Non è facile avere ben distinti due elementi differenti tra loro come:il dovere ed il piacere, l'obbligo e lo svago, il compito e la ricreazione; oddio, per quest'ultimo hanno inventato la campanella, ma il mio senso ero un altro.
Chi porta avanti una passione con una certa regolarità e con una massiccia dose di impegno, arriva ad un momento in cui deve fare i conti con la realtà delle cose, come per esempio la famiglia.
Il mio discorso verte su una questione spinosa, ossia il tempo che dedico alla musica per tralsciare qualcos'altro e per l'appunto la famiglia, Detta così sembra che io mi assenti da casa per 10 mesi all'anno perché sono in tour con la mia band su i palchi di mezzo mondo; assolutemente no, io sono in sala prove per due ore a settimana e quando va di lusso, per un concerto ogni due mesi.
Eppure quseta mia assenza settimanale pesa non poco sulla gestione familiare, poiché anche quando avrei la possibilità di stare a casa per dare una mano a mia moglie, prendendomi anche cura dei miei figli, mi precipito in sala prove con la mia band.
Un momento, i miei figli e mia moglie vengono prima di tutto e di tutti ed è per questo che cerco di incastrare la sala prove in quegli spazi di tempo che solitamente stanno prima di fare il turno di notte o la sera che l'ho appena finita, così da avere il giorno libero che mi spetta dal lavoro, davvero libero senza impegni. Almeno è questa la via ipotetica che seguo, però non sempre avviene in questa maniera, a volte capita che tutti gli incastri a me più comodi non siano compatibili con il resto della band, per cui si debbano fare per forza di cose delle modifiche.
E' dura riuscire a far conicidere gli impegni di ognuno di noi, per questo motivo si sceglie un giorno alla settimana che vada bene a tutto il gruppo e cambiarlo il meno possibile. Ovvio, quando ci sono degli impegni improrogabili la sala prove salta, anche se a malincuore, però non è possibile fare ogni cosa.
Anche la scrittura può diventare pesante se ci si dedica anima e copro, in che modo? Beh togliendo delle ore utili al sonno per perdersi nella fantasia notturna, di conseguenza all'indomani della produzione "editoriale" ci si presenta sotto forma di zombie quando la giornata devere avviarsi con tutti belli reattivi e pimpanti. Io per questo mio modo di seguire le passioni ciondolo sempre dal sonno, per cui appena mi appoggio sul divano perdo i sensi, oppure, quando mi metto a giocare con mio figlio, arriva quel sonno maledetto che di notte invece se ne va per lasciarmi fare quello che mi piace e che mi diverte, come suonare e scrivere.
Ora che si è aggiunto anche il secondo lavoro mi sento come quei globuli rossi di "Siamo Fatti Così" pieni di anidride carbonica da scaricare e che si sentono appesantiti dal carico.
In effetti se facessi una vita più regolare non avrei di questi problemi, però dentro di me brucia il fuoco dell'artista e si sa che con il fuoco ci si brucia.
lunedì 30 gennaio 2017
sabato 28 gennaio 2017
FUGGI FUGGI,CORRI CORRI
Un mio ex collega una volta mi disse che per riuscire a far funzionare un evento, bisogna far salire lo stress ai massimi livelli. Se le cose stanno così, la presentazione del corso Washoku Kentei del 4 febbraio in via Conservatorio 22 sarà un successo planetario.
La mia passione per l'estremo oriente e più nello specifico per il Giappone è orami cosa nota, per questo motivo ho sempre desiderato poter lavorare in un ambito prettamente nipponico, ma lavorare con un team di persone giapponesi significa lavorare di brutto, ed è una cosa alla quale sono poco abituato. Detta così così sembra che io in vita mia non abbia mai mosso un dito, al contrario, mi sono sempre dato un sacco da fare, però quel che sto facendo da tre mesi a questa parte, esula un po' dal mio vissuto di lavoratore indefesso, cioè l'organizzazione è un argomento controverso per quel che mi riguarda, eppure mi sto impegnando parecchio e qualcosa sto anche imparando; chi l'avrebbe mai detto.
Come ho già scritto in un post percedente, sono sempre in giro e questo vuol dire usicre di casa di mattina e tornare a notte fonda, per poi continuare ancora a lavorare una volta sdraiato nel letto.
Questo mio esodo continuo incinde non poco sulla gestione familiare, che tradotto significa: si occuppa di tutto mia moglie.
Poverina, mi dispiace molto delegare a lei tutto ciò che concerne la gestione della nostra famiglia, che ha inizio con l'accudimento dei bambini e finendo con il cucinare per tutti, in mezzo poi c'è tutta una giornata che ha mille incognite. Ci credo che alla sera le si rizzano i capelli in testa, a maggior ragione se il marito è sempre in giro per Milano a cercare di fare... ma alla fine cosa faccio? Tutto e niente, la cosa però su cui non posso avere dubbi, è la mancanza di sonno, dovuta anche al mio correre di qua e di là sempre con la bicicletta.
A proposito di questo, avrei un bell'aneddoto a riguardo, ma lo riserverei alla mia sfiga con la bici, prossimamente lo scriverò.
Ora sono all'altro lavoro, sempre oberato di lavoro e dai turni che sono peggiorati notevolmente per la mole di roba che ci viene scaraventata ad ogni chiamta.
Lo posso dire? Cioè lo dico? Ebbene mi sento un tantino stressato.
La mia passione per l'estremo oriente e più nello specifico per il Giappone è orami cosa nota, per questo motivo ho sempre desiderato poter lavorare in un ambito prettamente nipponico, ma lavorare con un team di persone giapponesi significa lavorare di brutto, ed è una cosa alla quale sono poco abituato. Detta così così sembra che io in vita mia non abbia mai mosso un dito, al contrario, mi sono sempre dato un sacco da fare, però quel che sto facendo da tre mesi a questa parte, esula un po' dal mio vissuto di lavoratore indefesso, cioè l'organizzazione è un argomento controverso per quel che mi riguarda, eppure mi sto impegnando parecchio e qualcosa sto anche imparando; chi l'avrebbe mai detto.
Come ho già scritto in un post percedente, sono sempre in giro e questo vuol dire usicre di casa di mattina e tornare a notte fonda, per poi continuare ancora a lavorare una volta sdraiato nel letto.
Questo mio esodo continuo incinde non poco sulla gestione familiare, che tradotto significa: si occuppa di tutto mia moglie.
Poverina, mi dispiace molto delegare a lei tutto ciò che concerne la gestione della nostra famiglia, che ha inizio con l'accudimento dei bambini e finendo con il cucinare per tutti, in mezzo poi c'è tutta una giornata che ha mille incognite. Ci credo che alla sera le si rizzano i capelli in testa, a maggior ragione se il marito è sempre in giro per Milano a cercare di fare... ma alla fine cosa faccio? Tutto e niente, la cosa però su cui non posso avere dubbi, è la mancanza di sonno, dovuta anche al mio correre di qua e di là sempre con la bicicletta.
A proposito di questo, avrei un bell'aneddoto a riguardo, ma lo riserverei alla mia sfiga con la bici, prossimamente lo scriverò.
Ora sono all'altro lavoro, sempre oberato di lavoro e dai turni che sono peggiorati notevolmente per la mole di roba che ci viene scaraventata ad ogni chiamta.
Lo posso dire? Cioè lo dico? Ebbene mi sento un tantino stressato.
venerdì 27 gennaio 2017
E' ARRIVATO IL SITO WASHOKU
Finalmente è disponibile il sito del Washoku Culture, ossia, il mio secondo lavoro. Abbiamo sudato sette camicie per arrivare a pubblicarlo ed eccolo qua:
http://www.washokuculture.com/
http://www.washokuculture.com/
giovedì 26 gennaio 2017
TUTTO FUMO E NIENTE ARROSTO
In questi ultimi giorni di cose da fare ne ho così tante che non mi rendo conto nemmeno di quante sono realmente, eppure, per quanto io mi sbatta per far quadrare ogni cosa, mi sembra di non conculdere mai nulla.
Sono dietro al progetto del corso di cultura alimentare giapponese da tre mesi e mi sta succhiando ogni briciolo di energia; sono contento per carità, ma se aggiunto al lavoro mio quotidiano più alla famiglia numerosa, arrivo di notte nel letto che ho ancora qualcosa da sbrigare perché non ho tempo materiale per poter finire quello che ho da fare.
C'è la musica con la mia band, ormai ferma da un mese e mezzo, ma da domani si ricomincia in vista del prossimo concerto al Boccaccio il 18/02; poi il blog e ultimo ma non meno importante, il mio quarto romanzo.
Come si fa ad ottenere più tempo? A me ventiquattro ore non bastano.
E' per questo che ora sto bevendo una RedBull per poter stare sveglio e dover fare il mio lavoro e pure l'altro, con i due computer affiancati l'uno accanto all'altro.
Ma non posso femrarmi devo produrre, scrivere, correggere, spedire, rispondere, creare, modificare, arrabbiarmi, riprendere il controllo e continuare a rifare tutto daccapo.
Chi si ferma è perduto.
Sono dietro al progetto del corso di cultura alimentare giapponese da tre mesi e mi sta succhiando ogni briciolo di energia; sono contento per carità, ma se aggiunto al lavoro mio quotidiano più alla famiglia numerosa, arrivo di notte nel letto che ho ancora qualcosa da sbrigare perché non ho tempo materiale per poter finire quello che ho da fare.
C'è la musica con la mia band, ormai ferma da un mese e mezzo, ma da domani si ricomincia in vista del prossimo concerto al Boccaccio il 18/02; poi il blog e ultimo ma non meno importante, il mio quarto romanzo.
Come si fa ad ottenere più tempo? A me ventiquattro ore non bastano.
E' per questo che ora sto bevendo una RedBull per poter stare sveglio e dover fare il mio lavoro e pure l'altro, con i due computer affiancati l'uno accanto all'altro.
Ma non posso femrarmi devo produrre, scrivere, correggere, spedire, rispondere, creare, modificare, arrabbiarmi, riprendere il controllo e continuare a rifare tutto daccapo.
Chi si ferma è perduto.
domenica 22 gennaio 2017
L'ALLEGRA BRIGATA
Quando si pensa ad una famiglia numerosa la prima cosa che viene in mente è il macello; come dare torto a questa credenza. In effetti la tranquillità non è un elemento che si possa tenere molto conto, o meglio, non è una cosa sulla quale si possa fare troppo affidamento. Se si dovesse avere una telecamera puntata in casa a mo' di Grande Fratello, si vedrebbe un continuo movimento, perfino durante la notte non c'è tregua, perché avendo quattro bambini in casa, si fa presto a ricevere qualcuno nel lettone per un risveglio improvviso. Sia chiaro, i più grandi non fanno sovente delle capatine notturne, però ogni tanto capita anche a loro. Invece i piccolini sono sempre nel letto con me e mia moglie; il piccolissimo per ovvie ragioni di nutrimento, il piccolo per i suoi risvegli notturni che sono diventati un appuntamento fisso a metà notte.
Il sonno è ciò che viene sacrificaro con più facilità, visto che si deve tenere conto di quattro personcine che hanno, ognuno di loro, delle esigenze differenti e spesso capita che se qualcuno si risveglia, poi anche un altro faccia la stessa cosa, poi se uno si addormenta un altro si seglia e così via finché non si arriva al momento in cui tutti quanti sia alzano dal letto per iniziare la giornata.
C'è anche un'altra dinamica che avviene più frequentemente di quanto si possa credeere, ossia: il pianto. Anche qui, il piccolissimo piange ogni cinque minuti, essendo piccolissimo non può fare altro, mentre il piccolo piange almeno 6 volte al giorno; i più grandi, solo se litigano.
Eh sì, c'è proprio un bel daffare.
Il sonno è ciò che viene sacrificaro con più facilità, visto che si deve tenere conto di quattro personcine che hanno, ognuno di loro, delle esigenze differenti e spesso capita che se qualcuno si risveglia, poi anche un altro faccia la stessa cosa, poi se uno si addormenta un altro si seglia e così via finché non si arriva al momento in cui tutti quanti sia alzano dal letto per iniziare la giornata.
C'è anche un'altra dinamica che avviene più frequentemente di quanto si possa credeere, ossia: il pianto. Anche qui, il piccolissimo piange ogni cinque minuti, essendo piccolissimo non può fare altro, mentre il piccolo piange almeno 6 volte al giorno; i più grandi, solo se litigano.
Eh sì, c'è proprio un bel daffare.
giovedì 19 gennaio 2017
MEYTAL COHEN
Su YouTube ci sono milioni di filmati più o meno interessanti, direi però che la stragrande maggioranza di video è robaccia. Eppure ogni tanto qualcosa d'interessante si trova, come i video di una certa Meytal Cohen.
Come si può evincere dal nome costei è una metallara e dal cognome si percepisce sia di origine ebrea (il nasone conferma questa ipotesi).
Dunque, questa ragazzina è una delle migliori batteriste che abbia mai sentito, è di una precisione incredibile e suona pezzi metal e affini, molto complicati con una semplicità disarmante.
Capita che ogni tanto vada a visionare qualche suo filmato e ci rimango per almeno un'oretta buona, poiché mi dà la possibilità di capire in che modo si suona un certo pezzo.
Lei è una tosta, esegue ogni passaggio alla perfezione e la cosa che secondo me le fornisce quella marcia in più è che sorride sempre.
Quando ho voglia di vedere cosa ne pensa la gente, leggo i commenti sotto ad ogni video e oltre agli scontati "sei bellissima" che non ne vedo il motivo di un commento del genere; "sei bravissima" questo è vero, ci sono personaggi che la criticano per il suo modo leggero di suonare, tipico di una donna, si legge.
Non posso smentire, in effetti il suo tocco non è da pestatore folle, ma è proprio questa delicatezza che rende piacevole la visone di un suo video, perché grazie alla semplicità dei movimenti tutto risulta essere più chiaro, specialmente se si vuole capire bene un passaggio, piuttosto che una rullata.
Mi sono accorto che la cara signorina ha i piatti e le pelli dei tamburi brandizzati con il suo logo, ma d'altronde si poteva anche intuire che di questi video ne avrebbe fatto la sua professione un giorno, e poi è brava per cui, le aziende del settore l'avranno ricoperta di denaro e gli sponsor non faticano a pioverle dal cielo. Lo trovo giusto.
Meytal, se posso darti un consiglio, sarebbe ora di postare qualche video più recente dato oramai quelli sul tuo canale li ho visti tutti.
Ok, ho capito. Puoi vedere i miei e prendere spunto.
Seeee, magari!
Come si può evincere dal nome costei è una metallara e dal cognome si percepisce sia di origine ebrea (il nasone conferma questa ipotesi).
Dunque, questa ragazzina è una delle migliori batteriste che abbia mai sentito, è di una precisione incredibile e suona pezzi metal e affini, molto complicati con una semplicità disarmante.
Capita che ogni tanto vada a visionare qualche suo filmato e ci rimango per almeno un'oretta buona, poiché mi dà la possibilità di capire in che modo si suona un certo pezzo.
Lei è una tosta, esegue ogni passaggio alla perfezione e la cosa che secondo me le fornisce quella marcia in più è che sorride sempre.
Quando ho voglia di vedere cosa ne pensa la gente, leggo i commenti sotto ad ogni video e oltre agli scontati "sei bellissima" che non ne vedo il motivo di un commento del genere; "sei bravissima" questo è vero, ci sono personaggi che la criticano per il suo modo leggero di suonare, tipico di una donna, si legge.
Non posso smentire, in effetti il suo tocco non è da pestatore folle, ma è proprio questa delicatezza che rende piacevole la visone di un suo video, perché grazie alla semplicità dei movimenti tutto risulta essere più chiaro, specialmente se si vuole capire bene un passaggio, piuttosto che una rullata.
Mi sono accorto che la cara signorina ha i piatti e le pelli dei tamburi brandizzati con il suo logo, ma d'altronde si poteva anche intuire che di questi video ne avrebbe fatto la sua professione un giorno, e poi è brava per cui, le aziende del settore l'avranno ricoperta di denaro e gli sponsor non faticano a pioverle dal cielo. Lo trovo giusto.
Meytal, se posso darti un consiglio, sarebbe ora di postare qualche video più recente dato oramai quelli sul tuo canale li ho visti tutti.
Ok, ho capito. Puoi vedere i miei e prendere spunto.
Seeee, magari!
lunedì 16 gennaio 2017
COME UNA STRANA PARENTELA
L'uomo qui sotto è Dick Van Patten, meglio conosciuto come il sig. Tom Bradford, morto poco tempo fa aihmè.
Quando ero piccolo ho seguito con piacere molte puntate della famiglia Bradford, ritendo che il suo personaggio fosse buono e smpatico; un bravo papà per intenderci.
Ora, la faccia di quest'uomo mi viene sempre in mente quando rivedo le foto dei miei figli da neonati, per di più, avviene tutt'ora dato che ho un piccolino di tre settimane in casa.
Non saprei in che modo avviene quest'associazione d'idee, però è inevitabile. Probabilmente il volto di quest'uomo non è cambiata dalla sua nascita è ha riportato fino all'ultimo giorno i tratti tipici di un neonato quali: la faccia paffuta e rossa, gli occhi azzurri e quattro peli biondicci in testa.
Non credo abbia nemeno alla lontana qualche grado di parentela con costui, però mi fa sorridere pensare che io abbia avuto, e abbia tutt'ora, un piccolo sosia di Dick Van Patten a farci compagnia in casa. Quando esprimo a mia moglie la mia idea riguardo alla somiglianza dei nostri figli con l'attore, lei si mette a ridere come una matta e anch'io, perchè quest'uomo aveva proprio una faccia buffa, come... come... quella di un neonato appunto.
Quando ero piccolo ho seguito con piacere molte puntate della famiglia Bradford, ritendo che il suo personaggio fosse buono e smpatico; un bravo papà per intenderci.
Ora, la faccia di quest'uomo mi viene sempre in mente quando rivedo le foto dei miei figli da neonati, per di più, avviene tutt'ora dato che ho un piccolino di tre settimane in casa.
Non saprei in che modo avviene quest'associazione d'idee, però è inevitabile. Probabilmente il volto di quest'uomo non è cambiata dalla sua nascita è ha riportato fino all'ultimo giorno i tratti tipici di un neonato quali: la faccia paffuta e rossa, gli occhi azzurri e quattro peli biondicci in testa.
Non credo abbia nemeno alla lontana qualche grado di parentela con costui, però mi fa sorridere pensare che io abbia avuto, e abbia tutt'ora, un piccolo sosia di Dick Van Patten a farci compagnia in casa. Quando esprimo a mia moglie la mia idea riguardo alla somiglianza dei nostri figli con l'attore, lei si mette a ridere come una matta e anch'io, perchè quest'uomo aveva proprio una faccia buffa, come... come... quella di un neonato appunto.
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