lunedì 18 gennaio 2016

UN KICK ALLA FATICA

Oggi è stata una giornata cromaticamente intensa, cioè, non è che sono diventato di tutti i colori, bé si forse un po', però quello che intendo dire, è che questa mattina ho iniziato a dipingere alle 11.00 ed ho finito alle 20.30. La sacra arte della pittura mi ha visto protagonista della decorazione di quella che sarà la nostra futura camera matrimoniale. Detta così sembra che abbia la camera più grande del mondo, in realtà ho dovuto preparare tutta l'attrezzatura, alternare diversi materiali da spalmare ben bene sulle pareti, lavare i pennelli, il rullo, stendere lo scotch ovunque e imbrattare tutto il parquet con delle gocce grosse come polpette. E' stata lunga ma alla fine ce l'ho fatta.
Credo che dovrei comunque dare un'altra mano, perché avendo terminato al calar delle tenebre e purtroppo, avendo anche rotto con il bastone del rullo, l'unica lampada che mi faceva una luce globale all'interno della stanza, devo aver lasciato di sicuro qualche spazio bianco. Domani passerò al setaccio dei miei occhi miopi, tutti i pori del muro per verificare che ci siano le particelle di quella costosissima vernice termica. Se vedrò che non è stata distribuita i maniera omogenea dappertutto, vorrà dire che mi rimboccherò le maniche, mi tapperò il naso e mi tufferò dentro il secchio per farmi sparare contro il muro e finere il lavoro come farebbe Pollock.
Tutto questo preambolo, l'ho fatto per dire che non ho studiato nulla per la lezione di batteria che avrò domani (ore locali di Milano, qui in ufficio sono già le 01.18) e al mio maestro dirò che non voglio essere più un batterista, bensì voglio diventare un imbianchino. Al che, lui mi lancerà la grancassa addosso, mi spezzerà il crash in testa e mi romperà i denti con il rullante; insomma, me le suona.
Mannaggia il lunedì è diventato un giorno di tremenda ansia per me.
Non tutto il male vien per nuocere,
(-E non tutto il riso vien per scuocere.
-Ma che significa?
-Boh, era per fare rima.
-Sarebbe meglio dire il riso abbonda sulla bocca degli stolti.
-Dei cinesi.
-Come, dei cinesi?
-Chi mangia sempre il riso? I cinesi.
-Pessima.)
Ovviamente, al mio maestro non gli posso dire nemmeno che vorrei fare il comico.
Comunque, dicevo... ah sì, stasera a lavoro ho ricevuto un bel pedale Tama Power Glide nuovo di pacca ( in acciaio 18/10, una mountan bike shimano a 21 velocità ed un copri letto in lana merinos. Tutto solo se chiamate Mondial Casa!)
Ma perché queste interferenze stasera?
Sono riuscito ad averlo grazie ad un baratto con un mio collega e la cosa mi soddisfa alquanto.
Perciò, quando il mio maestro domani vorrà uccidermi con il resto della batteria (di pentole Mondial Casa) io risponderò con un kick sugli stinchi!
Ok mi metto a studiare.

martedì 12 gennaio 2016

BENTORNATO A CASA SPORCHINO

A casa siamo in preda ai lavori di ogni genere, spostamento dei mobili, imbiancatura delle pareti, caccia alla muffa, eliminazione del ciarpame, dei vecchi giocattoli e chi più ne ha più ne metta. In tutto questo trambusto dove ogni cosa è fuori posto e la confusione ha preso il sopravvento, oggi è saltato fuori proprio lui: Sporchino.
Io fino a qualche giorno fa credevo fosse in casa, ma poi, avendo rigirato le nostre mura e tutto quello che c'è dentro, avevo perso le speranze. Invece mia moglie deve averci creduto più di me e alla fine è stata lei a trovarlo, anche se assicura di aver visto nei giorni scorsi proprio dentro il posto dove poi è stato ritrovato.
Durante la fase del riassestamento della stanza dei bimbi, le è caduto l'occhio dentro ad un affare dell'Ikea, ideato per metterci all'interno delle piccole cose, una specie di cilindro di stoffa con inserita una molla per piegarlo. Quel mascalzone se ne stava lì bello beato, mentre noi ci siamo disperati per due settimane. A onor del vero, mia moglie è sicura che il caro Sporchino se ne sia andato volontariamente, dopo che mio figlio si è dimenticato di lui in qualche posto, perciò, per dargli una lezione ha fatto i bagagli e si è concesso una piccola vacanza. Poi deve aver spiato la reazione chissà da dove e soltanto dopo qualche giorno, cioè, quando ha ritenuto che la sofferenza del suo padroncino fosse arrivata al limite, si è fatto trovare.
Mia moglie è arrivata correndo urlando:
"Sporchino, Sporchino eccolo!"
Per un attimo non credevo fosse possibile, però poi, nel vederlo volteggiare in aria mi sono tolto un peso.
Mi sono presentato puntuale davanti ai cancelli della scuola alle 16.30 per portare a casa i miei piccoli scolari e avevo una voglia matta di spifferare il ritrovamento che quasi non riuscivo a resistere, però ho fatto il bravo e sono stato vago per tutto il tragitto imbastendo un discorso assurdo, su cose che non avevano alcun senso, perché avevo l'acquolina della notizia succulenta che mi scendeva da un lato della bocca, ma non dovevo farmi beccare.
Tornati a casa, mio figlio non si è accorto subito che il suo amico lo stava aspettando sul divano, poi quando se n'è accorto ha avuto un sussulto. Credo che in quel momento la sua gioia fosse al settimo cielo, l'ho vista nei suoi occhi. Finalmente stasera andrà a dormire soddisfatto e felice.
Bentornato Sporchino, ci hai fatto prendere un bello spavento.


lunedì 11 gennaio 2016

REVOLUTIONIZING HOME

Come si può stravolgere nuovamente una casa, dopo averla sistemata da poco? Semplice, basta aver sposato una donna dalle idee rivoluzionarie ed il gioco è fatto.
Il progetto è questo: scambiare la camera dei bimbi con la nostra. Detto così, sembra la cosa più facile del mondo, ma in realtà non lo è affatto.
Lo scambio delle due camere è necessario per un semplice motivo, cioè, quello di ottenere più spazio per noi genitori. Da quando ci siamo trasferiti in questa casa, (ormai sono quasi tre anni), la camera più grande l'abbiamo lasciata ai bimbi, mentre noi ci siamo rifugiati in quella più piccola, stravolgendola diverse volte pur di ottenere l'attuale sistemazione. La cosa è andata liscia fino a quando mia moglie non si è resa conto che nella nostra stanza è impossibile muoversi in maniera agile, se poi ci aggiungiamo una culla dalle fattezze del sommergibile Toti, la richiesta di metri quadri diventa un bisogno impellente. Inoltre abbiamo constatato fin da subito, che ai nostri figli piace di più giocare nella nostra stanza piuttosto che nella loro. Il motivo è davvero inspiegabile, però sono lì che si svolgono la maggior parte delle loro avventure ludiche.
L'altro giorno la mia dolce ristrutturatrice d'interni, mi accenna a questo scambio improvviso. Io sulle prime non ho colto l'innovazione, anzi, mi è sembrato di fare un torto ai pargoli, poi però l'architetto di casa, mi ha esposto punto per punto tutti i vantaggi che ne ricaveremmo noi come famiglia da questo scambio. Ovviamente ho accettato.
Il problema più grosso è quello di far passare il nostro letto e gli armadi nell'altra stanza che sta proprio di fianco. Se ultimamente non avessi messo nel corridoio un'armadiatura enorme quanto le teste di Rapanui, il passaggio del mobilio non sarebbe così difficoltoso, ma dato che c'è ed è impossibile spostarla, mi devo mettere l'anima in pace e smontare pezzo per pezzo ogni componente che occupa le stanze. Per evitare tutto ciò, ho pensato di far scorrere l'arredamento da parte a parte facendolo passare tra le porte, inclinando, spostando, appiattendo e nel mentre imprecando, tutto quello che avrà una nuova destinazione; poi con l'aiuto della Fata Smemorina e la sua bacchetta magica, fare in modo che nulla venga distrutto. Purtroppo per me la Fata è andata in pensione da quel dì, quindi significa che dovrò fare da solo. Ho provato anche a contattare Mago Merlino, ma mi hanno detto che è deceduto e il Genio della Lampada di Aladino è impossibilitato a venire in Italia, visti i grossi problemi politici che affliggono il Medio Oriente da qualche tempo a questa parte (rischierebbe di perdere la testa). Onde evitare un macello diplomatico come quello dei Marò, mi rimboccherò le maniche, mi armerò di cacciavite e smonterò tutto ciò che ho comprato all'Ikea, con la speranza di non ridurre in briciole tutto il lavoro di sapienti designer svedesi che prima di dare i nomi ai mobili si sbronzano di sana pianta, e restare con un sacco a pelo matrimoniale ed un attaccapanni come quello che avevo preso da Zabriskie Point, quando andai a vivere con mia moglie all'inizio della nostra storia d'amore, fatta di traslochi, ristrutturazioni e idee lampanti.





sabato 9 gennaio 2016

IL PIANO E' IL MIO FORTE

Il 7 gennaio è ripartita l'intera società dopo le feste e noi come famiglia pure. Siamo risaliti sulla nostra giostra abituale, quella sulla quale è impossibile fermarsi, quella che ci fa girare ogni giorno della settimana senza sosta, insomma, la nostra routine. Tutto è ricominciato come da copione e noi come attori, abbiamo fatto partire il nostro show.
Con l'anno nuovo ho iniziato un nuovo corso al CEM, quello di pianoforte. Ho sempre avuto l'intenzione di seguire un corso di questo tipo, ma vuoi perché le lezioni private costano un occhio della testa, vuoi perché un piano in casa non l'ho mai avuto, fatto sta che non ho mai intrapreso questo percorso. Però nella scuola dove sono iscritto c'è anche questa opportunità e non me la sono fatta sfuggire, in visione del fatto che i miei progetti futuri sono quelli di diventare un maestro di musica a tutto tondo. Ora sono solo tondo a causa degli eccessi alimentari, ma nell'avvenire apporterò delle modifiche per prima cosa al mio peso corporeo, poi effettuerò una conoscenza più approfondita della materia musicale, nonché delle migliorie alla mia personale preparazione.
Oggi ho incontrato il docente che tiene il corso e mi ha fatto una buona impressione, nonostante sia stralunato come tutti i maestri, e conseguentemente ho conosciuto i miei compagni. Come spesso accade quando mi trovo a restare ii un luogo chiuso con altre persone, sono nella condizione di essere il più giovane di tutti, ma oggi più che mai, mi sono sentito quasi il figlio dei miei colleghi corsisti. Essendo questa una scuola aperta a tutti, ognuno ha la libertà di frequentare ciò che più desidera, se si aggiunge poi, che il corso si tiene nel primo pomeriggio è presto fatta l'età media degli allievi. C'è da dire che molti di loro sono decisamente più preparati di me ed hanno un livello molto superiore rispetto a quello dove io risiedo, ossia il livello 0, però sono lì per imparare e va bene anche così.
Come si dice: l'esperienza insegna.



martedì 5 gennaio 2016

UN LOGO DA FAR GIRARE E RICORDARE




Questa è una proposta giunta oggi per il logo della mia band. E'stato prodotto dalle sapienti mani del nostro socio bassista, e credo che il risultato sia decisamente riuscito.
Nel marketing bisogna far circolare un marchio anche se non si sa bene cosa si tratti, solo per suscitare una certa curiosità, poi il resto viene pian piano.
Come è successo per la t-shirt dei Ramones, che è più famosa del gruppo stesso, bisogna fare in modo che questo marchio sia sulla bocca di tutti, poi quando arriverà il disco, almeno il nome sarà già memorizzato.

lunedì 4 gennaio 2016

CERCASI SPORCHINO DISPERATAMENTE

Ci sono delle amicizie che vanno al di là del semplice rapporto tra individui della stessa specie. A volte si creano dei legami forti, indissolubili ed inseparabili con degli oggetti a prima vista banali, cioè, noi adulti rientriamo siano così poiché non riusciamo più a percepire, per esempio, quel che lega un bambino al suo peluche.
Mio figlio ha perso il suo pupazzetto preferito: Sporchino; sono giorni che lo cerca in ogni dove ma inutilmente, non riesce a trovarlo da nessuna parte. Eppure, per quante volte lui abbia creduto di averlo perso, l'ha sempre ritrovato o sotto il letto, o tra i cuscini del divano, o tra gli altri balocchi e il suo stato d'animo ritornava il linea con il suo mondo fantastico. Ultimamente invece non c'è pace per lui, pensa a dove possa essere finito e si strugge per il suo amichetto scomparso. Mia moglie, mia figlia ed io gli abbiamo dato una mano nelle ricerche, abbiamo messo a soqquadro tutta la casa, e per quanto sia stato grande l'impegno, Sporchino rimane nascosto in qualche luogo a noi sconosciuto.
Proprio in questo momento mi sto massaggiando con mia moglie perché le ricerche non cessano mai, e abbiamo fatto qualche ragionamento su dove possa essere il peluche. Dopo diverse elucubrazioni, siamo giunti alla conclusione che possa trovarsi in auto.
E' scesa per vedere se è davvero lì.
Nulla, non c'è.
Però mi ha mandato una foto che risale a giovedì mattina, ovvero l'ultimo giorno prima della scomparsa, e dietro mio figlio c'è Sporchino! La foto è stata scattata in camera da letto dei bimbi, per cui è ancora in casa. Mia moglie è andata a verificare.
Ancora niente, ma è sicura che sia in casa nostra e non altrove. Domani passeremo a setaccio ogni centimetro quadrato di tutto l'appartamento.
Mia moglie mi ha comunicato che prima è andato a dormire con il suo disegno, ovvero una rappresentazione dell'oggetto, o meglio, dell'amico smarrito.
Quanto mi dispiace per lui, lo sento che soffre. Per noi adulti potrebbe sembrare una sciocchezza, però comprendo quanto dolore procura lo smarrimento del pupazzetto preferito, io ne so qualcosa.
Un tempo anch'io persi uno dei miei tanti peluche, ma quello che portavo dietro dappertutto era un cucciolo di leone. Era un amico fidato, sempre pronto a consolarmi durante le lunghe ore notturne, mi proteggeva dagli incubi e mi rassicurava quando c'era qualcosa che mi rattristava. Poi un giorno lo persi nel più banale dei modi. Semplicemente mi accorsi di non averlo più tra le mani. Che strazio fu, una vera tragedia.
Devo ammettere che a tal proposito il film Toy Story ha fatto scuola, è riuscito a rappresentare esattamente quel che significa un giocattolo per un bambino e ancor di più, quello che si pensa nel momento in cui i giochi rimangono a riposo.
Per un bambino ogni oggetto possiede un'anima e per questo, i giocattoli prendono vita quando si trovano accanto a loro padroncino. Diventano delle persone a tutti gli effetti e di conseguenza si soffre quando spariscono. Credo, non tanto perché il bambino non ha più il suo gioco, ma piuttosto perché s'immedesimano nello smarrimento, è come se si mettessero al loro posto e in maniera empatica sentissero l'abbandono.
Spero davvero che domani Sporchino torni tra le braccia di mio figlio, perché non posso accettare che sia finito chissà dove e poi devo ammetterlo, mi ci sono affezionato anch'io.
Torna a casa Sporchino, il tuo padroncino sta soffrendo per te!
Ci manchi.


sabato 2 gennaio 2016

DIGIUNO ASSOLUTO

Le festività lasciano sempre quel qualcosa in più che non sappiamo ben identificare, sarà la nostalgia delle feste appena trascorse in famiglia, la magia che pian piano si dissolve e torna lentamente alla sua regolarità, ma prima che ciò avvenga, viene deposto un piccolo sassolino come ricordo dei quei momenti, l'armonia che si respira nell'aria, oppure, sono soltanto i chili di troppo ad aver scaricato quel senso di pienezza difficile da smaltire e che si trascina dietro come una zavorra pesante.
Ebbene, oggi ho fatto di tutto per riempire quella zavorra e come buono proposito dell'anno nuovo, propongo un giorno di digiuno totale da ogni forma di cibo. Chissà se ci riuscirò, per ora mi sento talmente satollo da roteare in aria come una mongolfiera. Finite le feste si torna a sudare in palestra e a mangiare di meno. Così è stato stabilito, così ho detto.


COME UN ANNO FA

 L'anno scorso siamo rimasti rinchiusi per mesi a causa di un virus letale, sconosciuto e altamente aggressivo, dopo un anno siamo ancor...