissuta che sono autentici in tutto e per tutto.
Non è che ora la mia vita sia meno interessante, però la tela di situazioni che danno modo di invischiarsi in qualcosa al di là dell'ordinario, si è ridotta drasticamente ed il motivo è presto detto: meno vita sociale. Sia chiaro che non ne sento l'esigenza, ma è solo un dato di fatto il che significa che meno gente nuova si incontra, meno situazioni nuove si vivono.
Nel mio piccolo ho fatto cose che mi hanno soddisfatto alla grande, ho suonato tanto in giro e in posti anche di un certo rilievo, ho conosciuto gente famosa ma solo perché mi ci sono trovato a condividere una serata o perché si frequentava lo stesso locale alla moda in quel periodo, insomma, ho sfiorato per un soffio dall'essere un vip, mica è colpa mia!
Non mi vengono in mente cose particolari, anche perché ripeto, non è nulla di esaltante ma la stranezza di questo argomento è che ho spesso dei ricordi pronti e calzanti che si sposano esattamente con quello di cui si parla e guarda caso, emergono sempre con questa mia collega. Mi fa davvero sorridere.
In effetti nel bagaglio di ricordi e di persone conosciute in questi 36 anni dovrò metterci anche lei, fra poco lascerà il lavoro e quindi le strade si separeranno. Così è la vita. Di incontri sul nostro cammino se ne fanno tantissimi, però tu, cara collega potrai dire di aver conosciuto un mitomane che era davvero un mito! 😏
L'autocelebrazione non è mai stata il mio forte, ho solo sfruttato un gioco di parole, perciò servirebbero degli applausi 👏
Comunque tutto questo per dire che mi spiace sapere che un'altra collega se ne va, certo, siamo tutti contenti per lei, però dopo quasi un decennio in cui si convive nello stesso spazio e si pratica lo stesso lavoro alla fine si può credere di essere diventati perfino amici.
Chissà cosa ci prospetta davanti il futuro, speriamo sempre il meglio, nel frattempo; ciao a presto.
C'è una mia collega che mi reputa bonariamente un mitomane, solo perché quando mi racconta qualcosa, come per magia ho spesso un aneddoto che centra in qualche maniera con ciò che mi dice in quel momento. È assurdo, eppure è così.
Penso che nel mio passato ci siano stati avvenimenti che possano suscitare un qualche interesse, perché ho sempre girato tanto la sera fin da molto giovane per cui di cose ne ho fatte e di gente ne ho conosciuta parecchia, perciò qualche volta mi viene da raccontate piccoli avvenimenti di vita vissuta che sono autentici in tutto e per tutto.
Non è che ora la mia vita sia meno interessante, però la tela di situazioni che danno modo di invischiarsi in qualcosa al di là dell'ordinario, si è ridotta drasticamente ed il motivo è presto detto: meno vita sociale. Sia chiaro che non ne sento l'esigenza, ma è solo un dato di fatto il che significa che meno gente nuova si incontra, meno situazioni nuove si vivono.
Nel mio piccolo ho fatto cose che mi hanno soddisfatto alla grande, ho suonato tanto in giro e in posti anche di un certo rilievo, ho conosciuto gente famosa ma solo perché mi ci sono trovato a condividere una serata o perché si frequentava lo stesso locale alla moda in quel periodo, insomma, ho sfiorato per un soffio dall'essere un vip, mica è colpa mia!
Non mi vengono in mente cose particolari, anche perché ripeto, non è nulla di esaltante ma la stranezza di questo argomento è che ho spesso dei ricordi pronti e calzanti che si sposano esattamente con quello di cui si parla e guarda caso, emergono sempre con questa mia collega. Mi fa davvero sorridere.
In effetti nel bagaglio di ricordi e di persone conosciute in questi 36 anni dovrò metterci anche lei, fra poco lascerà il lavoro e quindi le strade si separeranno. Così è la vita. Di incontri sul nostro cammino se ne fanno tantissimi, però tu, cara collega potrai dire di aver conosciuto un mitomane che era davvero un mito! 😏
L'autocelebrazione non è mai stata il mio forte, ho solo sfruttato un gioco di parole, perciò servirebbero degli applausi 👏
Comunque tutto questo per dire che mi spiace sapere che un'altra collega se ne va, certo, siamo tutti contenti per lei, però dopo quasi un decennio in cui si convive nello stesso spazio e si pratica lo stesso lavoro alla fine si può credere di essere diventati perfino amici.
Chissà cosa ci prospetta davanti il futuro, speriamo sempre il meglio, nel frattempo; ciao a presto.
sabato 10 febbraio 2018
NELLE GRINFIE DEGLI ALTRI
Ho sentito spesso ripetere e a mia volta l'ho detto in parecchie occasioni, che quando i bambini sono piccoli i problemi sono piccoli, ma quando cominciano a crescere a loro volta anche i problemi crescono di pari passo.
Nel corso di questa settimana ci sono stati alcuni episodi che mi hanno particolarmente turbato e non solo perché io mi faccio turbare da tutto ciò che riguarda i miei figli, ma perché mi sono reso conto che anche loro stanno cominciando a far parte integrante della comunità sociale con tutti i pro, ma soprattutto con troppi contro.
Accennerò soltanto l'argomento riguardante la mia figlia maggiore, senza però scendere nei particolari dell'accaduto, posso solo dire che si tratta di cyber bullismo.
È un argomento molto sentito in questi anni, specie da quando si ha a che fare con i mezzi di comunicazione di massa elargito anche ad un'utenza di persone in miniatura e di conseguenza, bisogna correre ai ripari prima di arrivare a l'inevitabile.
Detto francamente forse siamo stati io e mia moglie a subire maggiormente le conseguenze di questo avvenimento perché non ci aspettavamo che sarebbe arrivato così presto e per di più a nostra figlia, non per chissà quale motivo, ma solo perché ogni tanto pecchiamo di ingenuità e pensiamo che le cose possano capitare solo agli altri. Fatto sta, che questa volta è arrivata proprio in casa nostra e ci ha devastato. Per fortuna siamo circondati anche da persone ragionevoli per cui la soluzione sembra sia arrivata senza troppi impedimenti e forse, anche senza troppe conseguenze da parte delle autrici di questo bullismo targato 2.0. (almeno per ora)
La mia riflessione non è tanto su ciò che è accaduto, piuttosto sulle modalità e le conseguenze di tale atteggiamenti tra bambini in un'era così depressa come quella attuale. La società, le persone e i bambini sono sempre stati abbastanza maligni, eppure tempo addietro le cose erano diverse seppur fossero mosse dalle stesse motivazioni. Oggigiorno con i device a portata di mano di chiunque, non si ha più nemmeno la parvenza di essere a riparo tra le mura domestiche poiché le angherie arrivano anche dentro casa, trasformando un brutto rapporto tra persone in una vera e propria persecuzione, in uno stillicidio, in una tortura senza fine; è per questo che molto spesso l'epilogo di chi è vittima di bullismo arriva ad essere sempre tragico.
Il controllo sui figli non lo si ha mai per davvero, cioè, una volta che si danno in pasto al mondo devono cercare di farsi strada tra i lupi e le bestie con gli aiuti e gli insegnamenti che vengono dati dai genitori, però quando viene toccata la sfera personale del bambino da agenti esterni come i compagni della scuola, dove i genitori non hanno accesso quotidiano, ecco in questa fase tutte le difese vengono meno e sia i figli, che i genitori stessi, si sentono vulnerabili di fronte a chi non sa cos'è il rispetto delle altre persone.
Io, dopo aver saputo quanta cattiveria si può sviluppare in così poco tempo e per motivazioni del tutto futili da una categoria di persone definite per antonomasia "innocenti", mi sono arrabbiato come non mai. Ho realizzato che i miei figli fanno parte degli "Altri" e per questo sono possibili vittime, come tutti del resto. Facenti parte di una comunità da poco tempo, non hanno gli strumenti per difendersi davanti alle ingiustizie e per questo diventano delle facili prede di chi forse, è più scaltro o solo più cattivo.
Mi sono fatto mille film in testa e sono arrivato a pensare anche cose drammatiche, proprio perché sono stato colto impreparato e posso dirlo tranquillamente, non sono invincibile come vorrei.
Essere un genitore vuol dire rendersi conto delle proprie debolezze e dei propri limiti, il che vuol dire che siamo tutti sulla stessa barca traballante, ogni tanto qualcuno a volte resta sopra con non poca difficoltà altri cadono, ma tutti abbiamo lo stesso obbiettivo rimanere il più lungo a galla.
Nel corso di questa settimana ci sono stati alcuni episodi che mi hanno particolarmente turbato e non solo perché io mi faccio turbare da tutto ciò che riguarda i miei figli, ma perché mi sono reso conto che anche loro stanno cominciando a far parte integrante della comunità sociale con tutti i pro, ma soprattutto con troppi contro.
Accennerò soltanto l'argomento riguardante la mia figlia maggiore, senza però scendere nei particolari dell'accaduto, posso solo dire che si tratta di cyber bullismo.
È un argomento molto sentito in questi anni, specie da quando si ha a che fare con i mezzi di comunicazione di massa elargito anche ad un'utenza di persone in miniatura e di conseguenza, bisogna correre ai ripari prima di arrivare a l'inevitabile.
Detto francamente forse siamo stati io e mia moglie a subire maggiormente le conseguenze di questo avvenimento perché non ci aspettavamo che sarebbe arrivato così presto e per di più a nostra figlia, non per chissà quale motivo, ma solo perché ogni tanto pecchiamo di ingenuità e pensiamo che le cose possano capitare solo agli altri. Fatto sta, che questa volta è arrivata proprio in casa nostra e ci ha devastato. Per fortuna siamo circondati anche da persone ragionevoli per cui la soluzione sembra sia arrivata senza troppi impedimenti e forse, anche senza troppe conseguenze da parte delle autrici di questo bullismo targato 2.0. (almeno per ora)
La mia riflessione non è tanto su ciò che è accaduto, piuttosto sulle modalità e le conseguenze di tale atteggiamenti tra bambini in un'era così depressa come quella attuale. La società, le persone e i bambini sono sempre stati abbastanza maligni, eppure tempo addietro le cose erano diverse seppur fossero mosse dalle stesse motivazioni. Oggigiorno con i device a portata di mano di chiunque, non si ha più nemmeno la parvenza di essere a riparo tra le mura domestiche poiché le angherie arrivano anche dentro casa, trasformando un brutto rapporto tra persone in una vera e propria persecuzione, in uno stillicidio, in una tortura senza fine; è per questo che molto spesso l'epilogo di chi è vittima di bullismo arriva ad essere sempre tragico.
Il controllo sui figli non lo si ha mai per davvero, cioè, una volta che si danno in pasto al mondo devono cercare di farsi strada tra i lupi e le bestie con gli aiuti e gli insegnamenti che vengono dati dai genitori, però quando viene toccata la sfera personale del bambino da agenti esterni come i compagni della scuola, dove i genitori non hanno accesso quotidiano, ecco in questa fase tutte le difese vengono meno e sia i figli, che i genitori stessi, si sentono vulnerabili di fronte a chi non sa cos'è il rispetto delle altre persone.
Io, dopo aver saputo quanta cattiveria si può sviluppare in così poco tempo e per motivazioni del tutto futili da una categoria di persone definite per antonomasia "innocenti", mi sono arrabbiato come non mai. Ho realizzato che i miei figli fanno parte degli "Altri" e per questo sono possibili vittime, come tutti del resto. Facenti parte di una comunità da poco tempo, non hanno gli strumenti per difendersi davanti alle ingiustizie e per questo diventano delle facili prede di chi forse, è più scaltro o solo più cattivo.
Mi sono fatto mille film in testa e sono arrivato a pensare anche cose drammatiche, proprio perché sono stato colto impreparato e posso dirlo tranquillamente, non sono invincibile come vorrei.
Essere un genitore vuol dire rendersi conto delle proprie debolezze e dei propri limiti, il che vuol dire che siamo tutti sulla stessa barca traballante, ogni tanto qualcuno a volte resta sopra con non poca difficoltà altri cadono, ma tutti abbiamo lo stesso obbiettivo rimanere il più lungo a galla.
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