venerdì 27 gennaio 2017

E' ARRIVATO IL SITO WASHOKU

Finalmente è disponibile il sito del Washoku Culture, ossia, il mio secondo lavoro. Abbiamo sudato sette camicie per arrivare a pubblicarlo ed eccolo qua:

http://www.washokuculture.com/





giovedì 26 gennaio 2017

TUTTO FUMO E NIENTE ARROSTO

In questi ultimi giorni di cose da fare ne ho così tante che non mi rendo conto nemmeno di quante sono realmente, eppure, per quanto io mi sbatta per far quadrare ogni cosa, mi sembra di non conculdere mai nulla.
Sono dietro al progetto del corso di cultura alimentare giapponese da tre mesi e mi sta succhiando ogni briciolo di energia; sono contento per carità, ma se aggiunto al lavoro mio quotidiano più alla famiglia numerosa, arrivo di notte nel letto che ho ancora qualcosa da sbrigare perché non ho tempo materiale per poter finire quello che ho da fare.
C'è la musica con la mia band, ormai ferma da un mese e mezzo, ma da domani si ricomincia in vista del prossimo concerto al Boccaccio il 18/02; poi il blog e ultimo ma non  meno importante, il mio quarto romanzo.
Come si fa ad ottenere più tempo? A me ventiquattro ore non bastano.
E' per questo che ora sto bevendo una RedBull per poter stare sveglio e dover fare il mio lavoro e pure l'altro, con i due computer affiancati l'uno accanto all'altro.
Ma non posso femrarmi devo produrre, scrivere, correggere, spedire, rispondere, creare, modificare, arrabbiarmi, riprendere il controllo e continuare a rifare tutto daccapo.
Chi si ferma è perduto.


domenica 22 gennaio 2017

L'ALLEGRA BRIGATA

Quando si  pensa ad una famiglia numerosa la prima cosa che viene in mente è il macello; come dare torto a questa credenza. In effetti la tranquillità non è un elemento che si possa tenere molto conto, o meglio, non è una cosa sulla quale si possa fare troppo affidamento. Se si dovesse avere una telecamera puntata in casa a mo' di Grande Fratello, si vedrebbe un continuo movimento, perfino durante la notte non c'è tregua, perché avendo quattro bambini in casa, si fa presto a ricevere qualcuno nel lettone per un risveglio improvviso. Sia chiaro, i più grandi non fanno sovente delle capatine notturne, però ogni tanto capita anche a loro. Invece i piccolini sono sempre nel letto con me e mia moglie; il piccolissimo per ovvie ragioni di nutrimento, il piccolo per i suoi risvegli notturni che sono diventati un appuntamento fisso a metà notte.
Il sonno è ciò che viene sacrificaro con più facilità, visto che si deve tenere conto di quattro personcine che hanno, ognuno di loro, delle esigenze differenti e spesso capita che se qualcuno si risveglia, poi anche un altro faccia la stessa cosa, poi se uno si addormenta un altro si seglia e così via finché non si arriva al momento in cui tutti quanti sia alzano dal letto per iniziare la giornata.
C'è anche un'altra dinamica che avviene più frequentemente di quanto si possa credeere, ossia: il pianto. Anche qui, il piccolissimo piange ogni cinque minuti, essendo piccolissimo non può fare altro, mentre il piccolo piange almeno 6 volte al giorno; i più grandi, solo se litigano.
Eh sì, c'è proprio un bel daffare.



giovedì 19 gennaio 2017

MEYTAL COHEN

Su YouTube ci sono milioni di filmati più o meno interessanti, direi però che la stragrande maggioranza di video è robaccia. Eppure ogni tanto qualcosa d'interessante si trova, come i video di una certa Meytal Cohen.
Come si può evincere dal nome costei è una metallara e dal cognome si percepisce sia di origine ebrea (il nasone conferma questa ipotesi).
Dunque, questa ragazzina è una delle migliori batteriste che abbia mai sentito, è di una precisione incredibile e suona pezzi metal e affini, molto complicati con una semplicità disarmante.
Capita che ogni tanto vada a visionare qualche suo filmato e ci rimango per almeno un'oretta buona, poiché mi dà la possibilità di capire in che modo si suona un certo pezzo.
Lei è una tosta, esegue ogni passaggio alla perfezione e la cosa che secondo me le fornisce quella marcia in più è che sorride sempre.
Quando ho voglia di vedere cosa ne pensa la gente, leggo i commenti sotto ad ogni video e oltre agli scontati "sei bellissima" che non ne vedo il motivo di un commento del genere; "sei bravissima" questo è vero, ci sono personaggi che la criticano per il suo modo leggero di suonare, tipico di una donna, si legge.
Non posso smentire, in effetti il suo tocco non è da pestatore folle, ma è proprio questa delicatezza che rende piacevole la visone di un suo video, perché grazie alla semplicità dei movimenti tutto risulta essere più chiaro, specialmente se si vuole capire bene un passaggio, piuttosto che una rullata.
Mi sono accorto che la cara signorina ha i piatti e le pelli dei tamburi brandizzati con il suo logo, ma d'altronde si poteva anche intuire che di questi video ne avrebbe fatto la sua professione un giorno, e poi è brava per cui, le aziende del settore l'avranno ricoperta di denaro e gli sponsor non faticano a pioverle dal cielo. Lo trovo giusto.
Meytal, se posso darti un consiglio, sarebbe ora di postare qualche video più recente dato oramai quelli sul tuo canale li ho visti tutti.
Ok, ho capito. Puoi vedere i miei e prendere spunto.
Seeee, magari!




lunedì 16 gennaio 2017

COME UNA STRANA PARENTELA

L'uomo qui sotto è Dick Van Patten, meglio conosciuto come il sig. Tom Bradford, morto poco tempo fa aihmè.
Quando ero piccolo ho seguito con piacere molte puntate della famiglia Bradford, ritendo che il suo personaggio fosse buono e smpatico; un bravo papà per intenderci.
Ora, la faccia di quest'uomo mi viene sempre in mente quando rivedo le foto dei miei figli da neonati, per di più, avviene tutt'ora dato che ho un piccolino di tre settimane in casa.
Non saprei in che modo avviene quest'associazione d'idee, però è inevitabile. Probabilmente il volto di quest'uomo non è cambiata dalla sua nascita è ha riportato fino all'ultimo giorno i tratti tipici di un neonato quali: la faccia paffuta e rossa, gli occhi azzurri e quattro peli biondicci in testa.
Non credo abbia nemeno alla lontana qualche grado di parentela con costui, però mi fa sorridere pensare che io abbia avuto, e abbia tutt'ora, un piccolo sosia di Dick Van Patten a farci compagnia in casa. Quando esprimo a mia moglie la mia idea riguardo alla somiglianza dei nostri figli con l'attore, lei si mette a ridere come una matta e anch'io, perchè quest'uomo aveva proprio una faccia buffa, come... come... quella di un neonato appunto.



domenica 15 gennaio 2017

LA NOTTE NON E' PER TUTTI

Ogni tanto capita che lasci a casa la bici e mi sposti con i mezzi, succede di rado, ma ogni tanto mi fa quasi piacere prendere l'autobus per andare a lavoro. In effetti, ho il capolinea del mezzo che mi serve per andare a lavorare proprio sotto casa e potrei perfino fare a meno di prendere l'altro tram per arrivare al cancello del mio ufficio, dato che lo uso solo per quattro fermate; in realtà il tram non arriva mai e me la faccio sempre a piedi; pazienza.
Quando torno a casa la notte con i mezzi mi imbarco in visioni molto mondane di locali pieni di ragazzi che non vedono l'ora di divertirsi, con tutti gli eccessi che ne comporta; di gente sfatta dall'alcol che si aggira per strada con fare più o meno minaccioso; comitive di persone che vivono la città in maniera viva e tante altre tipologie di situazioni. Ogni volta che osservo dal finestrino quello che la notte ha da offrire, penso sempre che fra qualche anno ci saranno pure i miei figli là fuori e la cosa non mi fa stare molto tranquillo.
Finché ho vissuto la notte sulla mia pelle non mi sono mai preoccupato di niente, anzi padroneggiavo con una certa destrezza l'oscurità e le persone che approfittavano del buio per diventare completamente sceme. Le cose ora sono cambiate, se proietto i miei figli in queste dinamiche mi viene la pelle d'oca già adesso, figuramici quando poi accadrà davvero; io non vivo più.
Aspettare che tornino a casa con tutti i pericoli che ci sono, dopo tutte quelle cose che si sentono; oddio, sto parlando come una vecchia comare. Però è vero, cavoli!
Se continuerò fino all'età pensionabile il mio lavoro notturno, posso a fine turno andare a recuperarli direttamente dall'ufficio, se invece di sera sarò a casa con mia moglie, saremo in due con l'ansia ad aspettare che si ritirino uno per uno, e ne ho quattro da aspettare. Mi sa che l'ansia mi ucciderà prima, ma come si fa a non agitarsi quando i figli diventano grandi?
Anche i miei genitori si saranno preoccupati per me, e l'avranno fatto per un sacco di tempo, eppure, non ho mai dato modo di dovermi recuperare chissà dove e in condizioni pietose. Non che non lo facessi, ma sono sempre stato molto furbo e attento, perciò devo credere che anche i miei figli lo saranno, perché insegnerò loro a non cacciarsi nei guai e a evitare che si creino delle dinamiche per cui alla fine si arrivi a qualcosa di non gradito. Se dovesse succedere è ovvio che mi precipiterei ovunque si trovino a cavarli fuori dai guai e... ho capito, mi toccherà uscire con loro, anche se non mi vorranno mai. Peccato, io sono uno di compagnia a cui piace divertirsi. Beh non sanno quel che si perdono.


sabato 14 gennaio 2017

IN QUESTO STOP FORZATO, NON SONO RIMASTO FERMO

L'influenza che mi ha colpito, mi è servita per fare un grosso passo in avanti nell'addormentamento del mio terzo pargoletto. In effetti non mi ci ero mai messo con grande costanza affianco a lui per farlo precipitare tra le braccia di Morfeo, dato che è sempre stata mia moglie ad alzarsi di notte e cercare di tranquillizzarlo finché non si addormentasse di nuovo, o più semplicemente portarlo nel nostro lettone. Essendo ammalati in maniera continua, per evitare ulteriori contagi, in questi giorni ho caricato il pupo nel mio letto e piano piano, abbiamo trovato un modo per dormire insieme; non proprio degni di chissà quale scuola di pensiero della pedagogia, però si è addormentato lo stesso, pur non essendo io Tata Lucia.
Le cose in casa stanno tornando in qualche maniera alla normalità, ma siamo comunque "infetti" e chi non lo è stato, bisogna che si preservi l'incolumità della salute sana, per cui:
la mamma e il piccolissimo sono nella stanza matrimoniale insieme (dove prima stavo con il 3° pargoletto); i tre bimbi sono nella loro stanza; io in soggiorno (dove prima stava mia moglie con il piccolissimo).
Mosso a pietà delle condizioni di mia moglie, stasera abbiamo fatto lo switch di camere però chi si dovrà alzare per andare a consolare il 3° sarò io e voglio proprio vedere se questi giorni di legame padre/figlio (alla Cat Stevens) sono serviti a non farlo urlare di notte implorando la mamma.
Per la cornaca ci sono già andato una volta e sembra che il mio metodo per ora abbiamo segnato un punto.
Oltre alle mie dinamiche familiari, i tre giorni di malattia sono serviti anche per arrivare ad un traguardo di tutto rispetto con l'altro lavoro e finalmente posso dire di aver piantato la prima bandierina della soddisfazione personale. C'è da dire che pur essendo febbricitante ho continuano a lavorare, a scrivere, a modificare documenti e a telefonare di qua e di là, ed era inevitabile che alla fine arrivassi ad un punto soddisfacente, però quando si ha la febbre per lo meno si cerca di stare tranquilli; non è il mio caso.
Ah, dimenticavo ho portato avanti il mio blog e pure il mio quarto libro, nonché ho terminato di leggere il romanzo ricevuto per regalo.
Quindi: famiglia, lavoro, hobbies inglobati in uno stesso luogo e in condizioni di salute molto precarie cosa significa?
Che come sempre ho dormito molto poco; però sono fiero di me!




COME UN ANNO FA

 L'anno scorso siamo rimasti rinchiusi per mesi a causa di un virus letale, sconosciuto e altamente aggressivo, dopo un anno siamo ancor...