domenica 27 maggio 2018

TWENTY EURO FOR LOVE: UN'ONDA IN CONTINUA CRESCITA 31/05/2018 Cascina Martesana

Il tour estivo dei Twenty Euro For Love non conosce pause, altre novità e date si aggiungono ogni giorno a quello che potrebbe essere considerata una vera rivoluzione (almeno per noi) sonora.
Si è aggiunta una data il 23/06/18 all'Honky Tonky di Seregno come gruppo di di spalla ai nientepopodimenoche, Daikaiju che se per molti questo nome non dice nulla, posso assicurare che questa band americana porta il buon nome del surf (rivisitato) in giro per il mondo; come dire che loro fanno la setta cosa nostra, ma meglio e ovunque su questo bizzarro pianeta. Per noi dire che è un onore è dire poco e che l'ansia per questa prossima data si sente ogni giorno di più, però prima di arrivare al giorno fatidico abbiamo altri tre concerti prima, cosa utile per arrivare pronti di fronte agli americani e poter dimostrare che anche qui in Italia sappiamo fare surf.
Quindi a tutti un piccolo promemoria:
31/05/2018 Twenty Euro For Love in Cascina Martesana via Bertelli 44 Milano.
Vi aspettiamo


sabato 19 maggio 2018

TWENTY EURO FOR LOVE: UN COLPO BEN ASSESTATO ANCHE IN BRIANZA

Il concerto ieri è andato bene, ci siamo divertiti e finalmente ho suonato con la mia batteria, denominata TAMARRA per l'occasione, che a dispetto del nome poco aggraziato ha tirato fuori un suono potente ma allo stesso tempo elegante. Brava baby.
Abbiamo visto un posto nuovo e ci siamo esibiti al meglio delle nostre capacità; come sempre. Ecco forse, se devo proprio trovare un neo, l'accoglienza è stato poco calorosa ed il pubblico non è stato molto partecipativo, però c'è chi si è divertito nonostante non avesse dietro un nutrito gruppo che sostenesse la goliardia che la musica è in grado di provocare, ed ha comunque approfittato della nostra buona musica per divertirsi; in fondo è questo lo scopo di ogni musicista: far divertire il pubblico.
Il BarYcentro è un posto, ci spiegavano, a metà tra un bar ed un centro di aggregazione giovanile che sta in piedi da 17 anni e per tutto questo tempo ha fatto suonare un sacco di gruppi di tutti i generi, il che fa piacere sapere di trovare gestori che sanno cosa significa avere a che fare con le band. Non posso dire lo stesso del pubblico, però pazienza, a noi serve anche questo perché come sostengo ogni volta che facciamo un concerto: tutto fa scuola.
Ci hanno "promesso" che ci richiameranno quando la stagione calda sarà passata così che le persone saranno dentro il locale più volentieri e non ci saranno porte parte che possano disturbare il vicinato. Bene, ci speriamo. Nel frattempo ci stiamo preparando per i prossimi live che saranno numerosi.
Saty Rock and Play Surf
Twenty Euro For Love.



venerdì 18 maggio 2018

TUTTO PRONTO PER L'ARRIVO DEI TWENTY EURO FOR LOVE A COSTA MASNAGA?

L'inarrestabile tour dei Twenty Euro For Love questa sera arriva al BarYCentro di Costa Masnaga (Lecco) per una nuova ed imperdibile esibizione del fantastico trio surf.
La location si sposa bene con il nostro genere perché la cultura del surf è da anni presente sulle zone del lago, per cui quale ulteriore motivazione migliore serve per venire questa sera? Nessuna.
Se amate il surf, se amate la musica e se amate divertirvi, allora amerete anche noi.
Vi aspettiamo.



domenica 13 maggio 2018

L'AVVENTURA D'OLTRALPE

Se alla domanda:
"Dimmi, piccolo mio. Cosa vorresti fare per i tuoi 9 anni"?
E la risposta fosse:
"Vorrei andare a Parigi."
Si dovrebbe accontentare tale richiesta?
Certo!
Così è stato.
Ieri siamo tornati dalla capitale francese dopo quattro giorni trascorsi in viaggio per ammirare una città unica tanto quanto la mia batteria.
Ma che centra?
Centra, sempre la mia batteria.

Il desiderio di mio figlio per i suoi 9 anni era quello di vedere la Tour Eiffel, anche se non so bene come possa essergli venuto in mente dato che non parliamo tutti i giorni della Francia, né tanto meno di Parigi ma ha voluto comunque vederla da vicino.
Il suo desiderio è stato esaudito e con l'occasione tutta la famiglia ha sperimentato cosa significa fare un viaggio così lungo, in una città tanto grande e tanto rinomata con pochi giorni a disposizione.
Non siamo andati né con l'aereo e neppure con il TGV, bensì con il nostro fidatissimo Scudone, l'auto perfetta per una famigliona come la nostra. Quello che forse non avevamo ben calcolato, sono state le ore per arrivarci, sì perché oltre alle 8 ore canoniche ne abbiamo aggiunte altre 17, il che significa 25 ore in totale per arrivare a Parigi.
In effetti il viaggio di andata è stato davvero impegnativo; per prima cosa: sotto casa ci siamo trovati il corteo di chissà quale manifestazione che ci ha rallentato per un'ora sulla tabella di marcia, il che mi ha fatto pensare: chi ben comincia è a metà dell'opera...
Varcato il confine italiano con quello svizzero, ci siamo fermati per la prima sosta a Lugano, rifocillandoci, sgranchendoci le gambe e preparandoci al mood da turista visitando la cittadina. Questa pausa è stata pensata per poter viaggiare con i nostri figli già pronti per la notte, senza poi doverci rifermare ulteriormente. Questa era la teoria, in pratica lo stato elvetico non ci ha minimamente agevolato con la connessione sul telefono e di conseguenza non ci siamo più trovati l'itinerario da seguire e per ciò, detta brevemente ci siamo persi.
Andando in giro senza sapere dove fosse la città che ci avrebbe permesso di arrivare tranquillamente in Francia, siamo andati a logica geografica, ma non sempre questa può aiutare a trovare la strada più corta. Il vagare per la Svizzera ha richiesto una pausa di qualche ora per farmi riposare e per attendere che una qualsiasi stazione di benzina aprisse e ci fornisse un wifi dove poter controllare l'itinerario. Purtroppo questa pausa non è stata utile al riposo, sarà che la RedBull bevuta prima di partire abbia fatto per una volta il suo dovere? Per cui occhi aperti senza segni di cedimento, e nemmeno la connessione è poi arrivata, perché il wifi era impossibile ottenerlo dagli hotspot del stazione, l'unica soluzione a tal problema è stato chiedere alla polizia che nel momento in cui ho chiesto la strada per arrivare a Parigi mi hanno squadrato dalla testa ai piedi prima di rispondermi. Va beh, l'importante è stato ottenere l'informazione fregandomene dei sospetti che posso aver suscitato.
Dopo ore di viaggio siamo entrati in Francia e con noi è tornato internet nel telefono (grazie comunità europea per questo vantaggio; prendi esempio Svizzera) così ci siamo resi conto della distanza dalla nostra meta e di come poter arrivare a Lione per fare una sosta, magari in un luogo rilassante come un parco. L'abbiamo fatta con la speranza nel cuore di riuscire a schiacciare un pisolino che però non è stato possibile fare perché era pieno di gente e di sole. Questa sosta ci ha però ridato le energie per proseguire il viaggio verso Parigi ma allungato il tragitto di altri 50 km. Andati via dal parco e rimettendoci in strada per la capitale francese ad un certo punto gli occhi mi si stavano chiudendo da soli e per evitare spiacevoli inconvenienti ho preferito fare un'altra sosta in un'area di servizio poco dopo Lione. Ho cercato un posto all'ombra, i miei bimbi sono scesi dall'auto per giocare un po' e in men che non si dica ho potuto finalmente serrare gli occhi e riposare. Purtroppo mi sono svegliato di soprassalto credendo di stare ancora guidando mentre dormivo, lo spavento è stato così grande da non riuscire più a dormire. Che paura!
C'è da dire che nemmeno mia moglie è riuscita a riposare dato che si è prodigata come una santa nei confronti dei nostri figli ogni qualvolta chiedessero delle consolazioni o delle rassicurazioni, ciò sta a significare che il viaggio è stata una grandissima prova di forza anche per lei ma come sempre, ha reagito come una tigre.
Alle 19.30 o giù di lì siamo poi giunti in albergo, finalmente! 25 ore dicevo, ora si capisce il motivo.
Fatta la registrazione alla reception, momento in cui ho potuto sfoggiare il mio francese che credevo di aver dimenticato, invece devo dire di essermela cavata bene; posate le valigie, relax di qualche minuto e siamo usciti ancora per cercare del cibo per tutta la truppa. Peccato che fosse domenica e pure tardi per i francesi, il che ha voluto dire: tutto chiuso intorno a noi. C'è toccato con tutta la nostra delusione il ristorante dell'albergo. Tralascio il menù davvero poco vegetarian friendly, ma mi soffermo su i costi spropositati dei piatti che ci hanno propinato: due insalate con quattro foglie di lattuga e tre olive, una pizza ed un panino e due acque, in totale 70 euro!! Un'oscenità.
Comunque la mattina seguente, ovvero il giorno del compleanno di mio figlio, siamo andati a vedere la celebre Torre ed è stato uno spasso. Fortunatamente abbiamo trovato una giornata stupenda con il clima giusto per visitare la città e approfittando del bel tempo e di tutto il tempo a disposizione, ci siamo incamminati nei posti più caratteristici della città, l'unico problema è che per nostra disattenzione, non ci siamo portati dietro il passeggino per i piccolini ma solo il marsupio e la fascia per portarli in groppa. Ecco, dopo tutta una giornata passata a camminare lo sclero dei piccoli era in agguato per venire fuori a tutta forza. Le ultime ore della nostra visita per la città sono state davvero difficili con capricci e piagnistei, però poverini credo fossero davvero stanchi e scombussolati dal viaggio e dalla nuova situazione.
Il giorno dopo non ci siamo fatti cogliere di nuovo impreparati ed il passeggino questa volta è stato il primo oggetto che ci siamo portati dietro, in effetti la visita di Parigi è stata più tranquilla anche se con quell'oggetto infernale camminare, salire e scendere le scale è stata come fare una scalata, soprattutto se poi si è deciso di visitare Montmarte. Il quartiere degli artisti posto sopra la collina mi ha davvero colpito per la sua bellezza ed il panorama che abbiamo goduto davanti al Sacre Coeur è stato mozzafiato. Un vero gioiellino che mi sono perso la prima volta che andai a Parigi anni fa, ma che fortunatamente ho visto questa volta.
Non posso fare la telecronaca di tutto ciò che abbiamo visto, perché sarebbe lunga quindi arrivo già al giorno del ritorno. Potendoci evitare l'epopea delle ore per tornare a Milano, la pensata geniale è stata quella di fermarci in una città intermedia spezzando così il viaggio ed è per questo che ci siamo fermati anche a Dijon. La città è carina, piccola ed accogliente parecchio diversa dall'immensa Parigi ma è stata comunque molto apprezzata da tutti noi e la ricordo con piacere. Forse sarebbe stato carino poterla vedere con calma, ma d'altronde anche Parigi meritava di essere vista con dovizia di tempo; va beh l'importante è stato esserci a discapito di tutto.
Rimettendoci in marcia per Milano l'avventura è ricominciata, si perché per evitare di pagare l'inverosimile per i caselli, ci siamo scaricate le mappe svizzere e abbiamo azzardato una strada che portasse fuori dall'autostrada francese risparmiando così 79 euro. Inutile dire che ci siamo persi per qualche chilometro, per il semplice motivo che la connessione in Svizzera si perde e le mappe scaricate erano poco più che incomprensibili. Poi ovviamente nell'esatto istante in cui la retta via era stata smarrita, il diluvio universale ha deciso di manifestarsi su di noi.
In qualche modo siamo riusciti a rientrare nella carreggiata corretta (grazie a mia moglie) e poi siamo andati spediti fino al Monte Bianco. Ecco al tunnel che attraversa questa immensa montagna l'importo per attraversarlo mi ha lasciato senza parole. L'impresa eroica non è cessata con l'arrivo sulle strade italiane, anche qui il diluvio ha sferzato tutta la sua forza per una mezz'ora buona nella quale sono arrivati chicchi di grandine e secchiate d'acqua a non finire, tanto che ho dovuto fermarmi per evitare incidenti. Superata la tempesta (che mi ha ripulito l'auto dalle super cagate sganciate dagli uccelli francesi) siamo arrivati a casa e... sorpresa! L'ascensore era bloccato, per cui bagagli, figli in braccio e su per il settimo piano.
Insomma è stata davvero un'avventura tutta la permanenza in Francia ed il viaggio infinito per muoverci da una parte all'altra dell'Europa, ma n'è valsa la pena; al di là della stanchezza, del nervosismo e della tensione c'è stata anche tanta gioia, sorpresa e meraviglia per quello che abbiamo visto e vissuto. Proprio per questo turbine di sentimenti ed emozioni che ho provato e ho visto provare ai miei figli, quando sono riuscito a sdraiarmi (per pochi minuti) sul mio letto, complice un post che ha scritto mia moglie, sono scoppiato in lacrime. Sì era davvero da un sacco di tempo che non mi capitava una cosa simile ma l'essere arrivato a casa e poter finalmente rilasciare tutte le emozioni vissute, si sono manifestate sotto forma di lacrime. Beh anche ai migliori capita.
Comunque sia: Merci beaucoup.






domenica 29 aprile 2018

TWENTY EURO FOR LOVE, BUCCINASCO: PIANTATA BANDIERINA

Ieri sera i Twenty Euro For Love si sono esibiti al Social Club come da programma e, strano ma vero, anche questa data è andata meglio del previsto. Non avevamo grandi aspettative rispetto alla nostra riuscita, né tantomeno sulla risposta del pubblico e neppure che tipo di pubblico avremmo trovato spingendoci in quel club. Prima cosa fra tutte, abbiamo incontrato una grande quantità di musicisti con dell'enorme talento e non è una cosa tanto comune venire a contatto con persone che hanno fanno parte di generi molto diversi dal nostro, eseguito tra l'altro in maniera impeccabile, disposti ad ascoltare tre personaggi sconosciuti che non fanno parte della cricca del blues o del jazz. A differenza degli altri concerti posso dire senza ombra di dubbio che l'attenzione è stato l'elemento fondamentale di tutta la serata. Credo, e non penso di sbagliarmi, che molti abbiano avuto qualche pregiudizio nei nostri confronti; probabilmente hanno ipotizzato un'esibizione piuttosto punk o qualcosa di ancora più aggressivo, ebbene, una volta che hanno sentito quel che abbiamo proposto saranno stati sorpresi. Infatti i molti complimenti ricevuti ci hanno fatto sicuramente molto piacere, ma anche hanno confermato la mia (la nostra) idea.
Ogni concerto è utile a migliorasi e ieri sera la scuola dalla quale abbiamo appreso molti insegnamenti, si può dire fosse composta da primi della classe. Non a caso erano presenti anche diversi insegnanti di musica a mostrate le loro capacità, il che se lì per lì ci siamo sentiti un po' presi sotto esame, io in primis, dopo però si mostrati tutti molto umani, disponibili ad un confronto tra musicisti senza presunzioni. Sono arrivati molti complimenti, che non gustano mai anzi, però ci sono state anche delle piccole critiche costruttive che fanno piacere anche più dei complimenti stessi poiché hanno dimostrato una vera attenzione nel seguire la nostra esibizione.
L'ambiente della jam session è un'atmosfera particolare, ognuno fa quel che ama suonare con gente che non conosce ma che condivide la stessa passione per il genere ed è disposta a suonare improvvisando, accompagnando e supportando chi si presenta sul palco con disponibilità e comprensione; una palestra di vita direi.
Ritornando a noi, ci è servito far parte anche solo per una serata di qualcosa di diverso dal solito, siamo usciti dalle nostre strutture per approdare in mondi, almeno per me, sconosciuti ed ho portato a casa un grosso pacco di soddisfazione personale.
Mi ha fatto un gran piacere vedere dei batteristi bravissimi e tra questi ne ho incontrato uno che già diversi anni prima ho avuto il piacere di conoscere, questa volta però l'ho visto all'opera ed è stato molto istruttivo.
L'unica pecca, se così vogliamo definirla, è che il mattatore della serata, nonché un chitarrista della madonna, non ha mai presentato il nostro gruppo con il nome corretto ma traducendolo parola per parola; va beh ci abbiamo pensato noi a correggerlo.
In definitiva ringrazio il sosia di David Byrne (il presentatore non anglofono) il sosia di Augusto dei Nomadi (il gestore del club) e tutti i musicisti con i quali ci siamo scambiati idee, numeri di telefoni, mail e idee per alcune collaborazioni future. Grazie della serata a presto.







sabato 28 aprile 2018

TWENTY EURO FOR LOVE STASERA A BUCCINASCO

I Twenty Euro For Love arrivano nella zona di Milano sud al Social Club di Buccinasco (via Modena 15 per la precisione). Il concerto inizierà alle 21.30 e dopo di noi, se non ho capito male, il paco sarà aperto a tutti per una jam session di musica libera. Quindi per chi stasera ha bisogno di smaltire l'abbondante aperitivo, quale modo migliore per fare quattro salti a suon di surf'n roll?
Vi aspettiamo.


NON VIVO IN UN CONDOMINIO MA IN UN MAUSOLEO

Sono cinque mesi che vivo nella casa nuova e per quanto all'inizio fossi felice del cambiamento ora sarei disposto ad andarmene di nuovo. L'appartamento non ha alcun problema, anzi, è confortevole, spazioso, luminoso; insomma, un bel posticino. Peccato che gli altri condomini siano davvero ma davvero insopportabili, prima fra tutte quella che abita sotto casa mia. L'età media di ogni personaggio della scala si aggira più o meno tra gli otto e novemila anni cadauno il che comporta uno scontro di convivenza e generazionale su ogni questione; avendo dei punti di visti così lontani l'uni dagli altri diventa impossibile andare d'accordo ed avere una pacifica convivenza.
La vecchiaccia che abita sotto di me, la sera della vigilia di Natale si è presentata davanti alla mia porta alle 21.30 dicendo di non fare rumore perché da lì a poco lei, e penso anche il marito o il dinosauro che l'accompagna, sarebbero andati a dormire. Io mi sono scusato poiché non avevo voglia di discutere in una sera di festa, eppure, posso assicurare che di confusione non ne stavano facendo affatto; ma poi qualora l'avessero fatto si parla sempre della vigilia di Natale, non so se rendo l'idea.
Oggi la strega, si è messa a parlare con i miei figli più grandi nell'androne del palazzo, intimorendoli, prendendoli alla sprovvista e ammonendoli sul baccano che causano la sera prima di andare a dormire. Loro appena sono entrati a casa l'hanno riportato a me e a mia moglie con il terrore dipinto in volto, credendo di aver fatto chissà che cosa nei giorni precedenti. Mia figlia tra l'altro si è giustificata con la megera dicendo che la sera sono i gatti a fare i matti dato che spesso corrono all'impazzata per qualche minuto. Nonostante mia figlia sia la bocca della verità, costei in tutta risposta ha detto che è una bugia. Allora:

  1. Come ti permetti di parlare con i miei figli senza noi genitori?
  2. Come ti permetti di dare della bugiarda a mia figlia?
  3. Come ti permetti di insinuare che noi facciamo baccano quando non è vero?
Oltre alla vecchia di sotto dobbiamo lottare contro tutte le cariatidi che vivono nel condominio perché a quanto pare i bambini non possono giocare nel cortile per il disturbo che procurano e nemmeno sui due fazzoletti di erba posti all'interno dello stesso perché rovinano i prati. Tutti i giorni c'è da discutere con gli zombie che si atteggiano a padroni indiscussi solo per il fatto di essere anziani e quindi meritevoli di rispetto incondizionato da parte di tutti, primi: i bambini.
Io su questo ho davvero molto da ridire perché chi pretende rispetto deve essere anche capace di darlo nella stessa misura in cui lo chiede, invece guarda caso non è così, per di più i bambini non vengono  rispettati dato che, a parer loro, non hanno la capacità di capire le dispute interne. Eppure i vecchiacci, pur non considerandoli come individui da rispettare, in maniera subdola e vigliacca, non fanno altro che rivolgersi a loro quando una situazione vacilla tra il consentito e il non.
Le persone anziane non le ho mai sopportate fin da quando ero piccolo ed il motivo è sempre lo stesso, ossia: mi hanno trattato male proprio come accade ai miei figli e a tutti i bambini del cortile, posso azzardare nel dire anche tutti quelli del mondo intero.
Ma perché devono essere sempre così scorbutici questi individui? E non faccio distinzioni tra uomini e donne, sono in egual modo incattiviti con chiunque.
Quello che costoro richiedono è la pace e la tranquillità, certo chi non la vorrebbe, però in maniera unilaterale nel senso che a questa fascia di età (estremamente vasta) è permesso tutto, quindi piantare le piantine sui prati comuni, adibire il box come un garage, sfruttando la corrente condominiale a piacimento; correre con la bici verso il portone principale e urlare indistintamente a chiunque quando qualcosa non va.
Io mi sono rotto!
Se l'anziano si sente vittima dell'età, ma perché non utilizza gli ultimi anni della vita per viaggiare e godersi la vita, invece che inveire contro i bambini quando giocano?
Hanno forse dimenticato quando i giovani erano loro e avevano i figli piccoli? O forse erano tremendamente insopportabili anche da giovani?
C'è chi sostiene che sei antipatico da vecchio è perché lo sei stato anche da giovane, io non sono d'accordo scendo me la vita ti imbruttisce soprattutto arrivati ad una certa età.
Ora devo andare a giocare con mio figlio, ma...
la lotta continua...







COME UN ANNO FA

 L'anno scorso siamo rimasti rinchiusi per mesi a causa di un virus letale, sconosciuto e altamente aggressivo, dopo un anno siamo ancor...