L'altro giorno stavo facendo una piccola riflessione su quanto siano strane le persone, molte di queste le conosco personalmente e per forza di cose, ho dovuto stilare una top ten degli elementi più strani, bizzarri e totalmente fuori da ogni logica che spesso incontro.
E' ovvio, qui si pensa che scriva la mia personale classifica, ma non posso poiché non sarebbe giusto nei confronti delle persone nominate. Non posso fare nomi e cognomi dato che ho sempre mantenuto il concetto di anonimato sia mio, che di quelli che ogni tanto cito, ma come si fa a concretizzare le mie parole con esempi pratici?
Questa è una bella domanda.
Faccio così, per evitare che qualcuno venga offeso evito di fare gli esempi e buonanotte.
Ma allora a che serve questo post?
Altra bella domanda.
Fondamentalmente a nulla.
Ok, ok dirò qualcosa.
Da ragazzo ho conosciuto davvero un sacco di persone e ognuna di queste presentava certe peculiarità, però a vederli con un distacco temporale di una decina di anni, posso interpretare le loro stranezze dovute all'assunzione di alcol e droghe; come dire, in fin dei conti erano tutti atteggiamenti derivati da sostanze al di fuori della comune accettazione.
Poi dopo un decennio mi sono scontrato con un'altra parte della realtà, o meglio, quello che potrebbe sembrare realtà ma a volte sfiora addirittura la fantascienza. In questa sezione metto dentro il modo degli adulti e più nello specifico una categoria immensa, ovvero: i genitori.
Essendo io stesso genitore, ogni giorno ho a che fare con altri genitori ma devo dire che mi capita poche volte di incontrare persone assolutamente "normali"(non è mica detto che neppure io lo sia), però una categoria così nutrita di gente fuori dal comune è difficile trovarne altrove. I genitori sono individui strani.
I loro atteggiamenti, le loro ansie e tutto ciò che circola nella testa dei genitori viene espressa senza freni, anzi, viene amplificata ogni volta che ci si rivolge al proprio figlio, come dire: nessuno mi può giudicare.
I genitori sono una razza strana, hanno un cervello che molto spesso nascondo, trovano tutto ciò che vedono come un attentato all'integrità del figlio, molto spesso non si rendono conto che i figli richiedono solo semplicità nella vita e loro fanno di tutto per complicarsela.
Come dicevo prima, anch'io faccio parte della categoria di conseguenza anch'io ricado in questo tipo di catalogazione, può darsi e non lo nego. Forse quel che potrebbe salvarmi dall'essere un genitore ottuso è che mi metto spesso in discussione e mi faccio un sacco di domande; le risposte le trovo sempre con i miei figli.
martedì 4 aprile 2017
sabato 1 aprile 2017
CHE CONFUSIONE, SARA' PERCHE' SON STRESSATO
Tenere un piede in due scarpe è un'impresa complicata, esattamente come avere due lavori, specie se uno di questi fa fatica a decollare.
Dare ogni fibra di cervello non basta, versare tutto il sudore di cui si dispone, nemmeno; essere disponibile a tutte le ore, accondiscendente, propositivio e reattivo, non porta sempre ai risultati sperati e allora che bisogna fare?
Nulla, perseverare, continuare e non demordere mai.
E' davvero così?
[momento di motivazione]
Ma fino a quanto riuscirò a sopportare questo ritmo?
Non saprei rispondere.
Spero che la questione si regolarizzi infretta e soprattuto si possa definire meglio, dato che lavorando in due posti diversi, si corre il rischio di fare cilecca da ambo le parti.
C'è anche da dire una cosa: faccio una fatica bestiale a relazionarmi con chi ha in mano le redini del nuovo lavoro, io non riesco ad avere un quadro chiaro di cosa stiamo facendo e forse nemmeno chi ha ideato il tutto. Stiamo percorrendo una strada senza via d'uscita.
Sono fuori fase e ho perso buona parte delle mie energie cercando di dare un senso a tutti questi sforzi che vedo vanificarsi ogni giorno più velocemente.
Ma allora che motivo ho di continuare?
Sarà che ho una curiosità morbosa e voglio vedere fin dove si può arrivare. Sarà che ho investito così tanto che mollare adesso mi darebbe solo fastidio. Sarà che ancora nutro un po' di speranza, o forse sarà perché non è cosi facile mollare tutto arrivati a questo punto; insomma sono legato a doppia mandata sia di qua che di là.
Non ho voglia di fare un bel niente, mi sento stanco e mal mostoso.
Che pacco.
Dare ogni fibra di cervello non basta, versare tutto il sudore di cui si dispone, nemmeno; essere disponibile a tutte le ore, accondiscendente, propositivio e reattivo, non porta sempre ai risultati sperati e allora che bisogna fare?
Nulla, perseverare, continuare e non demordere mai.
E' davvero così?
[momento di motivazione]
Ma fino a quanto riuscirò a sopportare questo ritmo?
Non saprei rispondere.
Spero che la questione si regolarizzi infretta e soprattuto si possa definire meglio, dato che lavorando in due posti diversi, si corre il rischio di fare cilecca da ambo le parti.
C'è anche da dire una cosa: faccio una fatica bestiale a relazionarmi con chi ha in mano le redini del nuovo lavoro, io non riesco ad avere un quadro chiaro di cosa stiamo facendo e forse nemmeno chi ha ideato il tutto. Stiamo percorrendo una strada senza via d'uscita.
Sono fuori fase e ho perso buona parte delle mie energie cercando di dare un senso a tutti questi sforzi che vedo vanificarsi ogni giorno più velocemente.
Ma allora che motivo ho di continuare?
Sarà che ho una curiosità morbosa e voglio vedere fin dove si può arrivare. Sarà che ho investito così tanto che mollare adesso mi darebbe solo fastidio. Sarà che ancora nutro un po' di speranza, o forse sarà perché non è cosi facile mollare tutto arrivati a questo punto; insomma sono legato a doppia mandata sia di qua che di là.
Non ho voglia di fare un bel niente, mi sento stanco e mal mostoso.
Che pacco.
giovedì 30 marzo 2017
OGNI TANTO CI VUOLE
Per tenere un po' il passo con tutto ciò che è mutevole, ho rifatto il look al mio blog. Non è nulla di trascendentale ma ogni tanto ci vuole un rifacimento della facciata, come se dicessi a me stesso che è giunto il momento di cambiare. La voglia di fare dei cambiamenti ben più grandi c'è, anzi, ci sono tutti i presupposti per i quali si possa dire di aver fatto un altro passo nuovo e colgo l'occasione del blog per iniziare qualcosa di inedito.
Di carne da mettere sul fuoco ce n'è parecchia e nelle prossime settimane o mesi, sicuramente saranno documentati tutti i vari passaggi che compongono i miei prossimi cambiamenti.
Va beh, non dico nulla per non portarmi jella. Per adesso c'è il nuovo aspetto del blog. Teniamoci questo per buono, poi dopo si vedrà.
Di carne da mettere sul fuoco ce n'è parecchia e nelle prossime settimane o mesi, sicuramente saranno documentati tutti i vari passaggi che compongono i miei prossimi cambiamenti.
Va beh, non dico nulla per non portarmi jella. Per adesso c'è il nuovo aspetto del blog. Teniamoci questo per buono, poi dopo si vedrà.
lunedì 27 marzo 2017
TWENTY EURO FOR LOVE RESTANO SUL PEZZO NONOSTANTE TUTTO
Oggi al T28 noi T.E.F.L. ci siamo esibiti puntuali come degli orologi svizzeri alle 18.00, davanti ad un gruppo di persone che ancora non aveva avuto l'occasione di poterci ascoltare/vedere/vivere.
Il luogo adibito per i concerti al T28 lo si può definire angusto? No, troppo poco. Raccolto? Intimo? direi semplicemente: un buco.
Quando si suona in spazi così ristretti, sarebbe bene calibrare un po' i suoni poiché ciò che esce dalle casse ritorna indietro e per questo, si crea una specie di bolla sonora in cui si sente poco e male. Una semplice regola, che come si evince dalle mie parole, oggi non è stata seguita.
I centri sociali sono gli ultimi baluardi dove ancora si crea l'occasione per poter fare suonare le band, ma essendo sempre a corto di danari, utilizzano delle apparecchiature molto scarse il che ne compromette la qualità dell'esibizione. Quindi se uniamo il suono pessimo con la qualità bassa delle apparecchiature, ne viene fuori un gran casino. Per fortuna noi T.E.F.L. siamo riusciti a tenere duro e alla fine, abbiamo concluso il nostro concerto in maniera dignitosa, pur avendo avuto la grancassa che mi scivolava in avanti ed il pedale che conseguentemente si girava ad ogni colpo.
Non sono scuse, ma forse, a causa di questi problemi tecnici, non è stata la nostra miglior esibizione. Tutto sommato le persone hanno gradito le nostre canzoni e sono rimaste per tutto il nostro concerto ad ascoltarci fino all'ultima nota.
Prossima tappa Tortona Dazibao.
Arriveremo anche da voi.
Il luogo adibito per i concerti al T28 lo si può definire angusto? No, troppo poco. Raccolto? Intimo? direi semplicemente: un buco.
Quando si suona in spazi così ristretti, sarebbe bene calibrare un po' i suoni poiché ciò che esce dalle casse ritorna indietro e per questo, si crea una specie di bolla sonora in cui si sente poco e male. Una semplice regola, che come si evince dalle mie parole, oggi non è stata seguita.
I centri sociali sono gli ultimi baluardi dove ancora si crea l'occasione per poter fare suonare le band, ma essendo sempre a corto di danari, utilizzano delle apparecchiature molto scarse il che ne compromette la qualità dell'esibizione. Quindi se uniamo il suono pessimo con la qualità bassa delle apparecchiature, ne viene fuori un gran casino. Per fortuna noi T.E.F.L. siamo riusciti a tenere duro e alla fine, abbiamo concluso il nostro concerto in maniera dignitosa, pur avendo avuto la grancassa che mi scivolava in avanti ed il pedale che conseguentemente si girava ad ogni colpo.
Non sono scuse, ma forse, a causa di questi problemi tecnici, non è stata la nostra miglior esibizione. Tutto sommato le persone hanno gradito le nostre canzoni e sono rimaste per tutto il nostro concerto ad ascoltarci fino all'ultima nota.
Prossima tappa Tortona Dazibao.
Arriveremo anche da voi.
sabato 25 marzo 2017
CAMBIO CASA, DI NUOVO.
Ebbene al quarto figlio si cambia per la quarta volta casa. E' un passo abbastanza obbligato per chi come noi, non vive proprio in una magione ed è naturale cercare di ottenere dello spazio vitale in più visto che in casa siamo tanti.
La macchina è già stata messa in moto, il che significa che mia moglie sta vagliando ogni tipo di immobile presente nelle vicinanze della nostra attuale situazione abitativa, oddio, non proprio così vicino ma nemmeno fuori Milano, non sia mai!
Da quando abbiamo messo in atto quest'idea, sono venuti a casa tre esponenti di tre differenti agenzie che dopo un rapido sguardo alla casa sono giunti all'unanimità allo stesso valore dell'immobile; milioni di miliardi di paperdollari!!! Ora resta da scegliere a chi tra questi contendenti dobbiamo mettere in mano la nostra casetta.
Il pensiero sorto nella mia mente, dopo aver vissuto alcune delle situazioni dei giorni scorsi, mi fa riflettere su quello che ho sempre pensato ed ho sempre avuto ragione sostenendo che, il lavoro dell'agente immobiliare potrebbe essere un bel lavoro, peccato però che chi lo esegua abbia le medesime radici di poca qualità personali, ovvero: molto spesso sono dei caproni.
Un momento, un momento. Non voglio scatenare l'ira di nessuno. Ho detto questo proprio perché chi è venuto a fare le valutazioni sulla casa, non è stato così pessimo come quelli che ho conosciuto tempo addietro.
In effetti a ben vedere, il lavoro potrebbe avere delle potenzialità, poiché è dinamico, si deve padroneggiare un linguaggio tecnico, si portano avanti dei progetti, insomma ha un qualcosa di non malvagio. Purtroppo però le agenzie in franchising reclutano anche dei personaggi assolutamente non idonei a svolgere una mansione di questo tipo, ne consegue una perdita di valore della categoria.
Per anni ho visto di malocchio coloro che svolgevano questa mansione, e ho ritenuto di essere nel giusto, quando ho potuto constatare con mano che gli agenti immobiliari fossero degli zarri ripuliti che non vedevano l'ora di poter rendere orgogliosa la propria madre, mostrandosi ai loro occhi con la giacca e la cravatta per andare a lavoro.
Eppure nei giorni scorsi, sono venute persone che almeno due parole in croce le sapevano dire, però non è che mi abbiamo fatto cambiare totalmente idea, anche perché, sono più i tamarri immobiliari che non il resto.
Comunque staremo a vedere se costoro avranno delle soluzioni che faranno al caso nostro.
La ricerca continua...
La macchina è già stata messa in moto, il che significa che mia moglie sta vagliando ogni tipo di immobile presente nelle vicinanze della nostra attuale situazione abitativa, oddio, non proprio così vicino ma nemmeno fuori Milano, non sia mai!
Da quando abbiamo messo in atto quest'idea, sono venuti a casa tre esponenti di tre differenti agenzie che dopo un rapido sguardo alla casa sono giunti all'unanimità allo stesso valore dell'immobile; milioni di miliardi di paperdollari!!! Ora resta da scegliere a chi tra questi contendenti dobbiamo mettere in mano la nostra casetta.
Il pensiero sorto nella mia mente, dopo aver vissuto alcune delle situazioni dei giorni scorsi, mi fa riflettere su quello che ho sempre pensato ed ho sempre avuto ragione sostenendo che, il lavoro dell'agente immobiliare potrebbe essere un bel lavoro, peccato però che chi lo esegua abbia le medesime radici di poca qualità personali, ovvero: molto spesso sono dei caproni.
Un momento, un momento. Non voglio scatenare l'ira di nessuno. Ho detto questo proprio perché chi è venuto a fare le valutazioni sulla casa, non è stato così pessimo come quelli che ho conosciuto tempo addietro.
In effetti a ben vedere, il lavoro potrebbe avere delle potenzialità, poiché è dinamico, si deve padroneggiare un linguaggio tecnico, si portano avanti dei progetti, insomma ha un qualcosa di non malvagio. Purtroppo però le agenzie in franchising reclutano anche dei personaggi assolutamente non idonei a svolgere una mansione di questo tipo, ne consegue una perdita di valore della categoria.
Per anni ho visto di malocchio coloro che svolgevano questa mansione, e ho ritenuto di essere nel giusto, quando ho potuto constatare con mano che gli agenti immobiliari fossero degli zarri ripuliti che non vedevano l'ora di poter rendere orgogliosa la propria madre, mostrandosi ai loro occhi con la giacca e la cravatta per andare a lavoro.
Eppure nei giorni scorsi, sono venute persone che almeno due parole in croce le sapevano dire, però non è che mi abbiamo fatto cambiare totalmente idea, anche perché, sono più i tamarri immobiliari che non il resto.
Comunque staremo a vedere se costoro avranno delle soluzioni che faranno al caso nostro.
La ricerca continua...
domenica 19 marzo 2017
TUTTO PUO' CAMBIARE IN UN BATTER D'OCCHIO
Quando non credevo più che la mia situazione lavorativa potesse cambiare, arriva la proposta di seguire il corso di Washoku Kentei e farne parte attiva. Una cosa così non l'avrei mai nemmeno sfiorata come idea e mi ci sono buttato a capofitto fin da subito perché questa opportunità avrebbe potuto far procedere diversamente il corso della mia vita lavorativa migliorandola, per poi ottenere da questa esperienza un baglio culturale che si potesse rivelare utile anche in futuro.
Da questo nuovo impiego è partito tutto un discorso che mi riguarda personalmente e ha dato il "LA" per permettermi di partire con le mie gambe sul lungo e tortuoso cammino del mercato.
La novità, le idee, la volontà di mettermi in gioco mi hanno letteralmente assalito ogni ora del giorno e della notte. La mia testa ha brulicato di idee come se fossero arrivate con un pacco postale e all'apertura fossero uscite mille e mille nuove creazioni e nuove proposte. Come un vaso di Pandora sono uscite tutte e le ho vagliate una da una per poter tirar fuori l'idea vincente che mi avrebbe potuto far fare il salto di qualità.
Seguendo l'onda dell'entusiasmo, ho partecipato ad un corso per imparare a gestire il sito del Washoku Culture e crearne uno tutto mio, dove poter mettere quel che ho pensato fosse giusto collocare tra le mie "creature". Ho stipulato piccoli accordi con degli amici per mettere in piedi la mia baracca, ho trattato con gente nuova in attesa di attuare uno dei miei tanti piani e poco a poco la mia fantasia ha preso il volo arrivando in zone sempre più alte. Come per magia poi, sono arrivate le richieste per far suonare noi T.E.F.L. un po' ovunque e tutto mi è sembrato meraviglioso, finché non mi sono svegliato ed è terminato il sogno.
No, non è vero. Non mi sono ancora svegliato del tutto, diciamo che sto dormendo con un occhio aperto, per cui, ora sogno lo stesso ma con uno spiraglio aperto sulla realtà. Nel senso che si fa in fretta a perdere di vista ciò che è attuabile in maniera concreta, bisogna ridimensionare un po' le aspettative e si deve cercare in qualche modo di essere il più realisti possibile.
Quel che ho appreso finora è che tutto è mutabile e quando si lavora in proprio non ci sono certezze. Lo dico sapendo benissimo di aver scoperto l'acqua calda, eppure con quest'acqua a volte ci si può scottare e quando questo accade, non è piacevole tornare a pensare d'accapo come dover agire da qui ai prossimi 40 anni di lavoro.
La mia priorità più grande ora come ora, è quella di smetterla di lavorare la sera/notte, sono arrivato a non poterne più né di fare sempre il papà e il marito irreperibile la sera, né quello che deve sempre fare i salti mortali per essere presente ad un evento qualsiasi anche dei più banali. Sono stufo marcio di vivere le mie giornate a rovescio, oddio, inizio come tutti alle 7.00 del mattino e finisco verso le 2.00 e la cosa comincia a farsi sentire sul mio fisico.
Però, non perdiamoci d'animo e lavoriamo per cambiare. Non voglio farmi abbattere dagli eventi e nemmeno dagli ostacoli perché l'ostacolo che si pone sul cammino è un'opportunità che al momento no viene riconosciuta, per cui dovrò fare il censimento di qualunque cosa mi si pari davanti, non vorrei perdere un'occasione buona.
Da questo nuovo impiego è partito tutto un discorso che mi riguarda personalmente e ha dato il "LA" per permettermi di partire con le mie gambe sul lungo e tortuoso cammino del mercato.
La novità, le idee, la volontà di mettermi in gioco mi hanno letteralmente assalito ogni ora del giorno e della notte. La mia testa ha brulicato di idee come se fossero arrivate con un pacco postale e all'apertura fossero uscite mille e mille nuove creazioni e nuove proposte. Come un vaso di Pandora sono uscite tutte e le ho vagliate una da una per poter tirar fuori l'idea vincente che mi avrebbe potuto far fare il salto di qualità.
Seguendo l'onda dell'entusiasmo, ho partecipato ad un corso per imparare a gestire il sito del Washoku Culture e crearne uno tutto mio, dove poter mettere quel che ho pensato fosse giusto collocare tra le mie "creature". Ho stipulato piccoli accordi con degli amici per mettere in piedi la mia baracca, ho trattato con gente nuova in attesa di attuare uno dei miei tanti piani e poco a poco la mia fantasia ha preso il volo arrivando in zone sempre più alte. Come per magia poi, sono arrivate le richieste per far suonare noi T.E.F.L. un po' ovunque e tutto mi è sembrato meraviglioso, finché non mi sono svegliato ed è terminato il sogno.
No, non è vero. Non mi sono ancora svegliato del tutto, diciamo che sto dormendo con un occhio aperto, per cui, ora sogno lo stesso ma con uno spiraglio aperto sulla realtà. Nel senso che si fa in fretta a perdere di vista ciò che è attuabile in maniera concreta, bisogna ridimensionare un po' le aspettative e si deve cercare in qualche modo di essere il più realisti possibile.
Quel che ho appreso finora è che tutto è mutabile e quando si lavora in proprio non ci sono certezze. Lo dico sapendo benissimo di aver scoperto l'acqua calda, eppure con quest'acqua a volte ci si può scottare e quando questo accade, non è piacevole tornare a pensare d'accapo come dover agire da qui ai prossimi 40 anni di lavoro.
La mia priorità più grande ora come ora, è quella di smetterla di lavorare la sera/notte, sono arrivato a non poterne più né di fare sempre il papà e il marito irreperibile la sera, né quello che deve sempre fare i salti mortali per essere presente ad un evento qualsiasi anche dei più banali. Sono stufo marcio di vivere le mie giornate a rovescio, oddio, inizio come tutti alle 7.00 del mattino e finisco verso le 2.00 e la cosa comincia a farsi sentire sul mio fisico.
Però, non perdiamoci d'animo e lavoriamo per cambiare. Non voglio farmi abbattere dagli eventi e nemmeno dagli ostacoli perché l'ostacolo che si pone sul cammino è un'opportunità che al momento no viene riconosciuta, per cui dovrò fare il censimento di qualunque cosa mi si pari davanti, non vorrei perdere un'occasione buona.
giovedì 16 marzo 2017
UN NUOVO CONCERTO IN VISTA
L'attività dei Twenty Euro For Love è in pieno movimento. Il 26 marzo ci attende un nuovo concerto @ T 28 via dei Transiti Milano. L'appuntamento avverrà di domenica pomeriggio, un orario un pò insolito ma non per questo meno importante.
Accorrete numerosi, i T.E.F.L. vi aspettano sotto il palco a surfare insieme.
http://twentyeuroforlove.weebly.com
https://www.facebook.com/Twentyeuroforlove/
Accorrete numerosi, i T.E.F.L. vi aspettano sotto il palco a surfare insieme.
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