venerdì 31 ottobre 2014

UN FIORE IN OGNI MANO

LEI.
E' colei che ha cambiato il corso della mia vita. Da ragazzo senza un posto nel mondo quale ero, dopo il suo arrivo, mi sono visto un uomo con l'unico scopo di vederla crescere. Ho imparato da lei molto di più di quanto avrei immaginato e spero di averle reso almeno la metà. E' una bambina intelligente e spigliata. Ho sempre riposto molta fiducia in lei, perché la ritengo matura e attenta, anche per questioni che vanno al di là delle sue percezioni. Ha uno spiccato senso del dovere ed è competente in tutto ciò che fa. Ha le idee molto chiare e quando chiacchiero con lei mi sembra di parlare, non dico con un'adulta, ma poco ci manca. Apprende facilmente, ha spirito d'iniziativa, si mette in gioco spesso e le piace eccellere, ma in modo genuino. Si sente a suo agio nella società e riesce a trovare senza problemi la sua collocazione. Fa amicizia in fretta ed è leale con tutti. Le affascinano le scoperte e si incuriosisce quando trova qualcosa che non conosce, di solito tenta di arrivare da sola a certe conclusioni che mi sbalordiscono per la correttezza dei ragionamenti. Ha una memoria formidabile, si ricorda cose che a volte mi chiedo come faccia a tenerle a mente. Mi piace il suo gusto musicale, ha il senso del ritmo e della melodia. Adora cantare davanti allo specchio con il suo microfono professionale e si atteggia ballando come una star. Quando capita che sbaglia qualcosa, sorride con tutta la leggerezza che dispone e fa le fossette. E' indubbiamente la bambina più dolce e bella del mondo. Cerca le nostre attenzioni in modo continuativo e persistente, mette su il broncio quando cerchiamo di ritagliare i nostri spazi. Io gliela do sempre vinta, non riesco a dirle di no, o se sono costretto a farlo, cerco di renderla il meno infelice possibile. Le piace stare al centro della scena però a volte è anche timida. Non mento se dico che è amata da tutti e credo che i motivi siano, perché è sincera, tenera ed affettuosa. Ha un gusto estetico molto preciso e se qualcosa non la convince, tenta in tutti i modi di avvicinarsi in modo assoluto alla sua concezione di perfezione. E' capace di farsi fare la coda dieci volte, sopratutto se sono io a fargliela. Prima di uscire di casa si prepara come una signorina e vedo in lei una futura donna. So già che quando crescerà sarò geloso marcio di chi catturerà il suo amore. Lei è il mio dolcetto di fine pasto, la ciliegina sulla torta e tutto ciò che le sta intorno assume quello strato soffice di zucchero a velo. Io la chiamo "gattino di panna" perché è una cucciola ed ha la pelle profumata come la sua mamma. La amo con ogni parte di me.



LUI.
E' colui che riesce a farmi tornare bambino. Ha un'attitudine nel giocare, davvero coinvolgente e per nulla scontata. Si perde in mondi fantastici e costruisce in maniera dettagliata, delle dimensioni dentro il quale si abbandona totalmente. Mi riconosco molto in lui sotto questo aspetto. Gli piacciono i travestimenti e adora stare con sua sorella maggiore. Ha una grande forza d'animo ma al contempo è molto fragile, o forse sono io a vederlo così. E' capace di stupirmi quando credo che qualcosa sia più grande di lui. E' coraggioso e gli piace dimostrare la sua forza di bambino contro di me, ma non è un violento, anzi, nel momento il cui vede un suo coetaneo giocare in maniera troppo vigorosa, si defila, ma non da codardo, bensì da persona intelligente. E' sveglio, perspicace, intuitivo. Adora ascoltare le storie e come funzionano gli oggetti. Mi chiede sempre il motivo di certi atteggiamenti che non gli sono chiari e va a fondo delle questioni, finché non le rende proprie. Ispira tenerezza al primo sguardo ed è irresistibile quando diventa timido. E' l'amico ideale per ogni bambino, ma non si concede a tutti, lui ha i suoi amici preferiti, e va in estasi nel momento in cui gioca nell'ambiate in cui si trova a suo agio. Se io tornassi improvvisamente ad avere cinque anni, vorrei essere a tutti i costi il suo migliore amico. E' gentile, sensibile gli piace essere considerato il piccolo di casa e per questo lo coccoliamo un sacco, nel senso che tutte le notti ad un certo punto lo troviamo nel lettone. I dolci sono il suo cibo preferito e mangerebbe qualsiasi cosa purché ci sia sopra del cioccolato come condimento. Ha il sorriso splendido di chi ride di gusto e lo fa con gli occhi. Ha il senso dell'umorismo, sintomo d'intelligenza e gli piace inventare storie spiritose. Mi abbindola in due parole e corre da ovunque sia per darmi il bacino prima di andare a lavoro. Si sveglia allegro e si addormenta durante i film. Sicuramente ciò che lo caratterizza è il sorriso, che fin dai primi mesi ha sempre elargito a tutti coloro gli parlassero. E' un confusionario, riesce a mettere sottosopra la sua stanza in un battibaleno e ci vuole un'ora per cercare di convincerlo a rimettere tutto a posto. Quando deve andare a letto, fa un po' di storie e pretende le coccole da me, ma soprattutto dalla mamma, che ama come tutti i maschietti amano. Ha ancora le dita morbide dei bambini piccoli, pur avendo il fisichino asciutto. Ha una passione per i salti, infatti quando è sul divano o sul letto, mostra i suoi progressi nella ginnastica artistica saltellando come un grillo. E' il bambino speciale, il mio cuore è suo.







martedì 28 ottobre 2014

FEBBRICITANTE

Tempo, 109 fazzoletti al minuto,
che consumi in un solo starnuto.

Così avrebbe dovuto cantare Jovanotti in NON M'ANNOIO, forse lui quando la scrisse godeva di ottima salute, a differenza mia che mi sento uno schifo. Da stamattina ad ora, credo di aver consumato centoventotto tonnellate di fazzoletti, l'equivalente di un ettaro disboscato nella foresta amazzonica, non sono sicuro delle proporzioni equivalenti, però rende l'idea.
Quando iniziano i cambiamenti climatici, per noi ciclisti urbani è la fine.
Abituato ad andare alla velocità della luce, con la conseguente copiosità sudoripara, gli indumenti che indosso solitamente, hanno lo stesso spessore della carta velina. C'è da aggiungere che io soffro molto il caldo perciò mi copro troppo poco. Sarà l'età che avanza, oppure lo scotto che bisogna pagare ogni anno, sta di fatto, sono qui a in ufficio a starnutire come un'aspirapolvere guasta (ammesso che starnutiscano quando si rompono) ed intanto lavoro più di quanto vorrei.
Per quanto concerne le medicine da assumere, non sono quel che si direbbe un asso, mi imbottisco solo di cose che penso possano fermare l'influenza, come la tachipirina o l'aspirina, per cui prima di venire a lavoro, ho fatto una combo di entrambi i farmaci, ho inforcato la bici e sono partito, nel senso che ora non connetto più. I miei sensi alterati sono dovuti alla febbre o qualcosa di appena prima, sono quelli che definirei gli svarioni degli anelli. Non vedo l'ora di andare a casa, nel senso che non vedo nemmeno più l'orologio per quanto mi lacrimano gli occhi. Odio stare male.


lunedì 27 ottobre 2014

LA DURA LEGGE DEL GOL

Quando sento i ragazzi o i signori parlare animatamente tra loro, in modo dettagliato e articolato, significa che stanno parlando di calcio. Non c'è argomento che più accomuna gli animi infervorati dei tifosi e dei "tecnici" del gioco, come quello delle partite viste. Per quanto mi riguarda, non entro mai nel discorso perché per inciso, non capisco nulla dell'argomento, ma mi diverte vedere quanto ci mettano passione nel commentare i match della domenica. Mi sono reso conto che le partite non si disputano più soltanto nell'ultimo giorno della settimana, ma tra gli incontri per le migliaia di coppe in palio, piuttosto che per i trofei di lunga memoria, i calciatori sono tenuti a gareggiare quasi ogni giorno e di conseguenza le polemiche e i commenti sulle partite aumentano a dismisura. Ciò che davvero trovo esilarante, è sentire chi filosofeggia di sport. Spesso mi imbatto in personaggi che hanno da ridire su qualsiasi squadra, nonché la propria, come se fossero i più esperti esponenti calcistici mai visti al mondo; per cui giudicano male tutte le prestazioni dei campioni, per non parlare dell'arbitraggio che è immancabile in una discussione, arrivando in fine sulle scelte tattiche degli allenatori. Io ho sempre sostenuto la tesi, che sia facile parlare quando non si è in campo a lottare per il risultato, cioè essere tra i 22 giocatori con lo spirito, non significa presenziare davvero con il proprio corpo, quindi uno può sostenere quello che più ritiene opportuno, ma giocare è poi tutta un'altra cosa.
Il gusto della polemica credo che provenga dalle trasmissioni televisive, più o meno quotate, che vanno in onda dopo gli incontri, ma che perdurano poi, per tutta la settimana a venire. Ci sono i giornalisti sportivi insieme a vecchi allenatori ed ex calciatori, che discutono su tutto ciò possa essere discutibile per ore e ore, senza mai arrivare a nulla di concreto. Litigano, si insultano, a volte arrivano a querelarsi a vicenda al termine di una controversia calcistica, dopo avere discusso inutilmente su cose già compiute e quindi non modificabili, oppure sostengono con ardore ipotesi su fatti astratti mai avvenuti, a me sembra follia. L'atteggiamento delle persone comuni, richiama molto il modus operandi degli addetti ai lavori, ed è inevitabile sentire in un luogo pubblico, gente che s rifà alle polemiche televisive ormai superate e nonostante ciò, coinvolge chiunque abbia in sé un minimo d'interesse per la questione in atto. Si può quindi stabilire senza errori che una partita si svolge in 90 minuti, ma la fine effettiva, arriva con l'inizio di un nuovo scontro tra altri due club la settimana seguente. D'altronde quale paese ha terreno più fertile nell'ambito calcistico, di quello che ha la forma di uno stivale in procinto di sferrare un calcio all'isola che le sta davanti?
Vivo in un paese strano.

venerdì 24 ottobre 2014

VIRGIN LIFE

Il mio stereo trasmette musica tutto il giorno ed è sintonizzato sulla mia stazione radio preferita. Le altre le ho anche registrate perché c'è questa possibilità, ma penso di aver cambiato frequenza solo per qualche giorno durante l'estate, quando non riuscivo più ad avere un buon segnale. Poi Micol mi ha wazzappato la dritta giusta per riceverla come sempre, e tutto è tornato come prima. Grazie ancora.
La giornata inizia con Doctor Feel Good, mentre noi come famiglia, ci sediamo al tavolo per rifornirci di nuove energie, in procinto di una giornata lunga e faticosa. L'ascolto del buon rock al mattino ci dà quella carica necessaria per affrontare le sfide (altro che Kinder colazione più), sia scolastiche, che lavorative, almeno io sono convinto di questo e la prova effettiva, la ricevo dai miei figli che canticchiano le canzoni quando li porto a scuola. Anche Nala, la mia gatta, è un'assidua ascoltatrice tanto quanto me. Ha imparato ad ascoltare la radio e a riconoscere quella di qualità. Credo si senta sola quando non ha a portata delle sue piccole orecchie, la musica giusta. Le lascio sempre lo stereo acceso sintonizzato su Virgin Radio, quando io mi reco alla Virgin Active e al mio ritorno la vedo saltellare a ritmo di rock. Attenzione una domanda sorge spontanea, ma perché nella palestra del V brand non si ascolta la V radio? Me lo sono sempre chiesto.
Cucino e pranzo con il sound roccioso a volume bello vivo, così io e Nala mangiamo restando energici, ma anche informati grazie alle notizie delle Active News. Alle due inizia Revolver e per un paio d'ore Ringo mi propone le migliori canzoni del passato, con delle chicche da vero intenditore. Poi musica a rotazione fino ad arrivare ai Generation duo, loro sono sulle novità del momento e mi aggiornano sulle nuove tendenze musicali.
Sono un lavoratore notturno e ahimé in ufficio non si può ascoltare la radio, ma per ovviare al problema ho scaricato l'app sul telefono e all'occorrenza ci clicco su per ascoltare ciò che è in onda in quel momento.
Se mi guardo in torno il segno di Virgin è sempre al mio fianco, ovvero mia moglie è del segno della vergine come sua sorella e la nipotina. L'aereo preso per andare ad Amsterdam, un milione di anni fa, batteva bandiera Virgin, vado alla palestra Virgin Active, come già detto. Se il mio terzo pargolo fosse stata una femmina, l'avremmo chiamata Virginia, o almeno era tra le possibilità. Quando uscì la Virgin cola, con le forme di Pamela Anderson, riuscì ad acquistarla alla Virgin di piazza Duomo. Mi sono fatto tatuare tre volte, nello studio dove trasmettevano Virgin Generation e uno dei pochi canali che vedevo in TV era appunto Virgin TV cos'altro? Direi basta così, altrimenti saranno costretti ad assumermi, seee magari.

mercoledì 22 ottobre 2014

FAST AS I CAN

Ventiquattro ore per me sono poche, davvero, non mi bastano per fare tutto ciò che gravita intorno ad una mia giornata tipica. Però sono certo che se un giorno fosse composto da trenta ore, ne richiederei di più, una volta ottenute quelle, ne averi bisogno di altre dieci e via discorrendo. Detta così sembra che io non abbia un secondo libero, in parte è vero, ma forse il problema sta in una cattiva gestione del tempo a mia disposizione. Lavorando di sera/notte ho tutto il giorno libero, quindi cerco di fare il possibile per sbrigare le faccende di casa, piuttosto che fare su e giù per Milano per X motivi, andare in palestra e sfasciarmi di fatica, o andare a suonare e tante altre cose che servono a riempire una giornata. Però poi arriva il momento in cui devo correre a lavoro, con una bomba in count down attaccata al sellino della bici e sfreccio a tutta birra per la circonvallazione, esattamente come è avvenuto prima. Ho corso con tutta la mia forza, per non arrivare in ritardo in ufficio, abbattendo il muro del suono. CASA-LAVORO in 25 min, netti. Come disse il grande Guido Nicheli: Alboreto (R.I.P) is nothing. Certo ho varcato la soglia dell'ufficio con un principio di enfisema polmonare ed un fischio preoccupante tipo, richiamo per tortore, però sono arrivato in orario. Ho anche battuto il mio record personale, insomma sono comunque contento ma distrutto.
Oggi avrei voluto scrivere qualche pagina del nuovo romanzo, purtroppo non ho avuto l'opportunità di sedermi, quelle due ore necessarie, per cavare qualche idea dalla mia mente assopita. Domani ho tutta una notte lavorativa utile a scrivere quanto mi verrà in mente, ma lo farò con tutta calma.


martedì 21 ottobre 2014

LO SBLOCCO DELLO SCRITTORE

Era domenica sera, mi ricordo che stavo asciugando i piatti ed ero in preda ad un forte mal di testa. Poi ho capito a cosa era dovuta la mia emicrania.
L'ho cercata per diverso tempo, molto tempo. Sono arrivato a credere di non trovarla più, ebbene, per quanto fosse nascosta l'ho scovata; ed era domenica sera.
Stavo quasi per perdere le speranze, ma quel mal di testa è stato provvidenziale. Ho decodificato il dolore, anche grazie ad un OKI, alla fine mi è sembrato tutto così chiaro. Era l'ispirazione per un altro romanzo. A dire il vero qualcosa mi era già venuta in mente, e nonostante avessi buttato giù delle pagine l'idea si è modificata troppo da quella iniziale, perdendosi fino a scomparire. Ciò che mi è venuto in mente credo possa essere decisamente meglio di tutte le idee precedenti. Ho scritto tre pagine finora ma la cosa promette bene. Sono contento e sollevato, menomale credevo di non riuscire più a scrivere nulla, per fortuna mi sbagliavo. Staremo a vedere.



sabato 18 ottobre 2014

RADIO MR.D.

E ora un po' di musica sul blog di Mr.D.
Selezione di video in sequenza, buon ascolto.







COME UN ANNO FA

 L'anno scorso siamo rimasti rinchiusi per mesi a causa di un virus letale, sconosciuto e altamente aggressivo, dopo un anno siamo ancor...