sabato 15 agosto 2015

A FERRAGOSTO IL RIPOSO NON LO CONSOCO

Per chi durante le festività è costretto a lavorare, come me, saprà che nei giorni di festa il lavoro aumenta in maniera impressionante. A dispetto di quello che si crede, la gente quando è in vacanza diventa insopportabile, soprattutto quando non trova il servizio per il quale paga. Non solo, ma le richieste di emergenza, sembra che aspettino solo quel giorno per farsi sentire da un coro composto da un milione di persone. Chiaramente, in queste giornate speciali, a lavorare sono sempre io, mentre gli altri miei colleghi, non so come facciano, ma se ne stanno bellamente a casa. In effetti, non sono proprio da solo a lavorare, ma chi condivide con me questo supplizio, sono sempre le solite facce. Potrei definirmi come una specie di prescelto, di eletto, uno sul quale si possa fare un cieco affidamento: il migliore. In verità sono un povero sfigato, che ha sempre accettato i turni senza mai battere ciglio e si becca sempre delle giornate infernali. Ora non ne posso più, voglio cercare un altro posto di lavoro che mi dia un po' di respiro e magari il weekend a casa, non guasterebbe di certo. In questa penuria di lavoro, dovrei sentirmi addirittura fortunato ad avere quel che ho, però potrei fare questo discorso, anche con un altro migliore, l'umiltà la manterrei lo stesso.

Cerco lavoro migliore, astenersi Tel...ehm perdi Tempo.


giovedì 13 agosto 2015

IL VIAGGIO DIDDIO - SPONSORED by DURACELL -

Domani vado a riprendere la mia dolce famigliola al mare. Fino a qualche giorno fa, il programma era decisamente comodo, sarei andato dopo il turno di notte (cioè questo) con mio cognato in auto, nel pomeriggio. Purtroppo però, i piani sono cambiati, nel senso che mio cognato parte prima causa lutto familiare(un vecchio zio deceduto) dunque l'andata per raggiungere moglie e figli, subisce una modifica. Come ho fatto per tornare a Milano, anche in questa occasione, le Ferrovie dello S
tato saranno il mio mezzo di trasporto. Dato che ho saputo oggi del cambiamento, mi sono precipitato in stazione centrale per acquistare il biglietto. Credo che mancassero solo i piccioni in biglietteria, poi saremmo stati al completo. La fila di gente era talmente lunga che se mi fossi messo dietro l'ultimo sarei arrivato a Carrara, ovvero il luogo di destinazione di domani. Sono riuscito a fare il biglietto andando in un'agenzia un po' defilata della stazione, pagando una commissione di 3 euro in più, però il treno che mi ha trovato la tizia al banco, non è quello che si può dire un viaggio comodo. Premettendo che finisco il turno di notte, domani alle 8.00 ed il primo treno diretto per Carrara è alle 9.00, va da sé che non riesco a prenderlo. Una volta ho provato a fare una roba del genere e me lo sono visto passare davanti. Quindi ho prenotato il treno delle 10.00, però peccato che ha due cambi prima dell'arrivo. I cambi sono scomodi, soprattutto se si vuole schiacciare un pisolino sul vagone, questo, avendone due, mi costringe a stare all'occhio prima di perdere le coincidenze utili. L'orario previsto è alle 15.07, il che significa che sarò sveglio 31 ore prima di rivedere i miei bimbi e mia moglie. Una volta che sarò da loro, dovrei quanto meno passare del tempo sulla spiaggia a giocare, dato che non li vedo da dieci giorni. In più, domani sarà la notte dei fuochi per il ferragosto e bisogna assistere assolutamente, dato che è l'attrazione principe del luogo. Dimenticavo, vorrei partire per Milano la sera stessa, ovvero tornare a casa verso mezzanotte e non aspettare l'indomani, poiché a casa ci sono i due micetti da soli.
In conclusione:
Qualcuno ha delle pile da prestarmi?




mercoledì 12 agosto 2015

LA RIVINCITA DEL BATTERISTA

Sembrerà strano, ma uno strumento rispecchia molto la personalità di chi lo suona. La codifica di una band è presto fatta:

Il cantante: è il frontman, per cui la star.
Il chitarrista: (solista) si contende le attenzioni del pubblico con il cantante ed è considerato il genio del gruppo.
Il bassista: è l'elemento più misterioso, fuori dai luoghi comuni, quello anticonvenzionale (questo discorso non vale per Gene Simmons)
Il batterista: ?
Ieri sera, stavo ascoltando Rock Bazar di Massimo Cotto su Virgin Radio ed ha raccontato un aneddoto, come sempre d'altronde. Ebbene, l'oggetto di questa puntata erano appunto i batteristi. Esordisce dicendo: "E' ormai nota, la poca attitudine intellettuale dei batteristi..."
Ehhhh????

Chiaramente, il giornalista non aveva nulla di personale contro i drummers, riportava solo quello che nell'ambiente circola da qualche decennio, cioè che i batteristi siano piuttosto stupidi. Essendo stato chiamato direttamente in causa da questa calunnia, lì per lì me la sono presa; poi però ho cercato di capire per quale motivo si pensa questo di noi percussionisti rockettari.
Il prototipo del batterista rock è una persona che ha una certa carica emotiva, fisica e di presenza scenica, ben più grande del resto della band. E' quello che si sente di più anche se non richiede un supporto elettrico, come gli amplificatori; Certo, in un live bisogna microfonare i tom e i piatti, ma anche senza, si sente eccome.
Inoltre c'è da dire che lo strumento è ritmico, perciò non si possono suonare melodie che facciano sognare come la chitarra o il pianoforte, quindi si pensa, a torto, che chi suona tale strumento, non abbia sentimenti profondi da esternare. Di conseguenza il batterista, rimane soltanto una persona pronta a fare casino, a picchiare duro e darsi l'affanno ad ogni canzone, insomma, che sia solo istinto e niente ragione. Ora, non è perché non c'è uno studio armonico o un fraseggio delicato dietro ad una canzone, che subito si debba arrivare alla conclusione, che chi si siede dietro ai tamburi non abbia il cervello per essere un individuo profondo. E' ingiusto! Basti pensare a Phil Collins, a Dave Grohl, solo per citarne un paio. Ok, loro hanno poi cambiato ruolo e strumento, ma solo perché sarebbe difficile cantare per due ore mentre ci si muove freneticamente. La canzone ne risentirebbe.
Io però sapevo che i batteristi di solito vengono considerati i più pazzi della band tipo, come Keith Moon o Trè Cool, non credo che siano o siano stati, degli stupidi, solo esuberanti direi. Ma se poi si parla di John Bonham, in questo caso non si può non definirlo come un genio delle percussioni. In breve anche tra i batteristi ci sono persone che nutrono pensieri di un certo spessore.
Una volta Chad Smith dichiarò: "Anche i batteristi hanno dei sentimenti." Peccato che però poi, questi sentimenti non vennero condivisi pubblicamente. Ma sì, meglio così, in fin dei conti noi batteristi ci apriamo solo a poche persone. Concludendo posso affermare che, sicuramente noi batteristi possiamo apparire come un nucleo di forza ed energia, misti a pazzia ed eccentricità, ma dentro di noi "batte" anche un cuore tenero e risuona un cervello di tutto rispetto.




domenica 9 agosto 2015

LONELINESS SUMMERTIME

Se devo proprio trovare una nota positiva nella mia forzata solitudine, la posso collocare nella scrittura. Sì, perché, nonostante sia a casa da solo e mi manchi tremendamente la mia famiglia, il cervello è in piena attività e cavalca un'onda di creatività che capita giusto in questo periodo dell'anno, ovvero: in estate da solo.
Quando sento al telefono mia moglie e mi chiede cosa faccio durante il giorno, io le rispondo semplicemente: scrivo. L'unica cosa alternativa alla scrittura è la palestra, e lo faccio solo per un senso di colpa latente che mi obbliga ad andarci, vista la spesa mensile. Ah già, poi c'è il lavoro.
Nelle lunghe ore solitarie mi immergo completamente nella vicenda del mio ultimo libro, non mi accorgo delle ore macinate e di quanto sia produttiva la sessione giornaliera. Di solito scrivo di notte a lavoro, ma ultimamente è diventato difficile poiché le richieste notturne sono decisamente aumentate e questo richiede una grande attenzione da parte mia, ciò però va a ledere la mia storia.
Non nascondo neppure, che di notte mi viene difficile scrivere senza chiudere gli occhi. Quindi ne approfitto della solitudine estiva per portare avanti una delle mie più grandi passioni.
Durante il giorno scrivo prima di andare in palestra, al ritorno mangio e ritorno subito a scrivere finché non devo andare a lavoro. Quando rientro a casa, scrivo ancora un po' e prima di chiudere gli occhi fino all'indomani, leggo. Questa è la mia giornata tipo.
Mia moglie simpaticamente mi prende in giro dicendomi che conduco una vita noiosa. Potrei a detta sua, uscire con gli amici, andare da qualche parte e fare tutto ciò che non mi è permesso quando siamo al completo in casa. In effetti è vero, però nulla mi dà più soddisfazione del comporre storie. Gli amici li vedo quando vado a suonare e anche questo mi appaga parecchio, ma se dovessi decidere di uscire per andare a bere, non mi viene nemmeno la voglia di proporlo a qualcuno. Altra cosa che non può essere scissa dalla composizione editoriale è la musica. La radio è sempre accesa per creare un po' di compagnia a me e ai miei gatti, ma quando scrivo ho bisogno del mio iPod, sennò le pubblicità passate durante le trasmissioni mi distraggono. In fin dei conti faccio quello che avrei fatto se fossi stato single, cioè avrei scritto e avrei ascoltato e composto musica. Le alternative sarebbero potute essere due:
1- sarei diventato un grande scrittore e musicista.
2- mi sarei chiuso in casa senza concludere nulla.

Dato che non sono single, ma bensì, sono un marito e padre di tre figli, non corro il rischio di annullarmi dentro le quattro mura domestiche, anche se durante il periodo solitario estivo, ciò vado molto vicino.


venerdì 7 agosto 2015

IL SECONDO, SECONDO ME

Correva l'anno 1999 quando in casa mia arrivò Atos: un boxer fulvo dall'aspetto simpatico e di una bontà senza pari. Credo fondamentalmente che lui in una vita passata fosse stato un peluche e per poter riscattare tanto amore dato a qualche bambino, quando era solo un balocco, fosse diventato un cane in carne ed ossa, così da riuscire a fasi amare ancora di più. Io e lui eravamo sempre insieme, dove c'ero io c'era anche lui, eravamo una coppia ben assortita e ci volevamo bene.
Quando poi conobbi mia moglie, lei possedeva un cane: Mescal, sicuramente di bell'aspetto e allo stesso tempo, molto ma molto impegnativo. Lui è (perché ancora in vita a differenza di Atos) un meticcio, incrociato con un lupo e penso, con il diavolo della Tasmania; detto in breve: una furia su quattro zampe. All'epoca in cui mia moglie ed io eravamo una coppia, lui stava con noi e ogni qualvolta uscivamo di casa al rientro, trovavamo l'apocalisse. Alla nascita di mia figlia, Mescal andò via di casa per poi approdare in quella dei miei, dove ad attenderlo c'era anche Atos. La convivenza tra loro andò a gonfie vele finché Atos rimase in vita.
Quattordici anni dopo il mio primo animale domestico, in casa è arrivata la Nala, che posso azzardare ad affermare che sia la trasformazione felina di Atos. E' dolce e pacata, silenziosa e ben educata; come dire. un'altro peluche ma a forma di gatto europeo. Qualche mese fa abbiamo pensato di dare un compagno alla docile Nala, prendendo il nostro nuovo coinquilino: Eddy. In questo caso potrei definirlo come il doppione di Mescal fatto sottoforma di gatto. Memore del secondo cane avuto in gioventù, quando ho preso Eddy, in cuor mio sapevo che non sarebbe stato mansueto come la Nala, immaginavo che mi avrebbe fatto penare, tanto quanto fu Mescal. E' stato il sento senso a suggerirlo, ma a quel punto non potevo tirarmi indietro, dato che moglie e figli se ne erano già invaghiti perdutamente. In questi giorni in cui sono solo con il gatti, mi rendo conto di quanto avessi ragione e perciò, ho stabilito che il primo esemplare di qualsiasi razza animale, ce li fa amare, mentre il secondo. ce li fa odiare.
L'equazione è presto fatta:
Atos = Nala x Mescal = Eddy. (ammesso che si scriva così)
Quindi la risposta a questo problema potrebbe essere questa: cambiare animale domestico di continuo, prendendo solo un esemplare della razza scelta, per poi passare ad un'altra scegliendone sempre e solo uno.
Con questa linea di pensiero, arriverò a cinquant'anni che in casa ci sarà un elefante. Se in effetti sarà pacato come i miei primi animali, tanto vale tentare. E' chiaro che lo chiamerei Dumbo, non posso esimermi dal chiamarlo in questo modo. Se invece ci sarà un leone, sarebbe Mufasa; una tigre Sherekan, un orso Koda, un paguro sarebbe Sebastian e per quel che concerne i volatili, sarebbe Jago come il pappagallo di Jafar. Certo che poi sarei costretto a fa riesumare Walt Disney e assumerlo come guardiano del mio piccolo zoo. Magari potrebbe persino funzionare.


martedì 4 agosto 2015

ESPERIMENTO POCO RIUSCITO

Sarà che a Milano è in atto l'Expo o che molta gente le ferie le salta per una questione prettamente pecuniaria, fatto sta, che nel capoluogo lombardo è rimasta un sacco di gente. Oggi ho notato, un elevata presenza di auto in fila, pronte a strombazzare ancor più agguerrite che non nel resto dell'anno. Vuoi per il caldo o vuoi che sono avvelenate per le ferie mancate, comunque la situazione mi è sembrata la solita. L'unica cosa che torna con una certa ciclicità, è la mia desolazione domestica estiva!
Ieri sera ho portato la mia famiglia al mare, dopo la grande delusione sarda, eppure, la mancata destinazione balneare non pare averli scalfiti più di tanto anzi, a quanto a pare, i miei bimbi sono euforici per i bagni fatti durante tutta la giornata di oggi. Questo è quanto mi ha detto mia moglie.
E io? A casa, come al solito...
Attenzione, sono ben contento per i miei figli che se la spassano al mare e si divertono come dei matti, ma io purtroppo, mi annoio da morire. In realtà non sono passate nemmeno 24 ore dalla mia partenza per far ritorno a casa, eppure, in quelle due ore che ho trascorso da solo, non sapevo cosa fare.
Per tenermi occupato, prima di andare a lavoro ho cucinato le pad thai e mi chiedo il motivo della mia prodezza culinaria. C'è da tenere presente che in casa avevo solo i noodles e una scatola di ceci, mica tutti quegli ingredienti che servono a rendere gli spaghetti tailandesi, una vera leccornia. Ho scoperto a mie spese, che la pasta di riso con i ceci non vanno minimamente d'accordo, soprattutto se bisogna aggiungerci anche il condimento in dotazione. Dovevo ammazzare il tempo e per poco non ammazzavo me stesso; erano orribili. Da qualche tempo a questa parte, mi diletto con gli udon in brodo o i ramen saltati e vengono anche piuttosto bene, oddio, a mia moglie piacciano, a un giapponese autentico, non saprei. Ecco le pad thai sono state un azzardo, una cosa che non avrei dovuto fare, non soltanto per la mia poca esperienza, ma soprattutto perché quando sono a casa da solo non mi viene voglia di cucinare e quando lo faccio, le pietanze rispecchiano esattamente la loro qualità, cioè: fanno pietà.


lunedì 3 agosto 2015

CAMBIO DI PROGRAMMA

L'intento era quello di far trascorrere, ai miei bimbi e a mia moglie, una settimana in Sardegna. Avevamo fatto tutto con largo anticipo: biglietti e check-in on line, quasi un mese prima della partenza. Venerdì pomeriggio, per cui due giorni prima del volo, mia moglie si è accorta (ma io di certo non le sono stata d'aiuto) di non aver fatto la carta d'identità per il piccolino, e questo è stato l'inizio di una corsa contro il tempo. Le chiamate sono state molteplici, sia agli uffici milanesi che alla compagnia aerea e tutti hanno remato contro di noi. In una città come Milano non è ammissibile richiedere un documento in estate. L'ufficio anagrafe che di solito lavora non più delle 15.30 durante l'anno e sei giorni suo sette; in estate, ovvero, dal 29 giugno al 29 agosto, il sabato non è neppure aperto. Allora l'ufficio più prossimo all'anagrafe, per l'emissione di documenti è la questura, ma guarda caso il sabato è chiusa pure quella. L'aereo a questo punto, ci è sembrato sempre più lontano. L'unica cosa che potevamo fare era chiamare la compagnia aerea, ed è così che abbiamo fatto. Il numero della Ryanair è una truffa bella e buona dato che ogni scatto è un salasso e l'attesa è interminabile. Le centraliniste sono troppo sbrigative e non è detto che parlino correttamente l'italiano. Per farla breve, non siamo riusciti a prendere l'aereo e neppure a cambiare destinazione o giorno, visto che la penale ammontava intorno ai 300 euro!
D'accordo che lo sbaglio l'abbiamo commesso noi, però è davvero impossibile cercare di rimediare.
L'unica cosa che ho visto volare sono i 500 euro del prezzo del biglietto, dannazione!
Alla fine i miei figli e mia moglie andranno per due settimane al solito mare, sempre meglio che niente, anzi per fortuna che c'è ancora la casetta "rossa" altrimenti il mare si potrebbe vedere solo in cartolina.


COME UN ANNO FA

 L'anno scorso siamo rimasti rinchiusi per mesi a causa di un virus letale, sconosciuto e altamente aggressivo, dopo un anno siamo ancor...