Un giorno un sarto/a, volle inventare qualcosa di speciale, ma non seppe dove indirizzare le sue idee. Si fece un bagno caldo per rilassarsi e magari, con l'aiuto dei vapori e della soffice schiuma, sarebbe sorta quell'ispirazione che tanto cercava. Rimase in ammollo per più di due ore senza raggiungere nulla di concreto, al che uscì dall'acqua oramai fredda, sconsolato/a dalla sua poca fantasia. Rimase in piedi dentro la vasca con i brividi sparsi sulla pelle, prese l'asciugamano e si coprì, in quell'esatto istante venne colpito, come un albero da un fulmine, dall'ispirazione tanto desiderata. Egli/ella pensò, "Ma se inventassi un asciugamano che si possa indossare a fine bagno?" Quello fu il giorno dell'invenzione dell'accappatoio, ovvero un oggetto inutile.
Ho cercato su internet l'inventore di questo capo da bagno, ma le mie esigue ricerche non hanno avuto risposta, però sono venuto a conoscenza, che non sono l'unico a considerare l'accappatoio una cosa senza utilità alcuna. Ho inventato una brevissima storiella, per capire cosa possa aver pensato colui o colei che inventò questo accessorio, proprio perché non è venuto fuori il nome dell'inventore. Non credo di essere andato molto lontano dalla verità, ma se qualcuno sapesse come sono andati veramente i fatti, me lo faccia pure sapere.
Scrivo questo post in relazione, all'ultima doccia notturna avuta ieri. Di ritorno dal lavoro, sono spesso un bagno di sudore, dato che arrivo in bici, è quindi cosa buona e giusta, lavarsi prima di entrare nel letto.
1 per una questione di igiene personale, ovviamente.
2 anche per una questione di rispetto nei riguardi di mia moglie.
Una volta finita la doccia, mi sono accorto che non avevo a portata di mano, il mio asciugamano grosso da bagno, mi sono sentito smarrito. C'erano due possibilità, usare l'asciugamano piccolo per le mani, appunto, oppure usare l'accappatoio di mia moglie. Avrei dovuto scegliere la prima opzione.
Data la necessità di uscire dalla doccia e poi andare a dormire, ho preso quell'accessorio inutile per tentare di asciugarmi. Io ho sempre odiato questo indumento e lo uso solo dopo la doccia della palestra, ma l'opinione che ho per questo ammasso di tessuto non cambia.
Mi copro con l'accappatoio rosa shocking e saranno state le dimensioni ridotte rispetto al mio corpo, o forse perché funzioni asciugatrici non ne ha mai avute, sono uscito come se non avessi nulla addosso, di conseguenza intorno a me ho creato il Mar Mediterraneo. Le mie ciabatte a quel punto si sono intrise d'acqua per cui sono divenute inutilizzabili. Ho preso lo straccio che per fortuna era sotto il lavandino per asciugare il pavimento e la mia temperatura corporea ha iniziato a salire, come una pentola a pressione. Ho percorso il corridoio con i piedi fradici, cercando un altro paio di ciabatte da usare e come per magia, c'erano a portata di piede, quelle di mia moglie. Nel frattempo la mia gatta, che è l'unico felino ad adorare l'acqua, si è infilata nella vasca bagnata, non contenta, si è accucciata nelle piccole pozze da me create al di fuori e si fatta il bagno pure lei. Poi però è andata in giro per casa, infradiciando tutto. Io l'ho inseguita con le ciabattine di mia moglie e l'accappatoio, piccolo anche quello, nel tentativo di fermarla. La temperatura all'interno del maledetto indumento si è fatta lavica e ho cominciato a schiumare come un cavallo da corsa, nonostante avessi tutto aperto sul davanti. Sembravo un super eroe dalle dubbie tendenze, bagnato di sudore esattamente come quando ero entrato nel bagno per lavarmi. Se avessi avuto il mio asciugamano sarebbe stato tutto molto più semplice, ne sono certo.
giovedì 6 novembre 2014
mercoledì 5 novembre 2014
WELCOME TO THE JUNGLE
Ieri pomeriggio, alla palestra di ginnastica artistica dove vanno i miei figli, ho assistito ad una scena dal quale è scaturito un pensiero che mi ha fatto riflettere. Mentre stavo cambiando i miei pargoli per l'imminente lezione, ho approfittato di quei cinque minuti liberi, per dar loro un po' di merenda. Dato che mia figlia non ama nessun tipo di merendina, biscotto o dolciume che sia, le ho portato i crostini di pane, quelli che si mettono nella minestra; a lei piacciono e io con quelli vado sul sicuro. Lei li mangiava tranquillamente con gran soddisfazione, poi le si avvicina una ragazzina più grande chiedendone uno. La questione arriva qui. Questa pre-pre-adolescente si è avvicinata a mia figlia con un modo, non direi sgarbato né maleducato, nemmeno perentorio o violento, diretto forse è l'aggettivo più azzeccato. Mia figlia la guarda, non aspettandosi tale richiesta e domanda a me se può dargliene uno. Io rispondo di si, ovviamente. Al che, le da questo crostino e l'altra se ne va. E' una cosa del tutto normale tra bambini chiedere di provare una cosa, piuttosto che una merenda, mica mi destabilizza anzi, sono ben contento se i miei figli condividono le cose che hanno con gli altri. Tant'è che anche mio figlio ha condiviso a sua volta, la sua merenda con una loro amica. Quello che mi ha fatto specie, è stato vedere il confronto, quasi scontro, tra una ragazzina più grande e mia figlia. Penso a quanti incontri più o meno piacevoli saranno chiamati a gestire i miei bambini nel corso della loro vita, perciò le ipotesi su una rosa di possibilità, arriveranno di sicuro, anche quelle meno rosee. Mi domando cosa faranno in quell'occasione?
La giornata in cui siamo andati a comprare il Mac invece, il protagonista di un incontro simile è stato mio figlio. Eravamo seduti sugli sgabelli con affianco il commesso che ci illustrava il portatile, ed accanto a mio figlio, giocava un bambino della sua età che gli chiede, questa volta in modo molto più irruento, rispetto alla ragazzina della palestra, se gli andava di vedere cosa faceva. Mio figlio a questa richiesta si è irrigidito e con il suo modo, un po' glaciale, non gli ha risposto. Io non sono intervenuto perché volevo vedere come si cavava fuori da solo. La richiesta del bambino è diventato poi un vero e proprio ordine, allora mia figlia è andata in soccorso del mio piccolo, dicendo che a lui non interessava. Vedendo di non ricevere nessuno tipo di soddisfazione, il bambino se ne va, e solo allora mio figlio si è messo davanti al giochino del suo coetaneo.
I bambini sono lo specchio dei genitori. Se uno è abituato a rapportarsi in maniera educata e garbata con gli altri, allora anche i figli, grosso modo ripetono ciò che vedono dai loro educatori. Va da sé, che se invece il piccolo assiste a modi di fare non esattamente pacati, questo ripeterà ai suoi pari, ma anche agli adulti, ciò che ha appreso e apprende di continuo.
Sia mia moglie che io, non ci ergiamo a chissà quali paladini della giustizia, però abbiamo insegnato ai nostri figli di portare rispetto a tutti. D'altro canto, è giusto anche pretendere lo stesso da chi gli sta davanti. Questa sicuramente è la via più giusta per stare al mondo, a mio parere. Certo quando mi trovo a delle scene in cui i miei figli, sono "vittime" di piccoli soprusi da parte di altri bambini, mi viene istitutivo proteggerli, però sono anche cosciente che la vita va affrontata in prima linea, quindi loro si devono irrobustire, perché per quanto facciamo finta di niente, la vita è una giungla e la meglio ce l'hanno sempre i più forti, purtroppo, mica i più educati.
La giornata in cui siamo andati a comprare il Mac invece, il protagonista di un incontro simile è stato mio figlio. Eravamo seduti sugli sgabelli con affianco il commesso che ci illustrava il portatile, ed accanto a mio figlio, giocava un bambino della sua età che gli chiede, questa volta in modo molto più irruento, rispetto alla ragazzina della palestra, se gli andava di vedere cosa faceva. Mio figlio a questa richiesta si è irrigidito e con il suo modo, un po' glaciale, non gli ha risposto. Io non sono intervenuto perché volevo vedere come si cavava fuori da solo. La richiesta del bambino è diventato poi un vero e proprio ordine, allora mia figlia è andata in soccorso del mio piccolo, dicendo che a lui non interessava. Vedendo di non ricevere nessuno tipo di soddisfazione, il bambino se ne va, e solo allora mio figlio si è messo davanti al giochino del suo coetaneo.
I bambini sono lo specchio dei genitori. Se uno è abituato a rapportarsi in maniera educata e garbata con gli altri, allora anche i figli, grosso modo ripetono ciò che vedono dai loro educatori. Va da sé, che se invece il piccolo assiste a modi di fare non esattamente pacati, questo ripeterà ai suoi pari, ma anche agli adulti, ciò che ha appreso e apprende di continuo.
Sia mia moglie che io, non ci ergiamo a chissà quali paladini della giustizia, però abbiamo insegnato ai nostri figli di portare rispetto a tutti. D'altro canto, è giusto anche pretendere lo stesso da chi gli sta davanti. Questa sicuramente è la via più giusta per stare al mondo, a mio parere. Certo quando mi trovo a delle scene in cui i miei figli, sono "vittime" di piccoli soprusi da parte di altri bambini, mi viene istitutivo proteggerli, però sono anche cosciente che la vita va affrontata in prima linea, quindi loro si devono irrobustire, perché per quanto facciamo finta di niente, la vita è una giungla e la meglio ce l'hanno sempre i più forti, purtroppo, mica i più educati.
martedì 4 novembre 2014
BASTANO SOLO DUE GOCCE
Andare in giro a Milano con la bici è già di per sé un'impresa eroica, ma quando piove diventa addirittura impossibile. Io sono abituato a schivare, aggirare, e superare tutto ciò che la strada presenta, ma a quanto pare, gli automobilisti non riescano a pensare al di fuori del proprio abitacolo. Nonostante costoro siano riparati dall'acqua, con la radio in ascolto e magari il climatizzatore in funzione, la pioggia ha comunque un effetto deleterio sul loro stato d'animo, come se diventassero ancora più imbecilli, di quanto già non siano con il cielo sereno. Tra l'altro non si capisce per quale agente fisco-gattapeloso-astruso, è ben noto che le automobili al contatto con l'acqua, per osmosi si duplichino. Forse ho già esposto tale problematica, vorrà dire che la questione mi sta particolarmente a cuore, se non su un'altra parte del corpo.
Siedo sulla mia bicicletta, ricoperto dalla testa ai piedi, da una speciale tuta studiata apposta per i ciclisti temerari come me. Non vorrei fare troppa pubblicità a questo tipo di abbigliamento galattico, ma lascio scorgere qualche sua maestosa facoltà. La giacca e i pantaloni, non permettono in nessun modo di far infiltrare l'acqua al suo interno, e fin qui ci siamo. La vera novità, nel campo dell'idrorepellenza, sta che il calore sprigionato dal corpo umano in movimento, emana quella temperatura adatta a far sgorgare dalla pelle, i copiosi liquidi sudoripari da rendere quasi inutile coprirsi. E' magia pura.
Il motivo per il quale adopero la bici anche sotto le intemperie, non mi è molto chiaro, cioè far parte degli automobilisti intontiti dalla pioggia, non mi piace assolutamente, però ammetto che è comodo non infradiciarsi. Forse preferisco prendere di petto la situazione e sfidare la pioggia come farebbe un guerriero, piuttosto che stare seduto in auto e commiserare i ciclisti che prendono a pedalate le onde cittadine. Sarà che mi manca qualche rotella, sarà perché preferisco la fatica o sarà perché mi amo, la due ruote a pedali, vince sempre su tutti i veicoli. Provare per credere.
Siedo sulla mia bicicletta, ricoperto dalla testa ai piedi, da una speciale tuta studiata apposta per i ciclisti temerari come me. Non vorrei fare troppa pubblicità a questo tipo di abbigliamento galattico, ma lascio scorgere qualche sua maestosa facoltà. La giacca e i pantaloni, non permettono in nessun modo di far infiltrare l'acqua al suo interno, e fin qui ci siamo. La vera novità, nel campo dell'idrorepellenza, sta che il calore sprigionato dal corpo umano in movimento, emana quella temperatura adatta a far sgorgare dalla pelle, i copiosi liquidi sudoripari da rendere quasi inutile coprirsi. E' magia pura.
Il motivo per il quale adopero la bici anche sotto le intemperie, non mi è molto chiaro, cioè far parte degli automobilisti intontiti dalla pioggia, non mi piace assolutamente, però ammetto che è comodo non infradiciarsi. Forse preferisco prendere di petto la situazione e sfidare la pioggia come farebbe un guerriero, piuttosto che stare seduto in auto e commiserare i ciclisti che prendono a pedalate le onde cittadine. Sarà che mi manca qualche rotella, sarà perché preferisco la fatica o sarà perché mi amo, la due ruote a pedali, vince sempre su tutti i veicoli. Provare per credere.
lunedì 3 novembre 2014
ESPERIMENTO NIPPONICO
Era da tempo che volevamo far provare ai nostri bimbi la succulenta cucina giapponese e finalmente oggi abbiamo avuto l'opportunità di farlo e loro, hanno avuto il coraggio di provare. I miei figli hanno dei gusti molto diversi tra loro; mia figlia mangerebbe quintali di pasta, per lo più al sugo, mentre mio figlio andrebbe avanti a patatine fritte e carne. Per riuscire a spezzare questo lucchetto culinario, da tempo mia moglie li sta istruendo a mangiare le verdure quasi tutte le sere, poiché se dipendesse da loro, potrebbero marcire in frigo nei secoli a venire.
Oggi a differenza delle scorse domeniche, abbiamo azzardato ad un'uscita dal sapore orientale. Non è certo la prima volta che ci vedono alle prese con bacchette e ramen, dato che mia moglie ed io siamo ghiotti di cucina giapponese, ma loro si sono sempre tenuti alla larga da quelle cose strane. Siamo andati per gradi quindi non li abbiamo messi difronte al sushi o sashimi, in quest'occasione di prova, c'era la necessità di assaggiare per primi dei piatti cucinati, piuttosto che crudi. Devo dire che la loro reazione me la sarei aspettata diversa, invece sono stati bravi, soprattutto mia figlia, in quanto è lei ad essere la più difficile in fatto di novità culinarie. Devo ammettere che si è mangiata la sua portata di salmone alla griglia con riso bianco (detta così sembrerebbe il piatto più normale del mondo) con le bacchette tutto d'un fiato. Mio figlio con la sua cotoletta di maiale impanata, propriamente detta tonkatsu, l'ha lasciata quasi tutta. Forse era più stupito di sentire i suoi genitori ripetere la parola tonkatsu, precisando che le parolacce non si dicono, piuttosto che il sapore della cotoletta di per sé. Va beh, comunque sia il ristorante Nozomi ha risposto bene alla chiamata nipponica, servendo dei piatti adatti all'occasione e anche gradevoli. Io mi sono scofanato i ramen e la cotoletta di mio figlio e anche mia moglie ha dato fondo alle sue riserve di forze per finire i sui ramen, in attesa di poter mangiare di nuovo les crudité made in Japan. Per festeggiare alla loro prova di coraggio, siamo andati a vedere la mostra della Pimpa, poi però per cena, abbiamo fatto la pizza. Che dire, i sapori italici sono sempre quelli preferiti dai miei figli. Non è mica colpa loro se la nostra cucina è così buona.
sabato 1 novembre 2014
SCHERZETTO O MAL DI PANCIA?
Ieri sera, in occasione della celebrazione filo-anglosassone delle zucche illuminate, i miei figli sono stai invitati a due feste in casa. In una di queste anche i genitori erano ben accetti, ragion per cui, siamo andati tutti insieme pieni di spirito (è proprio il caso di dirlo) allegro e goliardico, a festeggiare Halloween. Appena entrati in casa dei proprietari, nonché dell'intero palazzo, tutti i bambini invitati sono andati su e giù per i piani a raccattare dolci e caramelle. Essendosi recati davanti alle porte dei vari condomini, ovvero parenti e inquilini dei proprietari dello stabile, l'ambiente era più che conosciuto, direi familiare. Finite le rapine di dolciumi, dopo la fatidica frase "DOLCETTO O SCHERZETTO" detta solo per sentito dire in verità, i mostriciattoli si sono dati alla pazza gioia del gioco sregolato. Noi adulti abbiamo mangiato ogni tipo di manufatto più o meno casereccio, bevuto il giusto e riso a crepapelle.
Dato che mio figlio era stato invitato anche ad un'altra festa, a casa del suo amichetto del cuore, ho accompagnato il mio bimbo mascherato da Uffi Pluppi (un personaggio di sua invenzione), per lasciarlo in pasto ad altri bambini mascherati da mostri, ma pettinati tutti rigorosamente con il gel.
Ritorno alla prima festa, e nel frattempo il clima è rimasto uguale, forse pure più chiassoso rispetto a prima, sia per i piccoli, ma di più per gli adulti. Le scorte di pasticcini, salatini, patatine e tutto ciò che aveva un superlativo di minoranza, erano finite, eppure sono riuscito nel rush finale a dare una spazzolata definitiva alla tavola. Arrivati ad una certa ora, abbiamo levato le tende e fatto ritorno a casa, non prima di aver recuperato mio figlio. Uffi Pluppi e la piccola Vampira, si sono decisamente contenuti nei bagordi, ma io non ho resistito al richiamo delle leccornie imbastite sul tavolo pieno di ogni bontà. Chissà chi si sarà aggiudicato la nausea prima di dormire? Halloween è la notte dei mostri e capisco anche il motivo. Quando si dorme con lo stomaco pieno di schifezze, in sogno appaiono qualsiasi tipo di incubi. Burp, anziché Boo!
Dato che mio figlio era stato invitato anche ad un'altra festa, a casa del suo amichetto del cuore, ho accompagnato il mio bimbo mascherato da Uffi Pluppi (un personaggio di sua invenzione), per lasciarlo in pasto ad altri bambini mascherati da mostri, ma pettinati tutti rigorosamente con il gel.
Ritorno alla prima festa, e nel frattempo il clima è rimasto uguale, forse pure più chiassoso rispetto a prima, sia per i piccoli, ma di più per gli adulti. Le scorte di pasticcini, salatini, patatine e tutto ciò che aveva un superlativo di minoranza, erano finite, eppure sono riuscito nel rush finale a dare una spazzolata definitiva alla tavola. Arrivati ad una certa ora, abbiamo levato le tende e fatto ritorno a casa, non prima di aver recuperato mio figlio. Uffi Pluppi e la piccola Vampira, si sono decisamente contenuti nei bagordi, ma io non ho resistito al richiamo delle leccornie imbastite sul tavolo pieno di ogni bontà. Chissà chi si sarà aggiudicato la nausea prima di dormire? Halloween è la notte dei mostri e capisco anche il motivo. Quando si dorme con lo stomaco pieno di schifezze, in sogno appaiono qualsiasi tipo di incubi. Burp, anziché Boo!
venerdì 31 ottobre 2014
UN FIORE IN OGNI MANO
LEI.
E' colei che ha cambiato il corso della mia vita. Da ragazzo senza un posto nel mondo quale ero, dopo il suo arrivo, mi sono visto un uomo con l'unico scopo di vederla crescere. Ho imparato da lei molto di più di quanto avrei immaginato e spero di averle reso almeno la metà. E' una bambina intelligente e spigliata. Ho sempre riposto molta fiducia in lei, perché la ritengo matura e attenta, anche per questioni che vanno al di là delle sue percezioni. Ha uno spiccato senso del dovere ed è competente in tutto ciò che fa. Ha le idee molto chiare e quando chiacchiero con lei mi sembra di parlare, non dico con un'adulta, ma poco ci manca. Apprende facilmente, ha spirito d'iniziativa, si mette in gioco spesso e le piace eccellere, ma in modo genuino. Si sente a suo agio nella società e riesce a trovare senza problemi la sua collocazione. Fa amicizia in fretta ed è leale con tutti. Le affascinano le scoperte e si incuriosisce quando trova qualcosa che non conosce, di solito tenta di arrivare da sola a certe conclusioni che mi sbalordiscono per la correttezza dei ragionamenti. Ha una memoria formidabile, si ricorda cose che a volte mi chiedo come faccia a tenerle a mente. Mi piace il suo gusto musicale, ha il senso del ritmo e della melodia. Adora cantare davanti allo specchio con il suo microfono professionale e si atteggia ballando come una star. Quando capita che sbaglia qualcosa, sorride con tutta la leggerezza che dispone e fa le fossette. E' indubbiamente la bambina più dolce e bella del mondo. Cerca le nostre attenzioni in modo continuativo e persistente, mette su il broncio quando cerchiamo di ritagliare i nostri spazi. Io gliela do sempre vinta, non riesco a dirle di no, o se sono costretto a farlo, cerco di renderla il meno infelice possibile. Le piace stare al centro della scena però a volte è anche timida. Non mento se dico che è amata da tutti e credo che i motivi siano, perché è sincera, tenera ed affettuosa. Ha un gusto estetico molto preciso e se qualcosa non la convince, tenta in tutti i modi di avvicinarsi in modo assoluto alla sua concezione di perfezione. E' capace di farsi fare la coda dieci volte, sopratutto se sono io a fargliela. Prima di uscire di casa si prepara come una signorina e vedo in lei una futura donna. So già che quando crescerà sarò geloso marcio di chi catturerà il suo amore. Lei è il mio dolcetto di fine pasto, la ciliegina sulla torta e tutto ciò che le sta intorno assume quello strato soffice di zucchero a velo. Io la chiamo "gattino di panna" perché è una cucciola ed ha la pelle profumata come la sua mamma. La amo con ogni parte di me.
LUI.
E' colui che riesce a farmi tornare bambino. Ha un'attitudine nel giocare, davvero coinvolgente e per nulla scontata. Si perde in mondi fantastici e costruisce in maniera dettagliata, delle dimensioni dentro il quale si abbandona totalmente. Mi riconosco molto in lui sotto questo aspetto. Gli piacciono i travestimenti e adora stare con sua sorella maggiore. Ha una grande forza d'animo ma al contempo è molto fragile, o forse sono io a vederlo così. E' capace di stupirmi quando credo che qualcosa sia più grande di lui. E' coraggioso e gli piace dimostrare la sua forza di bambino contro di me, ma non è un violento, anzi, nel momento il cui vede un suo coetaneo giocare in maniera troppo vigorosa, si defila, ma non da codardo, bensì da persona intelligente. E' sveglio, perspicace, intuitivo. Adora ascoltare le storie e come funzionano gli oggetti. Mi chiede sempre il motivo di certi atteggiamenti che non gli sono chiari e va a fondo delle questioni, finché non le rende proprie. Ispira tenerezza al primo sguardo ed è irresistibile quando diventa timido. E' l'amico ideale per ogni bambino, ma non si concede a tutti, lui ha i suoi amici preferiti, e va in estasi nel momento in cui gioca nell'ambiate in cui si trova a suo agio. Se io tornassi improvvisamente ad avere cinque anni, vorrei essere a tutti i costi il suo migliore amico. E' gentile, sensibile gli piace essere considerato il piccolo di casa e per questo lo coccoliamo un sacco, nel senso che tutte le notti ad un certo punto lo troviamo nel lettone. I dolci sono il suo cibo preferito e mangerebbe qualsiasi cosa purché ci sia sopra del cioccolato come condimento. Ha il sorriso splendido di chi ride di gusto e lo fa con gli occhi. Ha il senso dell'umorismo, sintomo d'intelligenza e gli piace inventare storie spiritose. Mi abbindola in due parole e corre da ovunque sia per darmi il bacino prima di andare a lavoro. Si sveglia allegro e si addormenta durante i film. Sicuramente ciò che lo caratterizza è il sorriso, che fin dai primi mesi ha sempre elargito a tutti coloro gli parlassero. E' un confusionario, riesce a mettere sottosopra la sua stanza in un battibaleno e ci vuole un'ora per cercare di convincerlo a rimettere tutto a posto. Quando deve andare a letto, fa un po' di storie e pretende le coccole da me, ma soprattutto dalla mamma, che ama come tutti i maschietti amano. Ha ancora le dita morbide dei bambini piccoli, pur avendo il fisichino asciutto. Ha una passione per i salti, infatti quando è sul divano o sul letto, mostra i suoi progressi nella ginnastica artistica saltellando come un grillo. E' il bambino speciale, il mio cuore è suo.
E' colei che ha cambiato il corso della mia vita. Da ragazzo senza un posto nel mondo quale ero, dopo il suo arrivo, mi sono visto un uomo con l'unico scopo di vederla crescere. Ho imparato da lei molto di più di quanto avrei immaginato e spero di averle reso almeno la metà. E' una bambina intelligente e spigliata. Ho sempre riposto molta fiducia in lei, perché la ritengo matura e attenta, anche per questioni che vanno al di là delle sue percezioni. Ha uno spiccato senso del dovere ed è competente in tutto ciò che fa. Ha le idee molto chiare e quando chiacchiero con lei mi sembra di parlare, non dico con un'adulta, ma poco ci manca. Apprende facilmente, ha spirito d'iniziativa, si mette in gioco spesso e le piace eccellere, ma in modo genuino. Si sente a suo agio nella società e riesce a trovare senza problemi la sua collocazione. Fa amicizia in fretta ed è leale con tutti. Le affascinano le scoperte e si incuriosisce quando trova qualcosa che non conosce, di solito tenta di arrivare da sola a certe conclusioni che mi sbalordiscono per la correttezza dei ragionamenti. Ha una memoria formidabile, si ricorda cose che a volte mi chiedo come faccia a tenerle a mente. Mi piace il suo gusto musicale, ha il senso del ritmo e della melodia. Adora cantare davanti allo specchio con il suo microfono professionale e si atteggia ballando come una star. Quando capita che sbaglia qualcosa, sorride con tutta la leggerezza che dispone e fa le fossette. E' indubbiamente la bambina più dolce e bella del mondo. Cerca le nostre attenzioni in modo continuativo e persistente, mette su il broncio quando cerchiamo di ritagliare i nostri spazi. Io gliela do sempre vinta, non riesco a dirle di no, o se sono costretto a farlo, cerco di renderla il meno infelice possibile. Le piace stare al centro della scena però a volte è anche timida. Non mento se dico che è amata da tutti e credo che i motivi siano, perché è sincera, tenera ed affettuosa. Ha un gusto estetico molto preciso e se qualcosa non la convince, tenta in tutti i modi di avvicinarsi in modo assoluto alla sua concezione di perfezione. E' capace di farsi fare la coda dieci volte, sopratutto se sono io a fargliela. Prima di uscire di casa si prepara come una signorina e vedo in lei una futura donna. So già che quando crescerà sarò geloso marcio di chi catturerà il suo amore. Lei è il mio dolcetto di fine pasto, la ciliegina sulla torta e tutto ciò che le sta intorno assume quello strato soffice di zucchero a velo. Io la chiamo "gattino di panna" perché è una cucciola ed ha la pelle profumata come la sua mamma. La amo con ogni parte di me.
LUI.
E' colui che riesce a farmi tornare bambino. Ha un'attitudine nel giocare, davvero coinvolgente e per nulla scontata. Si perde in mondi fantastici e costruisce in maniera dettagliata, delle dimensioni dentro il quale si abbandona totalmente. Mi riconosco molto in lui sotto questo aspetto. Gli piacciono i travestimenti e adora stare con sua sorella maggiore. Ha una grande forza d'animo ma al contempo è molto fragile, o forse sono io a vederlo così. E' capace di stupirmi quando credo che qualcosa sia più grande di lui. E' coraggioso e gli piace dimostrare la sua forza di bambino contro di me, ma non è un violento, anzi, nel momento il cui vede un suo coetaneo giocare in maniera troppo vigorosa, si defila, ma non da codardo, bensì da persona intelligente. E' sveglio, perspicace, intuitivo. Adora ascoltare le storie e come funzionano gli oggetti. Mi chiede sempre il motivo di certi atteggiamenti che non gli sono chiari e va a fondo delle questioni, finché non le rende proprie. Ispira tenerezza al primo sguardo ed è irresistibile quando diventa timido. E' l'amico ideale per ogni bambino, ma non si concede a tutti, lui ha i suoi amici preferiti, e va in estasi nel momento in cui gioca nell'ambiate in cui si trova a suo agio. Se io tornassi improvvisamente ad avere cinque anni, vorrei essere a tutti i costi il suo migliore amico. E' gentile, sensibile gli piace essere considerato il piccolo di casa e per questo lo coccoliamo un sacco, nel senso che tutte le notti ad un certo punto lo troviamo nel lettone. I dolci sono il suo cibo preferito e mangerebbe qualsiasi cosa purché ci sia sopra del cioccolato come condimento. Ha il sorriso splendido di chi ride di gusto e lo fa con gli occhi. Ha il senso dell'umorismo, sintomo d'intelligenza e gli piace inventare storie spiritose. Mi abbindola in due parole e corre da ovunque sia per darmi il bacino prima di andare a lavoro. Si sveglia allegro e si addormenta durante i film. Sicuramente ciò che lo caratterizza è il sorriso, che fin dai primi mesi ha sempre elargito a tutti coloro gli parlassero. E' un confusionario, riesce a mettere sottosopra la sua stanza in un battibaleno e ci vuole un'ora per cercare di convincerlo a rimettere tutto a posto. Quando deve andare a letto, fa un po' di storie e pretende le coccole da me, ma soprattutto dalla mamma, che ama come tutti i maschietti amano. Ha ancora le dita morbide dei bambini piccoli, pur avendo il fisichino asciutto. Ha una passione per i salti, infatti quando è sul divano o sul letto, mostra i suoi progressi nella ginnastica artistica saltellando come un grillo. E' il bambino speciale, il mio cuore è suo.
martedì 28 ottobre 2014
FEBBRICITANTE
Tempo, 109 fazzoletti al minuto,
che consumi in un solo starnuto.
Così avrebbe dovuto cantare Jovanotti in NON M'ANNOIO, forse lui quando la scrisse godeva di ottima salute, a differenza mia che mi sento uno schifo. Da stamattina ad ora, credo di aver consumato centoventotto tonnellate di fazzoletti, l'equivalente di un ettaro disboscato nella foresta amazzonica, non sono sicuro delle proporzioni equivalenti, però rende l'idea.
Quando iniziano i cambiamenti climatici, per noi ciclisti urbani è la fine.
Abituato ad andare alla velocità della luce, con la conseguente copiosità sudoripara, gli indumenti che indosso solitamente, hanno lo stesso spessore della carta velina. C'è da aggiungere che io soffro molto il caldo perciò mi copro troppo poco. Sarà l'età che avanza, oppure lo scotto che bisogna pagare ogni anno, sta di fatto, sono qui a in ufficio a starnutire come un'aspirapolvere guasta (ammesso che starnutiscano quando si rompono) ed intanto lavoro più di quanto vorrei.
Per quanto concerne le medicine da assumere, non sono quel che si direbbe un asso, mi imbottisco solo di cose che penso possano fermare l'influenza, come la tachipirina o l'aspirina, per cui prima di venire a lavoro, ho fatto una combo di entrambi i farmaci, ho inforcato la bici e sono partito, nel senso che ora non connetto più. I miei sensi alterati sono dovuti alla febbre o qualcosa di appena prima, sono quelli che definirei gli svarioni degli anelli. Non vedo l'ora di andare a casa, nel senso che non vedo nemmeno più l'orologio per quanto mi lacrimano gli occhi. Odio stare male.
che consumi in un solo starnuto.
Così avrebbe dovuto cantare Jovanotti in NON M'ANNOIO, forse lui quando la scrisse godeva di ottima salute, a differenza mia che mi sento uno schifo. Da stamattina ad ora, credo di aver consumato centoventotto tonnellate di fazzoletti, l'equivalente di un ettaro disboscato nella foresta amazzonica, non sono sicuro delle proporzioni equivalenti, però rende l'idea.
Quando iniziano i cambiamenti climatici, per noi ciclisti urbani è la fine.
Abituato ad andare alla velocità della luce, con la conseguente copiosità sudoripara, gli indumenti che indosso solitamente, hanno lo stesso spessore della carta velina. C'è da aggiungere che io soffro molto il caldo perciò mi copro troppo poco. Sarà l'età che avanza, oppure lo scotto che bisogna pagare ogni anno, sta di fatto, sono qui a in ufficio a starnutire come un'aspirapolvere guasta (ammesso che starnutiscano quando si rompono) ed intanto lavoro più di quanto vorrei.
Per quanto concerne le medicine da assumere, non sono quel che si direbbe un asso, mi imbottisco solo di cose che penso possano fermare l'influenza, come la tachipirina o l'aspirina, per cui prima di venire a lavoro, ho fatto una combo di entrambi i farmaci, ho inforcato la bici e sono partito, nel senso che ora non connetto più. I miei sensi alterati sono dovuti alla febbre o qualcosa di appena prima, sono quelli che definirei gli svarioni degli anelli. Non vedo l'ora di andare a casa, nel senso che non vedo nemmeno più l'orologio per quanto mi lacrimano gli occhi. Odio stare male.
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