Oggi è finito il mondiale e i vincitori dell'edizione Brasil 2014 sono i nostri quasi vicini di casa tedeschi. Come ho già avuto modo di dire del calcio me ne frego ben poco, poi dopo che l'Italia è stata eliminata alla terza partita, me ne sono interessato ancora meno. Dobbiamo rendere giustizia alla Germania che ha guadagnato la coppa a suon di gol, perciò è giusto che il titolo se lo sia aggiudicato lei, essendo stata la migliore in campo. Ora devo dire onestamente, che sto scrivendo questo post a mio avviso poco interessante, come pretesto per pubblicare una foto che mi ha fatto molto ridere la prima volta che l'ho vista,che è stata pubblicata in occasione del risultato finale della partita Brasile-Germania (1-7). L'egemonia dei crucchi si fa sentire, dopo la politica internazionale e l'inarrestabile ascesa economica, anche nel calcio si può ammettere che abbia dettato legge anche in questo campo. cioè del Maracana. Magari un giorno parleremo tutti con un vago accento germanico, tutto sommato non sarebbe nemmeno così drastico, anche perché a mio tempo lo studiai (male) a scuola. La foto comunque è molto spiritosa e riassume con un sorriso il concetto da me espresso. Questo è il potere delle immagini.
lunedì 14 luglio 2014
venerdì 11 luglio 2014
QUELL'ANIMALE E' UN UOMO
E' da molto tempo che giro intorno a questo post, nel senso che vorrei scriverlo, però poi desisto, allora ci ripenso e oggi mi sono deciso. La titubanza sta nel fatto, che fondamentalmente quello che mi accingo a scrivere, non vorrei doverlo fare ma è doveroso dopo ciò che ho letto della ragazza in herasmus a Milano.
Io sono un essere umano, appartenente alla categoria uomo-maschio. Questa definizione molto spesso, viene accomunata a ciò che nella lingua italiana viene identificato con un termine inequivocabile, ossia: essere spregevole. Purtroppo la definizione calza a pennello addosso a certi individui, che come unico obbiettivo hanno solo una cosa nel cervello bacato. Non ci vuole una scienza per capirlo. Il solo ed unico pensiero che mai sfuggirà in una mente maschile è il sesso. Parlo con cognizione di causa essendo io stesso, facente parte della categoria. Non ci sono mezze parole, l'uomo non pensa ad altro che all'organo sessuale femminile, ma non alla donna nel suo insieme, soltanto al suo apparato riproduttore, a ciò che serve per nutrire i bambini, senza escludere quello che serve per sedersi. La donna viene sezionata in tre parti e su ognuna di quelle viene focalizzata l'attenzione maschile, meglio dire l'ossessione maschile. Non è un caso se la quasi totalità dei reati a sfondo sessuale sono commessi da uomini, difficilmente si sente di donne che stuprano uomini soli nei parchi o vengano molestati su mezzi pubblici. Io da quando ho prestato attenzione sull'argomento, non ho mai sentito di donne che facciano lo stesso al sesso opposto. Non ci sono giustificazioni a tal punto, non esiste un attenuante sul un modo brutale di ottenere delle attenzioni, per così dire, del gentil sesso, è inammissibile, eppure in natura in tutte le specie animali presenti sul globo, il maschio si comporta sempre mosso dall'istinto sessuale. Sarà che siamo proprio fatti male. Però prendendo visione dei limiti che il genere maschile ha, questo deve venire supplito dal rispetto per le donne che viene semplicemente insegnato, prima dalle famiglie, poi dalle istituzioni come la scuola. Chi agisce seguendo gli istinti di violenza, obbligando a chi si para davanti di eseguire quanto preteso, lo fa perché in qualche modo si sente legittimato ed è questo il vero dramma. Finché la società impone alle donne di sentirsi come oggetti sessuali, seguendo dei canoni di bellezza esasperati dalla frustrazione di apparire come dei poster ambulanti sempre disponibili e compiacenti, il fenomeno dell'abuso non avrà mai fine.
Io ho due figli, una femmina, un maschio e sono preoccupato di darli in pasto a gente che potrebbe far loro del male o (nel caso del maschio) possa provocare del dolore, nei confronti di chi è più debole. Ne morirei in entrambi i casi, ma nel mio piccolo, cercherò di insegnare a pretende il rispetto e a darlo, a chi come loro lo pretende. Questa credo sia l'unica soluzione sul sedare qualunque tipo di violenza, poi mi affido alla fortuna per il resto.
Mi capita a volte quando sono in giro, di essere guardato male dalle donne, perché pensano che io possa essere pericoloso ed è una cosa rammaricante. Non si dovrebbe aver paura degli uomini (in un mondo perfetto) però capisco perfettamente la diffidenza che possano avere per chiunque passi loro vicino. Sentendo poi quello che succede nelle strade, nelle famiglie e dappertutto ci sia di mezzo una femmina, mi nasce dentro un senso di vergogna e di colpevolezza tale, da rinnegare la mia natura di uomo, anche se non ho mai fatto e farei nulla di male ad una donna. Purtroppo però, avendole vessate per secoli e non credo che la cosa sia cessata, sarà sempre più normale per una donna, dubitare delle intenzioni di un maschio se lo si incrocia per strada magari in tarda ora. L'unica cosa che mi viene da dire è che mi dispiace davvero di cuore se ragioniamo in base al nostro istinto sessuale. E' primitivo, limitante ed avvilente. Chissà se un giorno la questione si possa risolvere in maniera definitiva. Quel giorno avverrà nel momento in cui anche gli uomini partoriranno con dolore, forse solo così si potrà limitare un atto deplorevole come la violenza sessuale.
Io sono un essere umano, appartenente alla categoria uomo-maschio. Questa definizione molto spesso, viene accomunata a ciò che nella lingua italiana viene identificato con un termine inequivocabile, ossia: essere spregevole. Purtroppo la definizione calza a pennello addosso a certi individui, che come unico obbiettivo hanno solo una cosa nel cervello bacato. Non ci vuole una scienza per capirlo. Il solo ed unico pensiero che mai sfuggirà in una mente maschile è il sesso. Parlo con cognizione di causa essendo io stesso, facente parte della categoria. Non ci sono mezze parole, l'uomo non pensa ad altro che all'organo sessuale femminile, ma non alla donna nel suo insieme, soltanto al suo apparato riproduttore, a ciò che serve per nutrire i bambini, senza escludere quello che serve per sedersi. La donna viene sezionata in tre parti e su ognuna di quelle viene focalizzata l'attenzione maschile, meglio dire l'ossessione maschile. Non è un caso se la quasi totalità dei reati a sfondo sessuale sono commessi da uomini, difficilmente si sente di donne che stuprano uomini soli nei parchi o vengano molestati su mezzi pubblici. Io da quando ho prestato attenzione sull'argomento, non ho mai sentito di donne che facciano lo stesso al sesso opposto. Non ci sono giustificazioni a tal punto, non esiste un attenuante sul un modo brutale di ottenere delle attenzioni, per così dire, del gentil sesso, è inammissibile, eppure in natura in tutte le specie animali presenti sul globo, il maschio si comporta sempre mosso dall'istinto sessuale. Sarà che siamo proprio fatti male. Però prendendo visione dei limiti che il genere maschile ha, questo deve venire supplito dal rispetto per le donne che viene semplicemente insegnato, prima dalle famiglie, poi dalle istituzioni come la scuola. Chi agisce seguendo gli istinti di violenza, obbligando a chi si para davanti di eseguire quanto preteso, lo fa perché in qualche modo si sente legittimato ed è questo il vero dramma. Finché la società impone alle donne di sentirsi come oggetti sessuali, seguendo dei canoni di bellezza esasperati dalla frustrazione di apparire come dei poster ambulanti sempre disponibili e compiacenti, il fenomeno dell'abuso non avrà mai fine.
Io ho due figli, una femmina, un maschio e sono preoccupato di darli in pasto a gente che potrebbe far loro del male o (nel caso del maschio) possa provocare del dolore, nei confronti di chi è più debole. Ne morirei in entrambi i casi, ma nel mio piccolo, cercherò di insegnare a pretende il rispetto e a darlo, a chi come loro lo pretende. Questa credo sia l'unica soluzione sul sedare qualunque tipo di violenza, poi mi affido alla fortuna per il resto.
Mi capita a volte quando sono in giro, di essere guardato male dalle donne, perché pensano che io possa essere pericoloso ed è una cosa rammaricante. Non si dovrebbe aver paura degli uomini (in un mondo perfetto) però capisco perfettamente la diffidenza che possano avere per chiunque passi loro vicino. Sentendo poi quello che succede nelle strade, nelle famiglie e dappertutto ci sia di mezzo una femmina, mi nasce dentro un senso di vergogna e di colpevolezza tale, da rinnegare la mia natura di uomo, anche se non ho mai fatto e farei nulla di male ad una donna. Purtroppo però, avendole vessate per secoli e non credo che la cosa sia cessata, sarà sempre più normale per una donna, dubitare delle intenzioni di un maschio se lo si incrocia per strada magari in tarda ora. L'unica cosa che mi viene da dire è che mi dispiace davvero di cuore se ragioniamo in base al nostro istinto sessuale. E' primitivo, limitante ed avvilente. Chissà se un giorno la questione si possa risolvere in maniera definitiva. Quel giorno avverrà nel momento in cui anche gli uomini partoriranno con dolore, forse solo così si potrà limitare un atto deplorevole come la violenza sessuale.
mercoledì 9 luglio 2014
LO SLALOM SUL CEMENTO
La mattina è il momento della giornata in cui sono costretto a correre, ma non solo io purtroppo, anche i miei figli mi seguono come delle macchinette a ruota libera. Forse l'avevo scritto in qualche post vecchio, della mattinata che inizia con la tirannia del tempo che mi frusta per non arrivare in ritardo alle scuole dei miei figli. Più che altro sembra un conto alla rovescia in funzione nell'attimo esatto in cui apro gli occhi, fino alla chiusura delle porte delle elementari di mia figlia e dell'asilo di mio figlio. Durante il tragitto, che di per sé è abbastanza lungo e faticoso, ci sono disseminati qua e là una miriade di deiezioni canine che rendono la strada impraticabile. E' una cosa oscena sia a vederla che a parlarne soltanto. Nonostante le zone colpite siano nei pressi di scuole dove a camminare sono le gambette distratte della futura classe "dirigente del paese", il fenomeno di maleducazione non cessa a diminuire, anzi ogni giorno se ne vedono sorgere come se fosse la cosa più naturale del mondo, lasciare i ricordini dei cani al passeggio. Non ci fossero le aree cani dico io, anche se questo non giustifica il gesto della maleducazione dei padroni, ma nelle vicinanze ce ne sono a profusione perciò di posto dove scaricarsi ne hanno eccome. Non ci vuole poi tanto e non capisco il motivo per il quale debbano lasciarle a terra. Basta andare in giro con i sacchettini e una volta che il cane ha fatto quello che doveva la si raccoglie e puff te ne dimentichi. Invece quando questo non avviene, chi ha la sfortuna di pestarla se la ricorda per almeno tutta la giornata. Che odio mi sale quando ci penso, io metterei la faccia del padrone dentro la "torta" del caro amico a quattro zampe. Ovvio l'animale non ha colpa, in fondo per lui un posto vale l'altro, sta nell'intelligenza della persona che lo accompagna, accorgersi che il luogo non è quello consentito. Una volta, stremato di dover fare l'Alberto Tomba milanese in allenamento sull'asfalto, ho pensato di tappezzare la zona circostante di manifesti in cui si insultavano tutti quei disgraziati delle persone maleducate. L'inattuabilità del gesto di protesta è venuto subito a galla. tipo: l'orario notturno delle affissioni non mi sarebbe stato permesso, poiché di notte lavoro. L'altro sarebbe un esborso di soldi esagerato per le mie tasche e non sarebbe sicuro nemmeno dell'effetto educativo. Comunque sarebbe da provare. Faccio appello a qualche filantropo milanese, di produrre dei manifesti offensivi nei riguardi di chi sporca le strade, perché quello messo in giro dal comune di Milano sembra troppo delicato e amichevole, per cui il messaggio non è ben recepito dai duri di comprendonio, giudicate voi.
lunedì 7 luglio 2014
GLI '80 MUSICALI IN ITALIA
Ho un brutto vizio, musicalmente parlando, ovvero quello di bistrattare un po' la musica italiana. Non lo faccio apposta, solamente che sono abituato ad una musica anglofona poiché le canzoni che resteranno o che già sono nella storia, vengono dagli USA o dall'Inghilterra c'è poco da fare, battono tutti. Potrei fare l'elenco di band o cantanti provenienti da questi due paesi ma ci metterei un giorno intero a scriverli tutti quindi passo avanti. In questo momento, cioè quello in cui sto scrivendo, ho in cuffia una selezione di musica italiana di tutto rispetto del decennio 80. A differenza degli anni 60 e 70 negli 80, credo che gli autori nostrani abbiano abbandonato il richiamo delle due potenze musicali e abbiano identificato un certo modo di fare musica all'italiana e non ha nulla di meno degli altri due paesi.
Sono cresciuto con un padre appassionato di musica italiana della sua gioventù, perciò ho fatto incetta di gruppi pseudo hippie e figli dei fiori de' noantri, quindi un piccolo bagaglio di musicale appartenuto al periodo 60/70 me lo sono creato a suon di cassette inserite nell'autoradio, sulle lunghe traversate estive tra Milano e Napoli. Crescendo ho capito che ciò che ascoltava mio padre, erano spesso canzoni tradotte di hit formidabili inglesi o americane, ma anche canzoni molto vicine allo stile delle grandi band di lingua inglese. Un po' come succedeva nel resto del mondo, dopo tutto, ogni nazione ha avuto un proprio Elvis, noi abbiamo avuto Little Tony (r.i.p). Ma poi quando ho avuto una certa autonomia musicale, ho assorbito un tipo di musica molto identificativa del nostro popolo. La melodia italiana è famosa nel mondo dai tempi dei grandi compositori della musica classica, fino alla musica leggera divulgata con il celeberrimo Festival di Sanremo e penso che negli anni 80 questo elemento caratteristico italiano, sia stato portato ai suoi massimi livelli.
Si certo negli anni 70 è stato anche l'epoca dei nostri grandi cantautori, ma negli 80 proprio questi, hanno pubblicato dischi magnifici. C'è da dire anche una cosa, nel decennio 80 veniva trasmessa molta più musica nazionale che estera, (come tutt'oggi accade in Francia) il motivo penso sia anche politico. In Italia in quel decennio ci fu una forte crescita a livello economico del Bel Paese e forse per rendere ancor più popolare il sentimento di benessere e identità nazionale, le radio e le TV trasmettevano molta musica italiana. Probabilmente l'egemonia americana imperialista, non era ancora arrivata in Italia approdando con Mtv e le emittenti nazionali avevano a disposizione molto materiale nostrano da poter pompare dentro in confini a forma di stivale, quindi la musica italiana ha avuto la sua più estesa divulgazione. Sarà che Maurizio Seymandi ha contribuito a rendere memorabili canzoni italiane con il suo Superclassifica Show? Ma non saprei, però molte dell canzoni che oggi conosco, le ho ascoltate grazie al mitico dj canale 5. Anche se aveva una faccia spaventosa, ho tenuto duro e ora mi rallegro nei ricordi di canzoni passate che hanno reso speciale per me quel periodo.
Sono cresciuto con un padre appassionato di musica italiana della sua gioventù, perciò ho fatto incetta di gruppi pseudo hippie e figli dei fiori de' noantri, quindi un piccolo bagaglio di musicale appartenuto al periodo 60/70 me lo sono creato a suon di cassette inserite nell'autoradio, sulle lunghe traversate estive tra Milano e Napoli. Crescendo ho capito che ciò che ascoltava mio padre, erano spesso canzoni tradotte di hit formidabili inglesi o americane, ma anche canzoni molto vicine allo stile delle grandi band di lingua inglese. Un po' come succedeva nel resto del mondo, dopo tutto, ogni nazione ha avuto un proprio Elvis, noi abbiamo avuto Little Tony (r.i.p). Ma poi quando ho avuto una certa autonomia musicale, ho assorbito un tipo di musica molto identificativa del nostro popolo. La melodia italiana è famosa nel mondo dai tempi dei grandi compositori della musica classica, fino alla musica leggera divulgata con il celeberrimo Festival di Sanremo e penso che negli anni 80 questo elemento caratteristico italiano, sia stato portato ai suoi massimi livelli.
Si certo negli anni 70 è stato anche l'epoca dei nostri grandi cantautori, ma negli 80 proprio questi, hanno pubblicato dischi magnifici. C'è da dire anche una cosa, nel decennio 80 veniva trasmessa molta più musica nazionale che estera, (come tutt'oggi accade in Francia) il motivo penso sia anche politico. In Italia in quel decennio ci fu una forte crescita a livello economico del Bel Paese e forse per rendere ancor più popolare il sentimento di benessere e identità nazionale, le radio e le TV trasmettevano molta musica italiana. Probabilmente l'egemonia americana imperialista, non era ancora arrivata in Italia approdando con Mtv e le emittenti nazionali avevano a disposizione molto materiale nostrano da poter pompare dentro in confini a forma di stivale, quindi la musica italiana ha avuto la sua più estesa divulgazione. Sarà che Maurizio Seymandi ha contribuito a rendere memorabili canzoni italiane con il suo Superclassifica Show? Ma non saprei, però molte dell canzoni che oggi conosco, le ho ascoltate grazie al mitico dj canale 5. Anche se aveva una faccia spaventosa, ho tenuto duro e ora mi rallegro nei ricordi di canzoni passate che hanno reso speciale per me quel periodo.
sabato 5 luglio 2014
CIAO GIORGIO
Ieri sera dopo aver cenato con la mia famiglia, mia moglie mi dice che è morto Giorgio Faletti, io incredulo le chiedo di ripetere e lei mi conferma, che è morto per il male del nostro millennio, ovvero il cancro. La notizia mi ha davvero sconvolto perché non avevo idea che fosse malato, a quanto mi ha riferito mia moglie, non l'aveva reso noto a nessuno. Mi dispiace molto secondo me era davvero un personaggio meritevole di lode. Agli inizi fu un cabarettista poi arrivò in televisione a far parte della compagnia del drive-in e mi ricordo perfettamente i suoi personaggi, quello più celebre in assoluto è Vito Catozzo. Poi divenne cantante con diversi album all'attivo e ovviamente scrittore. Mi ricordo quando uscì "Io Uccido", ne sentì parlare in ogni dove, ovunque mi girassi vedevo qualcuno leggere quel libro. Personalmente non lo lessi tutto, cioè lo cominciai ma poi smisi a causa di uno dei miei tanti traslochi e dovetti abbandonare la lettura per non perdere il libro tra il trambusto degli scatoloni in giro per casa. Però lessi "Fuori Da Un Evidente Destino" e mi piacque parecchio. Sono davvero rammaricato per questa dipartita, credo che il nostro paese perda un grande personaggio.
mercoledì 2 luglio 2014
LA GATTA DAI CALZINI BIANCHI
Oggi è un mese esatto che abbiamo la nostra piccola Nala a casa, sembrerà strano ma comincia a diventare grande anche lei. Dopo trenta giorni esatti posso dire con precisione come si è comportata con noi, il responso è: un amore. Obbiettivamente è un po' come non averla, nel senso che è talmente autonoma che sembra di avere un peluche. Lo sforzo nell'accudirla è davvero minino, basta darle da mangiare, pulirle la sabbietta e farle un paio di coccole ma per il resto della giornata sparisce, si nasconde, dorme tant'è che spesso la chiamo per vedere se è ancora in casa oppure no. Il momento in cui si fa sentire è quando sono ai fornelli per preparare la cena, lì dà il meglio di sé in miagolii infiniti finché non le arriva la pappa anche a lei. Una volta riempita la panzetta, come tutti i cuccioli, le viene voglia di giocare. Quello che forse non ha capito molto bene, secondo me, è la differenza tra il giorno e la notte perché li scambia vicendevolmente, nel senso che di notte si sbizzarrisce in prodezze feline attaccando chi vorrebbe dormire (il suo bersaglio preferito è mia moglie) e di giorno schiaccia dei contagiosi pisolini.
Anche la reazione dei miei figli è notevolmente cambiata, all'inizio ne avevano timore, si spostavano appena lei accennava ad un movimento, ora la rincorrono per prenderla in braccio appena la trovano in giro per casa, a detta loro, per farle le coccole ma in verità la strapazzano come un uovo. Il posto preferito della nostra piccola tigre è sul balcone, ma essendo lei una spericolata, si arrampica come Reihnold Mensner quello è per lei un luogo off limits senza che ci sia qualcuno a darle un occhio e nonostante la vigilanza attenta dei nostri 8 occhi, trova sempre il modo per sfuggire e vedere cosa c'è di sotto.
Per concludere potrei dire che ora la Nala è una di famiglia, forse è quella più pelosa e mordace ma non sarebbe possibile pensare noi quattro senza di lei, perché sembra che sia sempre stata con noi quindi, brava Nala, ci hai conquistato.
Anche la reazione dei miei figli è notevolmente cambiata, all'inizio ne avevano timore, si spostavano appena lei accennava ad un movimento, ora la rincorrono per prenderla in braccio appena la trovano in giro per casa, a detta loro, per farle le coccole ma in verità la strapazzano come un uovo. Il posto preferito della nostra piccola tigre è sul balcone, ma essendo lei una spericolata, si arrampica come Reihnold Mensner quello è per lei un luogo off limits senza che ci sia qualcuno a darle un occhio e nonostante la vigilanza attenta dei nostri 8 occhi, trova sempre il modo per sfuggire e vedere cosa c'è di sotto.
Per concludere potrei dire che ora la Nala è una di famiglia, forse è quella più pelosa e mordace ma non sarebbe possibile pensare noi quattro senza di lei, perché sembra che sia sempre stata con noi quindi, brava Nala, ci hai conquistato.
martedì 1 luglio 2014
ME DUELE EL CORAZON
Non credevo che le pene d'amore si sentissero forti anche da bambini, cioè al limite pensavo che provassero qualcosa di indefinito, sicuramente molto particolare ma di poco conto e invece oggi ho avuto la conferma che anche i più piccoli soffrono per amore. La prova schiacciante me l'ha data mio figlio e tutto avrei pensato fuorché fosse lui a darne la prima manifestazione. Me la sarei aspettata da mia figlia, perché primo, è un po' più grande, secondo è una romanticona, eppure le mie previsioni sono risultate errate. Il mio piccolino non ha mai dato l'impressione di essere interessato all'argomento anzi, l'ho sempre visto così perso nei suoi giochi con i suoi amichetti che credevo non fosse ancora al corrente dell'altra metà del cielo. Si certo ha una sorella, ma quella credo la interpreti come un prolungamento del proprio corpo, una scissione del suo essere, in poche parole è il sangue del suo sangue, quindi non conta. Da qualche giorno parlava di una certa Noemi ed è una bimba che non frequenta la sua stessa classe ma è in quella affianco, io non ho avuto ancora il piacere di conoscerla e credo nemmeno mia moglie. Mio figlio alla prima avvisaglia di infatuazione ne ha parlato subito con la mamma, tra l'altro per la vergogna non voleva lo sapessi. Passato qualche giorno, mentre gli facevo le coccole prima di addormentarsi, spontaneamente mi ha parlato di lei. Una volta che ha messo al corrente tutta la famiglia, non ha fatto altro che nominarla in continuazione, Noemi di qui, Noemi di là. Ieri è successa una cosa curiosa, prima di metterlo a letto mia moglie come di consueto, gli ha fatto la doccia e ad un certo punto dice:
"Mamma Noemi dice che puzzo, vado subito a fare la doccia."
Mia moglie si è messa a ridere ovviamente.
Visto che aveva qualche ciuffo ribelle la sua mamma gli ha aggiustato la frangetta, cosa che ha sempre negato di voler fare. Dopo essersi asciugato e accorciato i capelli dice:
"Mamma profumo?"
"Si amore."
"Ma si sentirà anche domani?"
"Certo."
"Ma posso mettere anche il profumo di batman prima di andare a scuola?"
"Si tesorino."
Oggi la tragedia!
La scuola regolare è finita ieri, con il primo di luglio è iniziata la scuola estiva per cui cambiano un po' di cose all'interno della struttura, le classi si uniscono prendendo dei nomi nuovi, si porta l'occorrente per giocare con la piscina, ci sono delle nuove maestre ecc... ma in tutto ciò, Noemi non c'era e non ci sarà fino a settembre. Mio figlio e rimasto addolorato a tal punto da scoppiare a piangere dopo la solita doccia. Con i singhiozzi in gola, dopo avergli chiesto il motivo del suo pianto disperato, mi ha risposto che Noemi è partita e non farà la scuola estiva. Mi ha fatto una tenerezza tale che sarei andato con lui sotto casa di questa Noemi per farle una serenata tipo gatto in amore. Il mio cucciolo ha sentito il suo primo dolore per colpa della freccia di Cupido. Quante te ne arriveranno piccolo mio, te lo dice uno che di mal d'amore ha dovuto farci i conti per parecchio tempo, ma il bello sta proprio in questo.
"Mamma Noemi dice che puzzo, vado subito a fare la doccia."
Mia moglie si è messa a ridere ovviamente.
Visto che aveva qualche ciuffo ribelle la sua mamma gli ha aggiustato la frangetta, cosa che ha sempre negato di voler fare. Dopo essersi asciugato e accorciato i capelli dice:
"Mamma profumo?"
"Si amore."
"Ma si sentirà anche domani?"
"Certo."
"Ma posso mettere anche il profumo di batman prima di andare a scuola?"
"Si tesorino."
Oggi la tragedia!
La scuola regolare è finita ieri, con il primo di luglio è iniziata la scuola estiva per cui cambiano un po' di cose all'interno della struttura, le classi si uniscono prendendo dei nomi nuovi, si porta l'occorrente per giocare con la piscina, ci sono delle nuove maestre ecc... ma in tutto ciò, Noemi non c'era e non ci sarà fino a settembre. Mio figlio e rimasto addolorato a tal punto da scoppiare a piangere dopo la solita doccia. Con i singhiozzi in gola, dopo avergli chiesto il motivo del suo pianto disperato, mi ha risposto che Noemi è partita e non farà la scuola estiva. Mi ha fatto una tenerezza tale che sarei andato con lui sotto casa di questa Noemi per farle una serenata tipo gatto in amore. Il mio cucciolo ha sentito il suo primo dolore per colpa della freccia di Cupido. Quante te ne arriveranno piccolo mio, te lo dice uno che di mal d'amore ha dovuto farci i conti per parecchio tempo, ma il bello sta proprio in questo.
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