Ieri sera ero già pronto a menare le mani, a sguainare la katana e roteare la scure medievale che custodisco gelosamente accanto all'armatura da cavaliere di Camelot, gentilmente donata da mio zio Artù. Invece è stata una chiacchierata quasi piacevole, tra persone che solitamente saluto in maniera educata ogni giorno.
Ma come? E la rissa? Non c'è stata l'ambulanza fuori appostata e preparata al peggio. Nemmeno i poliziotti in assetto antisommossa con fucili spianati? Ma era davvero una riunione di condominio?
Quando abitavo nella vecchia casa, le riunioni condominiali erano proprio come quelle di Fantozzi, tipo di gente preparata per mesi al litigio con il vicino che non sopportano e allo scoccare del via si mordevano i polpacci. Oppure delle donne anziane in prima linea con i matterelli nelle borse, intente a fracassare la testa dell'amministratore non appena questo apriva bocca. Ho visto condomini cogliere la palla al balzo della parola presa, per sput^@#%£e pubblicamente il dirimpettaio, piuttosto che il portinaio. Ebbene ieri sera si è tutto concluso in maniera pacifica e sorprendentemente in modo rapido ed indolore. A dire il vero mi sono sentito un po' deluso, mi sarebbe piaciuto assistere ad una lotta senza esclusione di colpi come nelle Royal Ramble del Wrestling, per poi raccontare tutto a mia moglie e spettegolare fino a notte fonda. E' chiaro che mi sarei tirato indietro nelle dispute esattamente come accadeva in quelle passate, però come spettatore è uno di quegli show così divertenti che non si possono perdere.
Va beh, vivere in un stabile composto da persone civili è molto meglio, per carità; ma vuoi mettere il divertimento di vedere botte da orbi in situazioni come le riunioni?
Pazienza vorrà dire che ci saranno altre occasioni.
mercoledì 28 settembre 2016
lunedì 26 settembre 2016
IL FANTASMA CUSTODE
Il retaggio culturale sui cui si basa la società occidentale di oggi, si fonda sulla cristianità alto medievale che ha spazzato con la sua forza, tutto quello che proveniva dall'antica civiltà romana. Questo intro alla Alberto Angela in una puntata di Quark, lo scrivo perché quando si pensa alla notte, molte volte colleghiamo l'oscurità alla morte ed è un fattore tipico della religione cristiana cattolica, perché quelle nordiche associano il buio con ricorrenze festaiole decisamente più allegre ed è normale, poiché avendo loro molto più buio dei paesi mediterranei, sarebbero spacciati se collegassero la morte all'oscurità. Di conseguenza, io che provengo dal paese mediterraneo per eccellenza, stando in giro di notte, mi vengono sempre dei pensieri lugubri legati ai decessi, agli omicidi e alla morte in generale.
Mentre torno a casa o vado a lavoro con il sole che è calato da parecchie ore ormai, mi nascono pensieri assurdi e in questa concezione fatale, io interpreto sempre il ruolo della vittima, sia come colpito in prima persona dalla "falce mortale" sia che subisca l'ultimo respiro di qualche mio caro. A dire il vero non è che capiti proprio sempre, però a volte viene spontaneo pensare che in una situazione silenziosa come quella notturna, possa capitare una fatalità da lasciare sgomenti chiunque.
Mi rendo conto che andando in giro in bici non è il massimo focalizzare un pensiero così triste, ma è così che tengo alta l'attenzione durante il tragitto che mi separa da casa; avendo praticamente tutto da perdere, non mi azzardo a fare cose strane o ad aggirarmi in zone considerate pericolose per i ciclisti. Eppure l'ironia del cervello a questo punto, direziona i miei pensieri verso coloro i quali io amo con tutto me stesso, il che mi rende praticamente inerme di fronte a tali possibilità. Il mio incubo peggiore è quello di tornare a casa ed assistere a scene raccapriccianti; anche solo sapere che ci possa essere una possibilità su un miliardo che questo possa capitare, mi terrorizza.
Tempo fa ne parlai con la mia psicologa e lei mi rispose che è abbastanza normale preoccuparsi per la famiglia e considerarla in condizioni di vulnerabilità quando si è lontani. Non è un aiuto, però declassarlo a fantasia, lo rende meno forte di quello che potrebbe essere.
Una volta tornato a casa poi, tutto svanisce, faccio una doccia (possibilmente fresca) e ogni pensiero brutto scorre via insieme all'acqua e al doccia schiuma.
Ieri ho avuto uno di questi pensieri, non proprio riferiti ai miei figli o a mia moglie, ma piuttosto alla mia famiglia di origine e sono sceso a patti con il fatto che prima o poi dovrò scontrarmi con tale eventualità, anzi, piuttosto direi una certezza.
E allora io cosa dovrò fare in questo caso? Disperarmi, piangere e ripensare ad un passato orami andato via per sempre? Credo che la reazione sia esattamente questa. Però se avessimo un'altra storia, ovvero, se la nostra società accettasse diversamente la morte, è molto probabile che ognuno di noi affronterebbe il decesso come una cosa più che naturale. Quindi alla fine, è tutta colpa della religione.
Mentre torno a casa o vado a lavoro con il sole che è calato da parecchie ore ormai, mi nascono pensieri assurdi e in questa concezione fatale, io interpreto sempre il ruolo della vittima, sia come colpito in prima persona dalla "falce mortale" sia che subisca l'ultimo respiro di qualche mio caro. A dire il vero non è che capiti proprio sempre, però a volte viene spontaneo pensare che in una situazione silenziosa come quella notturna, possa capitare una fatalità da lasciare sgomenti chiunque.
Mi rendo conto che andando in giro in bici non è il massimo focalizzare un pensiero così triste, ma è così che tengo alta l'attenzione durante il tragitto che mi separa da casa; avendo praticamente tutto da perdere, non mi azzardo a fare cose strane o ad aggirarmi in zone considerate pericolose per i ciclisti. Eppure l'ironia del cervello a questo punto, direziona i miei pensieri verso coloro i quali io amo con tutto me stesso, il che mi rende praticamente inerme di fronte a tali possibilità. Il mio incubo peggiore è quello di tornare a casa ed assistere a scene raccapriccianti; anche solo sapere che ci possa essere una possibilità su un miliardo che questo possa capitare, mi terrorizza.
Tempo fa ne parlai con la mia psicologa e lei mi rispose che è abbastanza normale preoccuparsi per la famiglia e considerarla in condizioni di vulnerabilità quando si è lontani. Non è un aiuto, però declassarlo a fantasia, lo rende meno forte di quello che potrebbe essere.
Una volta tornato a casa poi, tutto svanisce, faccio una doccia (possibilmente fresca) e ogni pensiero brutto scorre via insieme all'acqua e al doccia schiuma.
Ieri ho avuto uno di questi pensieri, non proprio riferiti ai miei figli o a mia moglie, ma piuttosto alla mia famiglia di origine e sono sceso a patti con il fatto che prima o poi dovrò scontrarmi con tale eventualità, anzi, piuttosto direi una certezza.
E allora io cosa dovrò fare in questo caso? Disperarmi, piangere e ripensare ad un passato orami andato via per sempre? Credo che la reazione sia esattamente questa. Però se avessimo un'altra storia, ovvero, se la nostra società accettasse diversamente la morte, è molto probabile che ognuno di noi affronterebbe il decesso come una cosa più che naturale. Quindi alla fine, è tutta colpa della religione.
domenica 25 settembre 2016
E POI CI SONO ANCORA LE ZANZARE
La domenica è un giorno in cui si possono progettare piccole gite o pranzi con amici e parenti, se non delle uscite in città, per buttare un occhio a quei pochi eventi che vengono organizzati per le famiglie a Milano. Purtroppo oggi non è accaduto nulla di tutto questo, poiché mi hanno piazzato un bel turno 18/24 e non si è potuto progettare nulla di carino, perciò siamo rimasti a casa e non è stata un'ottima idea.
Rimanere a casa per noi significa arrivare ad una certa ora con i nervi a fior di pelle, dato che è complicato riuscire ad intrattenere tutti i bimbi e compiere anche le faccende basilari, come: cucinare, mettere in ordine, lavarsi, fare i compiti, ecc... visto che ognuno di noi ha delle esigenze diverse e specialmente il più piccolo richiede attenzioni continuative non stop, alla fine è un miracolo se non diamo di matto come i cavalli imbizzarriti. Ma il bello delle famiglie numerose è proprio questo, anzi, ci stiamo preparando per il Big Little One, ossia, nel momento in cui arriverà il quarto pargoletto, dovremo trovarci preparati a stare in casa tutti insieme, con situazioni che possono degenerare anche peggio di una domenica domestica.
In più c'è da dire che il tempo ancora regge, per cui stare a casa con il sole che splende e la temperatura gradevole, sembra davvero uno smacco alla vita en plain air. Nessun problema appena ho messo il naso in ufficio mi sono dovuto catapultare in una condizione di emergenza riguardanti un sacco di posti che gestisco come operatore, tradotto significa che mi arrivano un milione di chiamate da ogni dove. Oltretutto, come se non bastasse, la temperatura in ufficio arriva a toccare i 7000° farhenehit tanto che siamo ancora con i ventilatori accesi e puntati in faccia per sopperire alla calura, l'inconveniente è che a fine serata abbiamo le cornee rinsecchite e i condotti lacrimali prosciugati. Stavo quasi dimenticando le dinastie di zanzare che si sono sviluppate dentro le nostre stanze, ce ne sono così tante che sembra si rechino a lavoro anche loro, con tanto di turnistica pari alla nostra. Non ci giurerei ma credo che timbrino l'entrata e l'uscita insieme a me.
In poche parole, non è stata una gran domenica.
venerdì 23 settembre 2016
IL TEMPO E' UN MIO NEMICO
Da quando ho preso la coscienza della misurazione del tempo che questo mi è avverso. Mi sono reso conto della mia età effettiva nel momento in cui ho festeggiato i miei trent'anni e dall'ora sono ossessionato dalla vecchiaia. Sono diventato padre a ventisei anni, un'età decisamente giovane rispetto alla media dei ragazzi di oggi e fino a poco tempo fa, credevo che questa condizione si sarebbe prolungata all'infinito, cioè che sarei rimasto giovane per sempre. Però poi la mia prima figlia è cresciuta e con lei anche gli altri due maschietti, fra pochi mesi ne arriverà un quarto e nel frattempo quest'anno ho compito trentacinque anni. Il colpo l'ho accusato male perché per quanto dentro mi senta ancora un giovinastro, agli occhi dei miei figli sarò sempre un vecchio ed è vero, tutti gli aggiornamenti sociali arriveranno con un lasso temporale in ritardo rispetto alle nuove generazioni, che siano queste nuove canzoni di artisti a me sconosciuti, di programmi mai sentiti, per non parlare delle app del telefono che sono le prime avvisaglie di un tempo ormai andato, insomma, ogni anno diverrò sempre più vecchio e la cosa mi distrugge.
Non mancherà molto a quando mia figlia diventerà adolescente con tutto quello che comporta, i miei figli cresceranno e andranno incontro alla loro vita, alle loro esperienze, mentre io posso solo pensare a ciò che ho vissuto con malinconia, ma non perché vorrei fare di nuovo le stesse cose di una volta, ma solo perché mi daranno la conferma che sarò diventato ancora più vecchio di ora.
La soluzione è farsi ibernare ed è un rimedio fantastico per me dato che adoro il freddo. Nel momento in cui questo tipo di provvedimento sarà accessibile a tutti, si avranno un sacco di gente fuori dal tempo che vivono situazioni in un periodo non loro, come dire una cifra di vecchietti che si barcamenano in periodo che non gli appartiene. Ma non siamo già arrivati a questo?
Non mancherà molto a quando mia figlia diventerà adolescente con tutto quello che comporta, i miei figli cresceranno e andranno incontro alla loro vita, alle loro esperienze, mentre io posso solo pensare a ciò che ho vissuto con malinconia, ma non perché vorrei fare di nuovo le stesse cose di una volta, ma solo perché mi daranno la conferma che sarò diventato ancora più vecchio di ora.
La soluzione è farsi ibernare ed è un rimedio fantastico per me dato che adoro il freddo. Nel momento in cui questo tipo di provvedimento sarà accessibile a tutti, si avranno un sacco di gente fuori dal tempo che vivono situazioni in un periodo non loro, come dire una cifra di vecchietti che si barcamenano in periodo che non gli appartiene. Ma non siamo già arrivati a questo?
domenica 18 settembre 2016
I PRIMI SEGNI DELLA SENILITA'
Ho sempre dichiarato apertamente la mia poca affinità con le persone anziane, poiché le trovo molto pesanti a volte, e spesso poco intransigenti con gli estranei, ebbene, mi sono reso conto che sto diventando esattamente come loro dannazione.
Oggi è capitato che fossi in giro con mia moglie di mattina presto e appena ho messo il naso fuori casa, è uscita l'eterna lamentela che vive dentro di me nei confronti di tutto ciò che mi circonda.
I motivi per i quali perdo la pazienza e comincio a borbottare come una pentola di fagioli sono, a mio avviso leciti, pur essendo parecchi, ossia, molte cose mi indispettiscono e mi lamento proprio come gli anziani, per esempio la spazzatura lasciata sui marciapiedi o le auto parcheggiate male, sono solo due elementi che meritano il mio disappunto continuo. Quello che davvero non tollero è quindi la maleducazione e la stupidità delle persone, tradotto significa che mi arrabbio ogni due per tre. Purtroppo però la cosa sta diventando cronica, o magari il mio sfogo sta sfociando in un vizio solo per avere l'illusione di poter scaricare il mio malcontento, tant'è che mia moglie me l'ha fatto notare in maniera piuttosto esplicita e non posso far altro che prendere atto di questo mio atteggiamento e darle ragione.
Forse una volta ero più tollerante per il semplice motivo che non mi interessavano gli avvenimenti intorno a me, volevo solo a vivere in maniera spensierata e concentrami sulle cose che ritenevo importanti; ma da quando ho l'onere di eseguire tutta una serie di obblighi nei confronti della comunità, come appunto differenziare correttamente la spazzatura e non arrecare disturbo con il parcheggio della mia auto, pretendo che anche gli altri facciano altrettanto, ma a quanto pare non è così che avviene quotidianamente.
Il quesito è presto fatto, se io mi comporto dignitosamente nei confronti di chi vive nel mio quartiere, perché non ricevo lo stesso trattamento? Magari non io in prima persona, cioè, non è un affronto nei miei riguardi, però un po' è come se lo fosse dato che il menefreghismo altrui mi disturba.
Sicuramente non troverò la situazione ideale, ovvero, non credo che la gente possa cambiare solo per farmi felice, anzi, più si andrà avanti e peggio sarà, perciò, forse dovrei sbattermene di più e non pensare a come vorrei fosse la quotidianità ideale, ma rendermi conto che la gente è brutta e cattiva e scendere a patti con questa realtà.
Oppure potrei diventare il migliore amico degli anziani e unirmi alle loro (inutili) battaglie, in questo modo potrei portarmi avanti con il processo di invecchiamento delle lamentele e una volta divenuto anziano per davvero, sfoggiare il mio dito inquisitorio allenato per decenni dai migliori maestri e portare il vessillo della mia senilità con orgoglio e con mestiere. A quel punto diventerei il super sayan dei rompipalle e guai a chi le rompe a me.
Oggi è capitato che fossi in giro con mia moglie di mattina presto e appena ho messo il naso fuori casa, è uscita l'eterna lamentela che vive dentro di me nei confronti di tutto ciò che mi circonda.
I motivi per i quali perdo la pazienza e comincio a borbottare come una pentola di fagioli sono, a mio avviso leciti, pur essendo parecchi, ossia, molte cose mi indispettiscono e mi lamento proprio come gli anziani, per esempio la spazzatura lasciata sui marciapiedi o le auto parcheggiate male, sono solo due elementi che meritano il mio disappunto continuo. Quello che davvero non tollero è quindi la maleducazione e la stupidità delle persone, tradotto significa che mi arrabbio ogni due per tre. Purtroppo però la cosa sta diventando cronica, o magari il mio sfogo sta sfociando in un vizio solo per avere l'illusione di poter scaricare il mio malcontento, tant'è che mia moglie me l'ha fatto notare in maniera piuttosto esplicita e non posso far altro che prendere atto di questo mio atteggiamento e darle ragione.
Forse una volta ero più tollerante per il semplice motivo che non mi interessavano gli avvenimenti intorno a me, volevo solo a vivere in maniera spensierata e concentrami sulle cose che ritenevo importanti; ma da quando ho l'onere di eseguire tutta una serie di obblighi nei confronti della comunità, come appunto differenziare correttamente la spazzatura e non arrecare disturbo con il parcheggio della mia auto, pretendo che anche gli altri facciano altrettanto, ma a quanto pare non è così che avviene quotidianamente.
Il quesito è presto fatto, se io mi comporto dignitosamente nei confronti di chi vive nel mio quartiere, perché non ricevo lo stesso trattamento? Magari non io in prima persona, cioè, non è un affronto nei miei riguardi, però un po' è come se lo fosse dato che il menefreghismo altrui mi disturba.
Sicuramente non troverò la situazione ideale, ovvero, non credo che la gente possa cambiare solo per farmi felice, anzi, più si andrà avanti e peggio sarà, perciò, forse dovrei sbattermene di più e non pensare a come vorrei fosse la quotidianità ideale, ma rendermi conto che la gente è brutta e cattiva e scendere a patti con questa realtà.
Oppure potrei diventare il migliore amico degli anziani e unirmi alle loro (inutili) battaglie, in questo modo potrei portarmi avanti con il processo di invecchiamento delle lamentele e una volta divenuto anziano per davvero, sfoggiare il mio dito inquisitorio allenato per decenni dai migliori maestri e portare il vessillo della mia senilità con orgoglio e con mestiere. A quel punto diventerei il super sayan dei rompipalle e guai a chi le rompe a me.
sabato 17 settembre 2016
ODIO I GIARDINETTI
Il posto ricreativo che metterei al bando, se solo ne avessi la possibilità, è il giardinetto per bambini, non tanto per il luogo fisico in sé che per i pargoli è sacrosanto, ma sono i bambini che vi giocano a non tollerare quando li frequentano. Mi spiego:
essendo io un papà di quasi quattro figli, dovrei adorare i bambini ed è così ovviamente, darei la vita per i miei bimbi e pure qualcosa di più grande se esistesse, ma non sopporto i figli delle altre persone, come tutti d'altronde.
Quando porto a giocare i miei figli al parchetto sotto casa, volente o nolente, mi trovo ad avere a che fare con altre decine di bambinetti insopportabili, così maleducati che li spedirei sulla luna lanciandoli per le orecchie, ma dato che non si può, devo mandare giù decine di bocconi amari e fare finta di niente.
I peggiori tra questi sono quelli che vengono cresciuti dai nonni poiché non gli sanno impartite un minimo di educazione, vuoi perché sono anziani e non ne hanno voglia, vuoi perché i nipotini sono delle entità superiori a chiunque, viene permesso loro tutto ciò che non si dovrebbe fare.
Al secondo posto metterei i figli unici, costoro non sanno relazionarsi con nessuno da tanto è gigante il loro ego, neppure con i genitori stessi che gli permettono di farsi trattare a pesci in faccia.
Poi ci sono quelli che giocano emulando i cartoni violenti alla TV, ebbene, chissà per quale motivo ad un certo punto spunta sempre un bastone grosso quanto loro che usano come scaccia mosche, va da sé che tira di qua e gira di là, alla fine finisce sempre in testa a qualcuno che non partecipa al gioco.
Non posso omettere da questo elenco i ragazzetti che giocano a calcio come se fossero ai mondiali. Il pallone in Italia è considerato un secondo cuore, perciò chi gioca a palla si sente in diritto di disturbare chiunque graviti intorno al campo da gioco, quindi se il pallone colpisce un pargolino, fatti suoi, la prossima volta si allena come un ninja per schivare le pallonate; ovvio.
E le bambine vestite come delle bomboniere, non ve vogliamo mettere? Ma certo!
La tipologia di questi personaggi è a dir poco aberrante. Giocano con i trucchi, si atteggiano a piccole donnine e chissà perché il gioco è fatto solo di cattiverie nei confronti dei più piccoli o di quelle non vestite come le principesse. Si impara già da piccoline a diventare delle donne acide e dato che in giro è pieno di questi personaggi, immagino come sarà in futuro.
Il parco vicino a casa è tanto grande da ospitare tutti questi bei elementi ed io quando mi ci reco abitualmente in questo luogo ameno, avverto un principio di istinto omicida da dover soffocare a tutti i costi, pena un genocidio collettivo.
Ora non voglio fare quello che innalza lo spirito dei propri figli ad uno stato santificato, ma i miei bambini quando sono al parco non litigano mai con nessuno, non sono prepotenti e rispettano le regole, anzi a dire il vero, piuttosto che sollecitare qualcuno a scendere dall'altalena, dopo aver aspettato mezz'ora, rimangono lì fermi come statue finché non arriva il proprio turno e qualora si facessero fregare il posto da qualche furetto, non protestano mai, si rimettono in coda come prima. Forse i miei figli sono poco svegli, ma preferisco così che non vederli azzuffati per delle scemenze, anche se vorrei che ogni tanto si facessero rispettare di più dai prepotenti.
A volte mi piacerebbe tornare bambino solo per dare una lezione ai maleducati, esattamente come facevo da piccolo, ma dato che sono un adulto devo lasciare che i miei bambini in queste faccende se la sbrighino da soli.
Comunque lasciatemelo dire in questo caso "l'erba del vicino non è sempre più verde", anzi, bisognerebbe vangare di nuovo e riseminare daccapo, magari c'è speranza che le cose migliorino, forse però, sarebbe il caso di cambiare anche il "contadino che semina quest'erba matta".
essendo io un papà di quasi quattro figli, dovrei adorare i bambini ed è così ovviamente, darei la vita per i miei bimbi e pure qualcosa di più grande se esistesse, ma non sopporto i figli delle altre persone, come tutti d'altronde.
Quando porto a giocare i miei figli al parchetto sotto casa, volente o nolente, mi trovo ad avere a che fare con altre decine di bambinetti insopportabili, così maleducati che li spedirei sulla luna lanciandoli per le orecchie, ma dato che non si può, devo mandare giù decine di bocconi amari e fare finta di niente.
I peggiori tra questi sono quelli che vengono cresciuti dai nonni poiché non gli sanno impartite un minimo di educazione, vuoi perché sono anziani e non ne hanno voglia, vuoi perché i nipotini sono delle entità superiori a chiunque, viene permesso loro tutto ciò che non si dovrebbe fare.
Al secondo posto metterei i figli unici, costoro non sanno relazionarsi con nessuno da tanto è gigante il loro ego, neppure con i genitori stessi che gli permettono di farsi trattare a pesci in faccia.
Poi ci sono quelli che giocano emulando i cartoni violenti alla TV, ebbene, chissà per quale motivo ad un certo punto spunta sempre un bastone grosso quanto loro che usano come scaccia mosche, va da sé che tira di qua e gira di là, alla fine finisce sempre in testa a qualcuno che non partecipa al gioco.
Non posso omettere da questo elenco i ragazzetti che giocano a calcio come se fossero ai mondiali. Il pallone in Italia è considerato un secondo cuore, perciò chi gioca a palla si sente in diritto di disturbare chiunque graviti intorno al campo da gioco, quindi se il pallone colpisce un pargolino, fatti suoi, la prossima volta si allena come un ninja per schivare le pallonate; ovvio.
E le bambine vestite come delle bomboniere, non ve vogliamo mettere? Ma certo!
La tipologia di questi personaggi è a dir poco aberrante. Giocano con i trucchi, si atteggiano a piccole donnine e chissà perché il gioco è fatto solo di cattiverie nei confronti dei più piccoli o di quelle non vestite come le principesse. Si impara già da piccoline a diventare delle donne acide e dato che in giro è pieno di questi personaggi, immagino come sarà in futuro.
Il parco vicino a casa è tanto grande da ospitare tutti questi bei elementi ed io quando mi ci reco abitualmente in questo luogo ameno, avverto un principio di istinto omicida da dover soffocare a tutti i costi, pena un genocidio collettivo.
Ora non voglio fare quello che innalza lo spirito dei propri figli ad uno stato santificato, ma i miei bambini quando sono al parco non litigano mai con nessuno, non sono prepotenti e rispettano le regole, anzi a dire il vero, piuttosto che sollecitare qualcuno a scendere dall'altalena, dopo aver aspettato mezz'ora, rimangono lì fermi come statue finché non arriva il proprio turno e qualora si facessero fregare il posto da qualche furetto, non protestano mai, si rimettono in coda come prima. Forse i miei figli sono poco svegli, ma preferisco così che non vederli azzuffati per delle scemenze, anche se vorrei che ogni tanto si facessero rispettare di più dai prepotenti.
A volte mi piacerebbe tornare bambino solo per dare una lezione ai maleducati, esattamente come facevo da piccolo, ma dato che sono un adulto devo lasciare che i miei bambini in queste faccende se la sbrighino da soli.
Comunque lasciatemelo dire in questo caso "l'erba del vicino non è sempre più verde", anzi, bisognerebbe vangare di nuovo e riseminare daccapo, magari c'è speranza che le cose migliorino, forse però, sarebbe il caso di cambiare anche il "contadino che semina quest'erba matta".
venerdì 16 settembre 2016
COSCIA O PETTO ?
Quando ci sono uomini che parlano tra loro, i discorsi vertono solitamente su quattro macro categorie:
Questo non è assolutamente un discorso sessista, anzi, voglio far luce su ciò che gli uomini pensano e dicono quando il tema trattato è caro e piacevole.
Si potrebbe pensare, a primo acchito, che il discorso sia pieno di volgarità, è vero non lo nego, però è anche sorprendentemente colmo di risvolti psicologici i quali esprimono un certo tipo di personalità su chi dichiara apertamente i propri gusti. C'è sempre una massiccia dose di machismo, per non dire di maschilismo in ogni parola pronunciata, ma è vero anche che se gli interlocutori non sono degli animali da fattoria, il discorso diventa addirittura interessante.
Ho scoperto molte cose sui feticismi dei miei colleghi e anche sui miei, sono davvero tanti e variegati e molti di questi hanno dell'incredibile. Ho stilato una sorta di tracciato su chi ama e soprattutto cosa amano delle donne, in termini di parti del corpo. I più giovani sono ossessionati dal seno grosso, forse è un retaggio dettato dal complesso edipico, fatto sta che per i ventenni il seno è un capo saldo e indice di bellezza di una donna. Chi ha un minimo di esperienza, non solo sessuale, ma della vita in generale, preferisce il fondoschiena. Poi i piedi vanno per la maggiore per coloro i quali hanno superato la trentina, mentre il resto delle persone più mature, hanno altri mille feticci, come le orecchie, il collo, i capelli, le ascelle (io sono tra questi) i polpacci, le mani, i denti, l'arcata sopraccigliare e addirittura la conformazione della lingua. Questo significa che maggiore è la coscienza della donna come individuo, più si apprezzano altre parti del corpo che non siano sempre le solite. Potrebbe sembrare paradossale quest'ultima frase, nel senso, se apprezzi una donna è al di là del fisico ed è vero, però tra uomini si omette questo importante fattore, non tanto per cattiveria, ma solo perché ai maschi piace parlare e pensare in maniera semplice quando sono in gruppo.
L'estetica è un argomento sempre molto attuale e dinamico in quanto, cambia nel corso degli anni. Una volta si voleva la donna mediterranea, quindi tornita e possibilmente maggiorata, poi è venuta la volta della bellezza androgina, ovvero, magra e filiforme, come non annoverare tra i canoni di donne anche quelle rifatte, c'è stato fino a pochi anni fa il boom delle donne completamente stravolte dalla chirurgia, tanto che per un decennio la popolazione femminile si è trasformata in alieni antropomorfi. Ora credo che viga la legge acqua e sapone, ovvero, più naturali possibili ed è forse la più corretta tra i tanti canoni di bellezza,
Comunque sia, l'elemento che più apprezzo in una donna è il cervello, senza di quello, non c'è bellezza che tenga. Non lo dico per accalappiarmi un applauso facile, lo penso per davvero, tant'è che a mia moglie ho sempre detto che la cosa che più mia ha colpito di lei è il suo modo di pensare e di vedere le cose. Per fortuna però ha anche tutto ciò che cerco in una donna, ossia, un corpo da favola.
Sono fortunato? No, direi più un miracolato.
- Sport.
- Donne.
- Politica.
- Musica.
Questo non è assolutamente un discorso sessista, anzi, voglio far luce su ciò che gli uomini pensano e dicono quando il tema trattato è caro e piacevole.
Si potrebbe pensare, a primo acchito, che il discorso sia pieno di volgarità, è vero non lo nego, però è anche sorprendentemente colmo di risvolti psicologici i quali esprimono un certo tipo di personalità su chi dichiara apertamente i propri gusti. C'è sempre una massiccia dose di machismo, per non dire di maschilismo in ogni parola pronunciata, ma è vero anche che se gli interlocutori non sono degli animali da fattoria, il discorso diventa addirittura interessante.
Ho scoperto molte cose sui feticismi dei miei colleghi e anche sui miei, sono davvero tanti e variegati e molti di questi hanno dell'incredibile. Ho stilato una sorta di tracciato su chi ama e soprattutto cosa amano delle donne, in termini di parti del corpo. I più giovani sono ossessionati dal seno grosso, forse è un retaggio dettato dal complesso edipico, fatto sta che per i ventenni il seno è un capo saldo e indice di bellezza di una donna. Chi ha un minimo di esperienza, non solo sessuale, ma della vita in generale, preferisce il fondoschiena. Poi i piedi vanno per la maggiore per coloro i quali hanno superato la trentina, mentre il resto delle persone più mature, hanno altri mille feticci, come le orecchie, il collo, i capelli, le ascelle (io sono tra questi) i polpacci, le mani, i denti, l'arcata sopraccigliare e addirittura la conformazione della lingua. Questo significa che maggiore è la coscienza della donna come individuo, più si apprezzano altre parti del corpo che non siano sempre le solite. Potrebbe sembrare paradossale quest'ultima frase, nel senso, se apprezzi una donna è al di là del fisico ed è vero, però tra uomini si omette questo importante fattore, non tanto per cattiveria, ma solo perché ai maschi piace parlare e pensare in maniera semplice quando sono in gruppo.
L'estetica è un argomento sempre molto attuale e dinamico in quanto, cambia nel corso degli anni. Una volta si voleva la donna mediterranea, quindi tornita e possibilmente maggiorata, poi è venuta la volta della bellezza androgina, ovvero, magra e filiforme, come non annoverare tra i canoni di donne anche quelle rifatte, c'è stato fino a pochi anni fa il boom delle donne completamente stravolte dalla chirurgia, tanto che per un decennio la popolazione femminile si è trasformata in alieni antropomorfi. Ora credo che viga la legge acqua e sapone, ovvero, più naturali possibili ed è forse la più corretta tra i tanti canoni di bellezza,
Comunque sia, l'elemento che più apprezzo in una donna è il cervello, senza di quello, non c'è bellezza che tenga. Non lo dico per accalappiarmi un applauso facile, lo penso per davvero, tant'è che a mia moglie ho sempre detto che la cosa che più mia ha colpito di lei è il suo modo di pensare e di vedere le cose. Per fortuna però ha anche tutto ciò che cerco in una donna, ossia, un corpo da favola.
Sono fortunato? No, direi più un miracolato.
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